Facco in pole per la direzione del nuovo polo fieristico fra Rimini e Vicenza

Facco in pole per la direzione del nuovo polo fieristico fra Rimini e Vicenza

Si va delineando la governance dell'ente fieristico nato dalla fusione fra le Fiere di Rimini e Vicenza. Al timone Lorenzo Cagnoni, vicepresidente Mat

Si va delineando la governance dell’ente fieristico nato dalla fusione fra le Fiere di Rimini e Vicenza. Al timone Lorenzo Cagnoni, vicepresidente Matteo Marzotto e direttore generale l’uomo che ricopre attualmente lo stesso ruolo nella Fiera di Vicenza. Una alleanza che, con le sue luci e ombre, va letta anche in chiave emiliano-romagnola.

Secondo i bene informati sarà Corrado Facco (nella foto con Matteo Marzotto) il direttore generale del nuovo ente fieristico figlio della fusione fra Rimini e Vicenza. Facco ricopre lo stesso ruolo dal 2010 nella Fiera di Vicenza, dove è stato anche segretario generale dal 2004 al 2007. Si andrebbe così delineando la governance del polo fieristico che ha molta fretta di tagliare il traguardo, anche in vista della ipotizzata newco fra gli enti fieristici emiliano-romagnoli, per trattare cioè da una posizione di forza la “alleanza” fortemente voluta dal governatore Bonaccini: Lorenzo Cagnoni presidente, Matteo Marzotto vice e, appunto, Facco nel ruolo di direttore generale. D’altra parte questa casella al momento è vuota in Rimini Fiera, dopo l’addio (avvolto ancora in un certo mistero) di Ugo Ravanelli, nominato il 15 dicembre 2015 e dimessosi dopo pochi mesi, lo scorso aprile. Ma, al di là di questo, pare faccia parte degli accordi che la poltrona del direttore generale debba finire a Vicenza. La maggioranza della nuova società sarà nelle mani di Rimini Fiera e nella logica dei pesi e contrappesi a Vicenza andrebbero la vicepresidenza e il direttore generale.
I due timonieri della fusione rilasciano dichiarazioni ottimistiche sul futuro soggetto fieristico, che marcia spedito alla meta e potrebbe decollare già a fine anno. Sarà il tempo a dire se si tratterà di un matrimonio felice. Voci critiche si sono però già alzate sia a Rimini che a Vicenza. Entrambe le Fiere sono alle prese con un problema di debiti, anche se di natura diversa. Nel caso di Vicenza per la costruzione dei nuovi padiglioni, nel caso di Rimini il gruppo risulta appesantito dalle conseguenze della realizzazione del nuovo Palas. E come se ciò non bastasse, ci sono da mettere in conto anche i 20 milioni di euro per l’ampliamento del quartiere fieristico. La semestrale di Rimini Fiera segnala un incremento del 9,2% del valore della produzione (pari a 40,7 milioni di euro), una redditività in crescita e un risultato netto consolidato dei primi sei mesi del 2016 di 3,6 milioni di euro (con un incremento di circa 2,2 milioni sul 2015 pari a un + 67,6%). La posizione finanziaria netta al 30 giugno, “periodo che rappresenta solitamente il picco stagionale di indebitamento” – fa notare Cagnoni – “è in sostanziale equilibrio: 253mila euro di debiti, contro i 4,8 milioni del 2015”.
Con la fusione Cagnoni punta a creare una società maggiormente apprezzabile dal mercato in vista della collocazione in borsa (che annuncia per autunno 2017) e a prepararsi da una posizione di forza la trattativa in vista del “patto” con Bologna. Il numero uno di Rimini Fiera va infatti ripetendo che “per costruire un polo che abbia davvero carattere nazionale bisogna guardare a un perimetro più vasto di collaborazioni e integrazioni, oltre i confini regionali”. Che significa anche ritagliarsi un ruolo di comando in ambito regionale, mettendo a tacere Bologna, obiettivo che Cagnoni può centrare solo presentandosi ai nastri di partenza con una alleanza come quella con Vicenza.
Detto questo, l’esito della sfida, sicuramente ambiziosa, sarà tutto da verificare. Ci sono poi alcuni intrecci da mesi denunciati da “Obiettivo civico”, e in particolare da Luigi Camporesi (che è stato querelato da Rimini Fiera) e Mario Ferri. “Il Presidente di Fiera di Vicenza è anche consigliere di amministrazione della Banca Popolare di Vicenza, istituto particolarmente generoso con gli obbligazionisti, che remunera con un tasso superiore al 5%. Inoltre Banca Popolare di Vicenza è socio in Fiera di Vicenza. La stampa economica informa che Banca Popolare di Vicenza nell’operazione prospettata con Fiera di Vicenza è anche advisor (super consulente) di Rimini Fiera. La Banca Popolare di Vicenza è anche creditrice per 40.640.000,00 euro al 31/12/2014 nei confronti di Fiera di Vicenza. Esiste forse un leggero conflitto di interessi?”, si è chiesto Camporesi. Che ha reclamato anche la trasparenza (chiedendo copia dei documenti sul progetto di fusione: “anche perché i cittadini riminesi sono i veri proprietari di Rimini Fiera”) e un bando di gara per la designazione dell’advisor per la quotazione in borsa. “Ipotesi fantasiose e prive di qualunque fondamento”, secondo l’assessore alle partecipate Gian Luca Brasini. E intanto la nave va, sperando che non sia un Titanic, che pure non era una barchetta ma un transatlantico.

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