Lo stesso Sindaco, da tesserato al Partito Democratico, sta lavorando per far si che la sua lista personale, la lista Jamil appunto, sia la prima forza in consiglio comunale, superando il suo partito in modo da non avere più nessuna minoranza interna a cui dover rendere conto
Caro Diario,
prendo spunto da cosa sta succedendo a Bologna all’interno del centro sinistra per raccontare la nostra realtà. Nel nostro capoluogo di regione si è verificato un fatto che ha raggiunto il clamore nazionale: Europa Verde ha commissariato e azzerato i vertici della Federazione Provinciale di Bologna perché in disaccordo con la gestione del sindaco Lepore.
Un fatto politico non nuovo, ma che in ottica di nuove elezioni in molti Comuni nel 2027 apre ad una discussione e una riflessione necessaria su come viene gestito il campo largo.
Vanno precisati subito alcuni punti per non essere strumentalizzato e frainteso. Personalmente vedo Europa Verde alleata con Sinistra Italiana dentro alla coalizione di Centro Sinistra. Questo deve essere chiaro. Da qui però deve partire il ragionamento politico che chiarisca in maniera definitiva che il “Campo Largo” non è di proprietà del Partito Democratico o addirittura di una sua corrente. Dovrebbe essere la somma di tutte le idee e gli ideali che scelgono di confrontarsi e unirsi in un terreno comune. Troppo spesso non è cosi. Non è cosi in regione e non è cosi a Rimini, dove esiste una sostanziale intolleranza alla visione democratica del confronto.
È sintomatico il fatto che per non dover rendere conto a nessun partito gli ultimi due sindaci si sono fatti le loro liste personali, al cui interno troviamo anche profili che con gli ideali del centro sinistra nulla hanno a che spartire. Aggiungo di più: lo stesso Sindaco, da tesserato al Partito Democratico, sta lavorando per far si che la sua lista personale, la lista Jamil appunto, sia la prima forza in consiglio comunale, superando il suo partito in modo da non avere più nessuna minoranza interna a cui dover rendere conto.
Poi ci sono i Verdi, il partito a cui sono tesserato e con cui mi piacerebbe correre alle prossime elezioni. I Verdi hanno la fama di essere un partito sentinella, intransigente nei modi e nelle battaglie. Oggi invece agonizza nel suo esatto opposto. In nome di una non chiarita responsabilità verso la città, il partito si è completamente schiacciato sulle posizioni dell’amministrazione, eliminando lo spirito critico e qualsiasi volontà di scontro costruttivo, che serva a favorire i propri ideali e i 930 elettori che nel 2021 ci avevano dato la loro fiducia.
Ultimo esempio in ordine di tempo è il comunicato stampa che associa la conquista della bandiera blu con il ritorno dei delfini nel nostro mare. I delfini nel nostro mare non sono mai mancati, bastava fare un giro con le varie barche turistiche per incontrarli e sicuramente il merito non è della bandiera blu, che per intenderci è tornata a Rimini dopo tanti anni perché è stata ripresentata la domanda.
Questo non sminuisce il valore degli interventi del PSBO, ma credo sia utile costruire una visione reale delle cose, mantenendo quell’autorevolezza che da sempre ha contraddistinto il partito, rimanendo vigili sui vari temi che stanno impattando la nostra città come il consumo di suolo, le infiltrazioni mafiose, le difficoltà abitative, il cambiamento climatico.
Il punto è che all’interno della maggioranza di governo la critica non è accettata e quello che è successo a Bologna ha creato ancora maggiore sottomissione all’uomo solo al comando, con la doppia paura di non essere accettati dal candidato sindaco o vedersi togliere l’agibilità politica.
Ma in una coalizione si dovrebbe assistere ad una discussione politica interna ai partiti sui propri temi per poi confrontarli con gli altri colleghi della coalizione e trovare quella mediazione politica necessaria. Appiattirsi sull’unica narrazione politica del leader al comando, ai partiti minoritari come Alleanza Verdi Sinistra non porta sicuramente voti, in quanto si perde irrimediabilmente identità e riconoscibilità, cosa che gli elettori percepiscono come una svendita del proprio ideale a favore di una forza dirigista, con il risultato che da alternativa credibile ci si ritrova a partito ignorato.
Caro Diario, è possibile e auspicabile per la città avere un’Europa Verde fortemente identitaria e autorevole, che sia dentro al Centro Sinistra unito, in modo da essere l’argine alle derive personalistiche che in questa città abbiamo già sperimentato.
Quello che manca a Rimini è l’autorevolezza che hanno avuto gli ex Verdi di Bologna, che hanno preferito pagare con la perdita del simbolo la loro libertà di politici e individui.
Come cantava De’ Andrè: Voi non avete fermato il Vento, gli avete solo fatto perdere tempo.
Stefano Benaglia


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