Chi studia da sindaco? E da vescovo? Chi è l’albergatore che predica bene e razzola male?

Chi studia da sindaco? E da vescovo? Chi è l’albergatore che predica bene e razzola male?

Notizie col mistero, poi neanche tanto misterioso. A patto di saper seguire le tracce. Con le fotografie sarebbe un gioco troppo facile.

Sarà che l’estate 2020 non sembra proprio estate e l’attività turistica langue, per cui a molti non manca il tempo libero. Sarà che la voglia di cambiamento è forte. Sarà che il voto per le comunali a Rimini è ormai dietro l’angolo e le carte bisogna cominciare a scoprirle adesso, almeno nei ristretti gruppi di lavoro. Sarà che la pazza idea di scendere in campo prima o poi passa per la testa di tanti, sia con che senza “testa”. Sarà che il decennio di Andrea Gnassi ha scontentato sia le scuderie della sinistra che quelle della destra e a storcere il naso sono anche le sagrestie. Sta di fatto che è tutto un lavorìo più o meno sotterraneo. I carbonari che si incontrano quando è terminata la giornata lavorativa e pensano di passare inosservati come il bombardiere stealth, l’aeroplano invisibile ai radar, in realtà sono attorniati da gole profonde. E il giorno dopo è tutto un pettegolezzo a bocche strette, a volte anche larghe. Morale: di reunion se ne registrano non poche. Conventicole laiche e pure cattoliche, queste ultime si dice con alte benedizioni. Circolano non di rado i soliti figuri, ma anche no. Ed è questa la news. Chi sarà il personaggio di bell’aspetto e di impronta manageriale, nuovo alle scene politiche ma non alla città che conta, di luminoso lignaggio, che rischiamo di trovarci come portatore di istanze moderate, ancora non è ben chiaro se nel campo del centrosinistra o in quello del centrodestra? Cave tibi a cane muto et aqua silenti (Guardati dal cane che non abbaia e dalle acque quiete).
(Potremmo mettere la fotografia di mister x ma poi che gusto ci sarebbe?).

Non svendete le camere! Così rovinate il turismo di Rimini (sic!). Rimbrotti un giorno sì e l’altro pure verso coloro che praticano prezzi indecenti. Scorrete la rassegna stampa degli ultimi mesi, ma anche del 2019, 2018, 2017… e vedrete che non sarà difficile imbattervi in questo ritornello. Le sorprese però non finiscono mai. Un albergatore ci segnala che chi predica bene razzolerebbe, a suo dire, male nella materia sulla quale si erge a docente. Noi sulle prime rispondiamo sdegnati, che non è così che si trattano le persone perbene, sempre in trincea a difesa del nostro turismo. Ma l’albergatore scoppia a ridere, sghignazza pure, si fa rosso paonazzo a furia di sbellicarsi. Ci fa intendere, insomma, che non sia onorevole credere alle favole. Prove, prove, prove fumanti, rispondiamo noi. Ed ecco spuntare dal cassetto dell’albergatore qualche screenshot (“da screen che significa “schermo” e shot invece “scatto fotografico”, nell’ambito dell’informatica il fermo-immagine è il risultato della cattura (istantanea) di ciò che è visualizzato sul monitor del computer”, spiegano quei sapienti di Wikipedia). Giovedì 25 e venerdì 26 giugno 2020, 1 camera standard matrimoniale, 2 adulti, colazione e tasse incluse: 43 euri. Ce ne mostra altri di screen e shot, anche di anni passati. Prezzi da poveri. Questo è uno scoop, ci dice l’albergatore. Chi sarà? Chi non sarà? In effetti lo scoop c’è. Amici vitia si feras, facias tua (Se sopporti i vizi dell’amico, li fai tuoi).
(Potremmo mettere la fotografia di mister x ma poi che gusto ci sarebbe?)

C’è un parroco che ama la rete, sia quella gettata per evangelizzare (Luca 5,1-11) – e come evangelizza lui è gioia pura per la chiesa di Francesco – e sia quell’altra, profana. Ha una predica per tutti. Per i buoni e i cattivi, per la sinistra e per la destra (soprattutto per la destra), per la chiesa dei poveri e per quella dei ricchi, per gli ultimi e per i penultimi. E’ promesso vescovo da una decina d’anni, ma lunga ed impervia è la strada che dall’inferno si snoda verso la luce. Muove da una comunità che ha già dato uno spirito clemente alla cattolicità, dopo avere girovagato per incarichi non da poco. Ora se ne è meritato un altro, che di solito è un predellino per indossare la “piccola calotta sferica di stoffa che copre la sommità del capo, in uso tra gli ecclesiastici per coprire la tonsura” (secondo Wikipedia), ma ci sarebbe una parola sola per dirlo: zucchetto. Il suo sarà viola. Magari un giorno anche rosso e poi bianco, mai porre limiti alla Provvidenza. Ci saluti l’insaccato Igp. Chi sarà? Ipsa olera olla legit (La pignatta sceglie da sé le sue verdure). Indizio: nel suo entourage c’è un fratello che… tutti salvi tranne Salvini.
(Potremmo mettere la fotografia di mister x ma poi che gusto ci sarebbe?)