Circolazione vietata ai diesel euro 4: scoppia la rivolta

Circolazione vietata ai diesel euro 4: scoppia la rivolta

"Alla famiglia monoreddito che ha un'auto euro 4 non inquinante, rimasta appiedata, chi gli comprerà l'automobile per lavorare? Gnassi? il Pd?"

Forza Italia va alla carica: "Il comune ha deciso di penalizzare - come sempre - i cittadini residenti e lavoratori pubblici e privati, lasciando salve tutta una serie di categorie di favore, organiche agli interessi dell'amministrazione che rappresentano in realtà i mezzi più inquinanti". La Lega: “Regione e Comune sono scollegati dalla nostra società". Un favore ai grandi centri commerciali, dice Indino. Tre quarti del nostro parco auto è tagliato fuori per sei mesi dal centro, aggiunge Mirco Pari, Confesercenti.

“Forza Italia esprime la propria totale contrarietà all’ordinanza del 27 settembre con cui il Sindaco, sulla base dell’accordo di programma interregionale (che lasciava ampia discrezionalità in proposito), ha sostanzialmente vietato la circolazione stradale agli autoveicoli diesel euro 4, introducendo poi – all’art. 7 – tutta una serie di deroghe ed eccezioni che di fatto rappresentano una sonora presa in giro delle finalità del provvedimento”. Parola di Carlo Rufo Spina, coordinatore comunale di Forza Italia.

Le sue critiche seguono a ruota quelle dei commercianti. «Inutile rinnovare il cuore della città se poi lo si rende inaccessibile a tre quarti dei clienti. Stoppare le auto sulla Statale vuol dire favorire i grandi centri commerciali esterni, che offrono il parcheggio gratuito. Un assist del quale non hanno certo bisogno, mentre sarebbe utile sostenere gli operatori del centro. Invece saranno quasi sei mesi di sofferenza. Non tutti hanno soldi per l’auto nuova. E con l’alt esteso anche ai diesel euro 4 si allarga la fascia di chi non arriverà in centro. Spostarsi in bici o scooter si può fare finché c’è la bella stagione. Poi sono guai. E i mezzi pubblici non soddisfano gli utenti, che continuano a snobbarli», spiega il presidente di Confcommercio Gianni Indino oggi al Carlino. Che chiederà al presidente della Regione Bonaccini di escludere i diesel euro 4 dal divieto. Non meno caustico Mirco Pari, Confesercenti: «Da un lato si aiuta l’industria dell’auto, ma non tutti possono cambiare la macchina. L’Emilia Romagna si conferma all’avanguardia nella battaglia per la salute, contro lo smog. Ma nei fatti tre quarti del nostro parco auto è tagliato fuori per sei mesi dal centro». Pari parla di un “centro, che diventa sempre più blindato e inaccessibile, mentre fare i commercianti è sempre più arduo”.

Forza Italia va alla carica: “Il comune ha deciso di penalizzare – come sempre – i cittadini residenti e lavoratori pubblici e privati, lasciando salve tutta una serie di categorie di favore, organiche agli interessi dell’amministrazione che rappresentano in realtà i mezzi più inquinanti, che quindi rimarranno in circolazione. In base all’accordo interregionale gli autoveicoli euro 4 potevano essere lasciati in circolazione fino ad ottobre 2020. Tali mezzi sono in larga parte automobili di circa 10 anni, minimamente inquinanti e senza alcun rischio per la salute. Il Comune ha deciso di penalizzare questi mezzi, e ha consesso la deroga – commi 14 e 17, art. 7 – per qualsiasi veicolo, quindi anche i più inquinanti, mezzi di anche 20/30 anni, ormai fuori mercato, appartenenti a persone con Isee inferiore a 14mila euro quindi sostanzialmente a vantaggio dei nuclei di stranieri e immigrati (ricordo che basta avere anche solo una casa per far schizzare l’indice Isee, per cui come sempre gli italiani vengono penalizzati, mentre gli stranieri potranno continuare ad alimentare il racket delle mercedes del 1980 dalla romania)”. Deroghe riguardano anche “i veicoli commerciali al servizio delle manifestazioni “regolarmente autorizzate” (da chi? ovviamente dal comune, decidono sempre loro) o di operatori economici che accedono o escono dai mercati settimanali e fiere sempre autorizzate (leggi, bancarelle del mercoledì, che come noto sono quelle che ancora si avvalgono dei mezzi commerciali in assoluto più inquinanti e che entrano in pieno centro con camioncini che emettono un fumo nero talmente denso da essere il principale pericolo per la salute di noi tutti). Tutti costoro sono tutelati dal Comune”.

