Chi è il giovane di Rimini che può salire sulla tolda di comando del Meeting di Cl

Chi è il giovane di Rimini che può salire sulla tolda di comando del Meeting di Cl

Per l'evento che si svolge in fiera dal 1980 si pone il tema della successione alla presidenza della Fondazione che organizza la manifestazione. Emilia Guarnieri è in sella da 25 anni. Prima di lei il marito. Per il futuro si parla di un riminese, classe 1974, che ha già salito molti gradini nella Compagnia delle Opere. Ecco chi è e cosa bolle in pentola.

Meeting numero 39. Il prossimo anno saranno 40. Al timone da tempo c’è sempre lei. Emilia Guarnieri. La “prof” che si è dedicata anima e corpo al Meeting per l’amicizia fra i popoli facendone il principale impegno della vita insieme all’insegnamento. Sono 25 anni che guida l’appuntamento che si svolge in Fiera a Rimini. Prima di lei? Uno di famiglia. Il marito Antonio Smurro, primo presidente dell’evento nato dalla intuizione di un gruppo di ciellini riminesi nell’estate nel 1979. Smurro ha tenuto la carica dal 1980 fino al 1993. Ma Emilia non è che non fosse la colonna portante del Meeting anche in quella stagione. Era la regina consorte.

Ora però il tema della successione comincia a porsi, anche perché il tempo trascorre inesorabile per tutti. I bene informati dicono che la questione abbia già cominciato a fare capolino ai vertici, ma che sia stata per il momento rimandata.
Chi dopo Emilia Guarnieri? I riminesi nella stanza dei bottoni della Fondazione Meeting sono rimasti pochi. In passato erano parecchi ma poi c’è stata una accresciuta influenza sul Meeting del gruppo di Cl di Milano e i decisori all’interno della Fondazione che dal 2008 organizza la manifestazione (in precedenza fu l’Associazione Meeting) sono diventati la Compagnia delle Opere, l’Associazione Centri Culturali e la Fondazione per la Sussidiarietà. Vittadini e dintorni.

Fra i giovani che si sono già messi in luce e che hanno il curriculum giusto per aspirare alla presidenza della Fondazione Meeting ce n’è uno che viene dato per papabile. Con alte percentuali di riuscire a conseguire l’obiettivo. Si tratta di Emmanuele Forlani (nella foto). Giocano a suo favore il fatto di essere “made in Rimini” e una ormai rodata frequentazione degli ambienti che, di fatto, dicono l’ultima parola sulle decisioni che riguardano il Meeting di Cl.

Emmanuele Forlani è di Rimini, classe 1974, una laurea in Economia e commercio all’Università di Bologna, molti scalini saliti dentro la Cdo, prima a livello emiliano-romagnolo e poi nazionale, fino a diventarne responsabile dell’ufficio studi e segretario generale della fondazione per la Sussidiarietà dal 2002 (anno di costituzione) al 2008. Nel 2003 è diventato coordinatore della segreteria dell’intergruppo parlamentare per la sussidiarietà, ma non si è fatto mancare nemmeno una esperienza di capo della segreteria al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti quando ministro era Maurizio Lupi. Siede nel cda della Fondazione Meeting. “Dal 2014 svolge la sua attività professionale di consulenza in relazioni istituzionali e public affairs prevalentemente per aziende del settore trasporti ed infrastrutture”, recita la sua scheda di presentazione sul sito internet del Meeting. Non è il curriculum perfetto per raccogliere il testimone dalle mani della regina?

Quest’anno Forlani imperversa al Meeting di Rimini. Con una bella abbronzatura e l’aria spigliata introduce ben sette incontri con ospiti di tipo politico ed economico. Addirittura c’era lui al fianco di Gianni Letta lunedì pomeriggio, ad interrogarlo su “una vita di lavoro”. Stamattina c’era lui con i governatori del nord (Fedriga, Fontana, Rossi e Toti).

Il Meeting di Cl ormai alle soglie dei suoi primi 40 anni deve decidere che fare degli altrettanti che verranno. Di virate ne ha compiute nel corso di questo lungo galoppo. Ha subito influenze interne ed esterne al movimento di Comunione e Liberazione. Negli anni d’oro il Meeting di Rimini era “la notizia” che apriva le prime pagine della stampa nazionale e dei Tg. I grandi della storia (non tutti ovviamente ma davvero tanti) sono passati da Rimini grazie al Meeting. Ma la forza di questo evento è stata direttamente proporzionale a quella di Cl e alle battaglie che ha condotto nella società italiana. Per questo il Meeting ha avuto molto da dire ed ha affascinato personalità così diverse per cultura e ideologia, richiamando folle che ultimamente si sono parecchio assottigliate. Quella sorta di “scelta religiosa” che Cl ha compiuto in anni più recenti, dopo la morte del carismatico don Giussani avvenuta nel 2005, ha spento anche il Meeting, entrato sempre più nella zona di influenza della Compagnia delle Opere e di Giorgio Vittadini, che anche quest’anno è riuscito a scontentare buona parte della base con l’intervista concessa al Corriere della Sera («le unioni civili sono un compromesso accettabile per chi desideri un altro tipo di famiglia»). Dialoghiamo con tutti, ha ribadito alla tavola rotonda con Giorgetti, Delrio, Lupi, Gelmini, Romeo e Toccafondi. Ma con qualcuno di più che con altri. Per toccare con mano da vicino gli uomini politici del Pd in via d’estinzione, bisogna venire al Meeting. Invece quelle forze che nel loro piccolo, e in questa disordinata fase politica, stanno muovendo la storia, a quanto pare non muovono il cuore dei leader del Meeting.