Fuocaggallo

Fuocaggallo

Si fanno sempre più accese ed estese le proteste contro Casa Don Gallo. Dopo le polemiche sulla partecipazione dell’assessore ai servizi sociali del C

Si fanno sempre più accese ed estese le proteste contro Casa Don Gallo. Dopo le polemiche sulla partecipazione dell’assessore ai servizi sociali del Comune di Santarcangelo Danilo Rinaldi all’assemblea pubblica di Casa Don Gallo, finora relegate all’angusta dimensione locale (“il minuscolo puntino sul Mare Adriatico” secondo la felice espressione geografica del sindaco riminese Gnassi), le “relazioni pericolose” con i facinorosi che occupano abusivamente da aprile un’immobile del Comune stanno assumendo una dimensione internazionale.
rivoluzione-gallo-minNon bastava che l’assessore santarcangiolese di Sel lodasse l’esperienza di Casa Don Gallo, sottolineandone anche le ricadute positive sui comuni vicini e specialmente nel suo, e si facesse fotografare seduto su uno dei lussuosi divani dormeuse di Casa Gallo, acquistati grazie alle utenze non pagate, e per di più sotto un inquietante tazebao inneggiante all’insurrezione (vedi foto).
Dopo il cittadino e il vigile consigliere comunale di Forza Italia santarcangiolesi che ne hanno chiesto le dimissioni sembra, secondo insistenti indiscrezioni, che stiano partendo o siano già state imbucate nuove lettere, come la macchina sparapalle del tennis, essendocisi accorti di altre presenze inopportune a Casa Don Gallo, una corte dei miracoli che, come noto, raccoglie una varia umanità di reietti, emarginati e clandestini, strumentalmente organizzata dalle frange più radicali, ribelliste e protestatarie del territorio e sostenuta dalla locale gauche caviar che ancora non ha saputo fare i conti con il suo romantico passato e le sue delusioni.
don-gallo-minLa prima lettera è diretta al Sindaco di Lampedusa Giusi Nicolini per chiedere le dimissioni da ufficiale sanitario delle Isole Pelagie di Pietro Bartolo che nel giugno scorso si è fatto fotografare con il presidente di “Rumori Sinistri” Manila Ricci, con il presidente di “No Borders” Nicolò Altomare e con altri numerosi famigerati attivisti della notoria “dependance di lotte ideologiche” Casa Gallo (vedi foto). Imbarazzo nella Cancelliera Merkel per l’Orso di Berlino assegnato lo scorso febbraio e, come già il Comune di Rimini per Rinaldi, gelo nel Comune di Los Angeles per la candidatura all’Oscar del film di Gianfranco Rosi che ha tra i protagonisti il dottor Bartolo. lambiasi-a-casa-don-gallo-minAltrettanto clamorosa sarebbe la lettera inviata allo Stato del Vaticano in cui si chiedono a Papa Francesco le dimissioni del vescovo di Rimini Monsignor Lambiasi per aver visitato Casa Don Gallo dimostrando un atteggiamento compiacente nei confronti dell’illegalità e dei pessimi soggetti diabolici che attivamente la promuovono, la abitano e la sostengono (vedi foto).
In questa vicenda che ha riportato la nostra città alla ribalta mondiale, ai più nota solo per il dramma di Paolo e Francesca e per qualche film di Fellini, gongola invece per l’imprevista notorietà il dirigente del Comune di Rimini Bruno Borghini, autore di diversi cartellini rossi (un labile ricordo della sua giovanile militanza nel partito di unità proletaria?) verso le tristemente note intemperanze e prepotenze di Casa Gallo. La sua fermezza nella fuoruscita di immigrati e homeless e il suo potenziamento della scuola privata nei confronti di una scuola pubblica caotica e indisciplinata e inoltre spendacciona avrebbe attirato l’attenzione di Donald Trump. Il magnate americano, in caso di vittoria elettorale, lo vorrebbe con sé come consulente per la sicurezza e l’istruzione federale, ma il dirigente avrebbe risposto: «No thanks. Sto già come un piccio con la Lisi e Morolli». «What is piccio?» ha replicato un insolitamente perplesso Trump che ha invece conosciuto la Lisi in visita, in cerca di ispirazione, al filo spinato a cavallo tra San Diego e Tijuana che provvidenzialmente blocca i clandestini soñadores, mentre Morolli lo aveva incontrato come camerata di banco a un partecipatissimo corso di autostima della Roberto Re Leadership School.