Ecco perché, conclude Rufo Spina, tutelare la salute pubblica “è solo una facciata ipocrita, come sempre a danno di chi non inquina e non rientra nei piani orwelliani del sindaco Gnassi che ha introdotto ben 21 categorie di deroghe funzionali ai suoi interessi e a quelli della sua maggioranza. Il bene comune e l’interesse per la salute pubblica? non pervenuto”. Forza Italia in consiglio comunale aveva cercato di introdurre “una modalità seria per raggiungere le finalità dell’accordo interregionale (proponendo il divieto assoluto dell’ingresso in città di tutti i veicoli commerciali diesel inquinanti, senza deroghe; tale proposta poteva poi essere integrata col divieto fino agli euro 3 dal lunedì al venerdì anche per gli autoveicoli privati), proprio perché la salubrità di quello che respiriamo deve essere una esigenza concreta e non di facciata”. Ma è stata bocciata dalla maggioranza. Morale? “Come sempre a Rimini ci sono figli e figliastri. E ora mentre gli extracomunitari e gli operatori commerciali dei mercati autorizzati potranno continuare a scorazzare liberamente in città utilizzando i loro furgoni cancerogeni e le loro auto made in Romania 1980, inquinando a più non posso, alla famiglia monoreddito che ha un euro 4 non inquinante, rimasta appiedata, chi gli comprerà l’automobile per lavorare? Gnassi? il Pd?”

Anche la Lega tuona. “Il provvedimento adottato dalla Giunta regionale di Stefano Bonaccini sta mettendo a dura prova i cittadini e gli automobilisti di Rimini. Dopo l’esordio di ieri possiamo dire con sufficiente rassegnazione che l’ordinanza sindacale di Gnassi, sulla falsa riga della direttiva regionale, è frutto di un modo di fare politica che non tiene conto della platea dei penalizzati”, dice il segretario provinciale Bruno Galli. “Regione e Comune sono scollegati dalla nostra società. Il divieto di circolazione per i diesel euro 4 si sta dimostrando per quello che è: un provvedimento calato dall’alto senza considerare le esigenze della popolazione e che, a Rimini, colpisce un cittadino su tre. Sono tantissime le persone che utilizzano il proprio mezzo per lavoro e per le più disparate necessità che, dall’oggi al domani, si ritrovano alla guida di un mezzo ‘fuorilegge’.” Per Galli, le vittime delle politiche integraliste del Pd sono facilmente individuabili: “Non penso di sbagliarmi nel delineare la platea dei più penalizzati dal divieto: cittadini riminesi del ceto medio, lavoratori e piccoli imprenditori, padri di famiglia che non possono permettersi l’acquisto di un’auto nuova, ma che non possono neppure fare a meno del proprio mezzo. Ma queste analisi, i numeri e l’identità di chi si va a colpire con certi provvedimenti, dovrebbero essere fatte a monte da chi, in Regione e a palazzo Garampi, legifera invece senza cognizione di causa.”
“Tra l’altro – conclude Galli – trovo abbastanza singolare, nonché penalizzante, che l’ordinanza sindacale di Gnassi sul blocco del traffico non sia stata adeguatamente pubblicizzata sul sito del Comune e che il numero di servizio istituito per avere informazioni sulle zone interdette al transito ti rimandi a sua volta al sito.”

L’ordinanza del sindaco.