Il direttore generale di Carim nel mirino del Fatto Quotidiano

Il direttore generale di Carim nel mirino del Fatto Quotidiano

"Bankitalia, la carriera dell'ispettore delle sviste in Mps e Pop Vicenza". Così titola oggi un servizio di una pagina e mezzo il quotidiano diretto da Marco Travaglio, con richiamo in prima.

Richiamo in prima (“Bankitalia, l’ispettore cieco sui crac bancari fa carriera” con occhiello “miracoli italiani: per 35 anni alla Vigilanza, ha bucato i disastri Mps e Pop Vicenza”) e poi una pagina e mezzo col titolo: “Bankitalia, la carriera dell’ispettore delle sviste in Mps e Pop Vicenza”. Non ci va leggero Il Fatto Quotidiano di oggi.
“Giampaolo Scardone, da due anni direttore generale della Carim (Cassa di Risparmio di Rimini), è un banchiere molto apprezzato. Nel 2016 ha preso 505 mila euro per occuparsi di una banca con attivi patrimoniali 280 volte inferiori a quelli di Unicredit. Guadagna più del presidente della Bce Mario Draghi, più del governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco, il doppio del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Essendo la Carim da anni in crisi nera, tanto che è in corso un oneroso salvataggio “di sistema” a beneficio del gruppo francese Crédit Agricole, lo stipendio del 61enne Cardone dev’essere sintomo di una professionalità irrinunciabile”. Comincia così il pezzo a firma di Carlo Di Foggia e Giorgio Meletti. Prosegue raccontando il ruolo avuto da Scardone in Banca d’Italia, “ispettore per 35 anni, fino all’1 luglio 2013, quando è stato assunto a Rimini come vicedirettore generale”. Diventerà direttore nel settembre 2015 prendendo il posto di Alberto Mocchi, altro uomo Bankitalia, che ha lasciato dopo aver raggiunto un accordo ma non certo per sua volontà.
“Dal 27 settembre 2011 al 9 marzo 2013, ha guidato l’ispezione Bankitalia”, scrive il Fatto a proposito di Scardone, “sulla liquidità del Monte dei Paschi di Siena” ma “non ha scoperto il derivato Alexandria”. Quindi l’ispezione della Banca Popolare di Vicenza: “Studiando le gesta del presidente Gianni Zonin per quattro mesi e mezzo, il pur esperto ispettore è stato nuovamente ostacolato dagli ispezionati e non ha potuto scoprire che l’istituto era minato dal cancro del capitale finanziato, in gergo “operazioni baciate”. Se n’è accorta la Bce nel 2015, quando il buco si era allargato a oltre un miliardo e la Popolare Vicenza era spacciata”. Il quotidiano diretto da Marco Travaglio ricostruisce il ruolo svolto da Scardone anche alla luce della sua testimonianza al processo contro Mussari (2 dicembre 2013, quando era già vice direttore Carim) e delle dichiarazioni rese alla Guardia di finanza (16 luglio 2015) sulla Pop Vicenza. Per concludere che “dopo queste due ispezioni non del tutto trionfali, ha coronato la carriera di ispettore di grandi banche con la direzione di una piccola banca. Neppure nella trincea operativa ha avuto molta fortuna, a parte lo stipendio”. Gli uomini di Bankitalia (vengono citati anche Carollo e Sora) non hanno “salvato la Carim dal precipizio”. “Gli uomini di Visco sono andati l’anno scorso a ispezionare nuovamente la Carim, cioè il loro ex collega Scardone. E, secondo il festoso comunicato della banca, sono rimasti contenti: l’ispezione, conclusa “senza l’applicazione di sanzioni”, “conferma la piena continuità e operatività della Banca, vitale e radicata sul territorio, con importanti prospettive di evoluzione industriale”. E pensare che ai mai contenti l’unico dato positivo sembra lo stipendio di Scardone: una banca che perde un terzo della raccolta più che nel territorio sembrerebbe radicata nella fossa”.

Fotografia: il direttore generale di Carim, Giampaolo Scardone, dal sito internet della banca

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