Il dirigente Amatori se ne va. Servì Pironi, stappò lo spumante con la Tosi e desiderava un atollo in mezzo al mare di Riccione

Il dirigente Amatori se ne va. Servì Pironi, stappò lo spumante con la Tosi e desiderava un atollo in mezzo al mare di Riccione

Per otto anni è stato una specie di Richelieu riccionese. Nato a Rimini, renziano, fan di Philip K. Dick, storia del dirigente che fece cadere Pironi e pure Madama Renata (così malignano i sapienti). Creò l’Istituzione per la cultura e nel 2012 cercò di convincere gli sceicchi a finanziare una impresa pazzesca. Ci manca già.

I 9 anni che hanno sconvolto Riccione
Già mi manca. Cristian Amatori se n’è andato e – pare – non ritorna più. Peccato. Con lui si chiude l’‘era Amatori’ al Comune di Riccione, un piccolo, grande regno durato quasi nove anni. I nove anni che hanno sconvolto il governo della piccola località turistica. Dietro a cui c’è sempre e comunque, per davvero o per calunnia politica, sempre lui. “Da domani cambio vita, vita professionale intendo”, scriveva lui, Amatori, ieri, redigendo le sue confessioni via Facebook. Da oggi, il baby Richelieu di Riccione cambia vita e cambia aria. Bye bye. Ma chi è questo tipo che nello spazio virtuale si fa rappresentare dal cartello “Io sto con Matteo Renzi” e da Svegliatevi, dormienti, che pare un aforisma di Eraclito ma è un romanzo fantascientifico – e molto politico – di Philip K. Dick?

Cronistoria di un ‘trentadenari’
Amatori, classe 1970, nato a Rimini, laureato in Scienze politiche all’Università di Bologna, già consulente del Comune di Rimini (annata 2003/04) e della Cna della Provincia riminese, già coordinatore provinciale dei Repubblicani Europei (era il 2006), è quello che progettò per Massimo Pironi un bell’atollo in mezzo al mare. Direttore dell’Ufficio di gabinetto del Sindaco di Riccione Massimo Pironi nel 2009, nel 2012, in dote al suo superiore – e per festeggiare i 90 anni del Comune – s’inventò – così il titolo di un epico articolo pubblicato dal Corriere della SeraL’atollo pagato dagli sceicchi davanti a Riccione. L’idea era avveniristica: “Far sorgere dal nulla, in mezzo all’Adriatico, a 3 miglia in linea d’aria da viale Ceccarini, un atollo di 1 chilometro di diametro in grado di ospitare un porto (con terminal per le navi da crociera in viaggio tra Venezia, Grecia e Croazia) e poi hotel, residence, centri di ricerca in tema di green economy, parchi, negozi: il tutto, per una popolazione di circa 3 mila persone” (Francesco Alberti). Amatori, crapa rasata, fronte larga, barbettina da moschettiere e occhi furbi, nicchiava; Pironi, come al solito, esultò. I riccionesi, da parte loro, se la facevano sotto dal ridere: una sburonata del genere pareva davvero impossibile. In effetti, l’atollo restò tale: un’utopia politica. L’anno dopo, il dirigente Amatori portò in dono a Pironi l’Istituzione culturale, dove lui faceva il bello e il cattivo tempo, cioè il direttore. L’anno dopo ancora, dimenticato l’atollo nell’Adriatico, il dirigente gettò il suo Sindaco – che lo pensava il suo fedelissimo Lancillotto e non certo un Bruto – in mezzo al mare: fecero il giro della stampa locale le fotografie che immortalano il dirigente Amatori, di solito con sguardo artatamente torvo, esultare abbracciando Renata Tosi. Era il 2014, la vittoria di Madama Renata è storia, tutti capirono che alle spalle di quel successo incredibile, imprevisto, c’era anche lui, il rapace dirigente. Da allora, l’appellativo di Amatori fu ‘trentadenari’.

L’uomo che ha fatto crollare due Sindaci. E che ora lascia il Comune
Il dirigente Amatori, va detto, è un tipo intelligente. Nel corteo dei burocrati civici fa la figura di Immanuel Kant. Nel settembre del 2014 si lascia sfuggire inavvertitamente un sms, che arriva al mio cellulare. Nel testo c’è scritto “Brullo è un problema”. Ne nasce un piccolo caso locale (ricordato qui). Amatori, ovviamente, nega e si nega. Le forze di minoranza, unite, tacciono. Io faccio, come sempre, la parte del dandy che piscia fuori dal vasino consentito. D’altronde, contano i dati. Giusto. Amatori, pur sempre con un incarico dirigenziale a termine, viene ‘premiato’ da Madama Renata e spedito al settore “Turismo e Attività produttive. Organizzazione. Comunicazione”. Amatori, si sa, è un tipo sveglio. In pochi anni passa da 61.514 euro lordi annui (2010) a 76.561 euro (2016). Ma la sua stella si appanna, fino a spegnersi del tutto. Come mai? Beh, malignano i politicanti, dietro il putsch inflitto al Governo Tosi Uno, nel febbraio di quest’anno, c’è lui, trescando con l’ex Vice Luciano Tirincanti e con l’ex Sindaco Terzo Pierani. L’ipotesi ha riempito le colonne dei giornali locali, come si sa. Io non ci tengo a crederci, sarebbe pura porcheria. Detto questo, uno dei primi atti della Giunta Tosi Bis è stato quello di allontanare Amatori e di disintegrare l’Istituzione ‘per la cultura’ da lui creata e diretta. Il punto, però, è altro, questo: quanto contano i dirigenti nel viavai dei Sindaci?; perché un dirigente non si accontenta di svolgere, nel migliore dei modi, il compito per cui è stipendiato e stop?; perché, intendo, un dirigente si mette a fare politica mentre non dovrebbe fare altro che servire i cittadini che gli pagano lo stipendio? Domande al vento. Tutti, quando si parla di sé, son sempre innocenti, graziati, condonati. “Auguro al mio Comune, e a chi lo amministra e a chi continua a lavorarci, tutto il bene possibile. Sarò lontano ma non sarò distante”. Così si congeda l’ex dirigente che con nonchalance passò da Pironi alla Tosi a chissà chi e che sognava un atollo in mezzo al mare riccionese. Suona come una minaccia.

Fotografia (www.comune.riccione.rn.it): Amatori in veste di direttore della Istituzione per la cultura con Pironi e Giometti

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