Il Meeting di Rimini ci riprova con Matteo Renzi, Emilia Guarnieri dal premier

Il Meeting di Rimini ci riprova con Matteo Renzi, Emilia Guarnieri dal premier

La storica presidente del Meeting oggi ha incontrato il presidente del Consiglio: Cl quest'anno vuole Matteo Renzi a Rimini. Dove ci saranno anche div

La storica presidente del Meeting oggi ha incontrato il presidente del Consiglio: Cl quest’anno vuole Matteo Renzi a Rimini. Dove ci saranno anche diversi ministri. Quasi certi Padoan, Gentiloni e Poletti. Fra gli uomini di chiesa, oltre al nuovo faro del movimento di Carron, Nunzio Galantino, attesi Betori e Tauran. Ma la vera novità della nuova edizione sono le ristrettezze economiche e i conseguenti ridimensionamenti.

Missione romana oggi per la presidente della Fondazione Meeting, Emilia Guarnieri. Obiettivo importante al centro della trasferta: invitare il presidente del Consiglio Matteo Renzi ad intervenire alla trentaseiesima edizione, che quest’anno s’inaugura (per la prima volta nella storia dell’evento ciellino) di giovedì e termina mercoledì: dal 20 al 26 agosto. Ma non si tratta dell’unica e nemmeno più importante novità.
Lo scorso anno la mancata partecipazione del premier non fu digerita bene da Cl anche perché rottamò la tradizione dei suoi predecessori (nemmeno l’austero Mario Monti si era sottratto al battimani del popolo della Fiera). Così il Meeting è tornato alla carica trovando però la strada preparata dai rapporti che la Compagnia delle Opere intrattiene con i palazzi romani della politica e anche con l’entourage di Renzi, dove sono ben piazzati due ciellini fiorentini, Raffaele Tiscar, vicesegretario generale alla presidenza del Consiglio dei ministri, e il sottosegretario Ncd all’istruzione Gabriele Toccafondi (con lui Renzi partecipò al Meeting nel 2008, dopo esserci stato anche l’anno prima, quando era presidente della Provincia di Firenze, alla presentazione di un libro insieme a Denis Verdini, piccolo il mondo no?). Sempre in quest’ultimo filone toscano va ricordato che la moglie del sindaco di Firenze Dario Nardella, Chiara Lanni, è attiva nella CdO e in particolare nel settore dei servizi educativi per l’infanzia. Non c’è più Maurizio Lupi a fare da apripista e non solo perché non più ministro. Attualmente non è più il pupillo dei vertici di Cl. Basti dire che l’ex ministro dei Trasporti si è schierato a sostegno della manifestazione per la famiglia del 20 giugno scorso, mentre il movimento di Carron ha preso apertamente le distanze, provocando non pochi “smottamenti” e accesi confronti interni.

Matteo Renzi stavolta ha probabilmente qualche motivo in più per farsi tentare dal bagno di folla di Rimini. Lo scorso anno navigava col vento in poppa e si sentiva un titano indistruttibile al comando, senza oppositori e grossi problemi da fronteggiare, per cui non aveva bisogno della passerella di Rimini. Mentre adesso cominciano a farsi sentire l’accerchiamento interno al suo partito, il peso della delusione elettorale e tanto altro. Per un premier così, il sostegno ciellino, con tutto quello che ne consegue, potrebbe non essere irrilevante.
Giovedì il Meeting svelerà nella conferenza stampa romana il programma della nuova edizione (e il 9 luglio lo farà a Rimini nella Sala del Giudizio del Museo), “Di che è mancanza questa mancanza, cuore, che a un tratto ne sei pieno?”, e forse si conoscerà anche la carta Renzi. Pare invece certo che non mancheranno ministri importanti a fine agosto in Fiera: dal titolare dell’Economia, Pier Carlo Padoan, a quello degli Esteri, Paolo Gentiloni (forse coinvolto in un confronto a più voci su Medio Oriente e caldissima questione islamica), e pare anche del Lavoro, Giuliano Poletti.

Un altro invito in sospeso, decisamente più importante di quello del premier, riguarda papa Francesco. Emilia Guarnieri gliel’ha rivolto di persona il 7 marzo scorso (come anticipò Rimini 2.0) in occasione dell’udienza in piazza San Pietro alla quale ha partecipato tutto il movimento di Cl. E’ anche partito l’invito formale e si sono attivati i canali in Vaticano per andare a meta. Sarebbe un colpo grosso, anzi grossissimo, portare papa Bergoglio al Meeting ma è difficilissimo che il sogno si avveri. Non si è fatto tentare nemmeno lo scorso anno, quando il tema era davvero “francescano” e anche un po’ ruffiano: verso le periferie del mondo e dell’esistenza. Ci sarà invece il segretario generale della Cei, Nunzio Galantino (sembra intervistato dal direttore del mensile “Tracce”, Davide Perillo) che ormai detta la linea alla chiesa italiana e col quale Cl ha stretto un feeling inatteso e, dicono in diversi nella base, “contro natura” rispetto alla storia di Comunione e Liberazione. Così come saranno presenti l’arcivescovo di Firenze, card. Giuseppe Betori, e il card. Jean-Louis Pierre Tauran.

Ma sarà un Meeting che fa i conti con diversi condizionamenti oggettivi quello di quest’anno. Il principale riguarda il minor budget a disposizione, che costringe a tagliare sul superfluo ed anche qualcosa di più. Minori sponsor e la concomitanza con Expo (che oltre a fare concorrenza sulle presenze ha avuto anche l’effetto di dirottare sulla esposizione universale i grandi sponsor) si fanno sentire. Poi c’è l’inchiesta per truffa aggravata e la decisione del Meeting di restituire i soldi pubblici ricevuti da regione Emilia-Romagna, Provincia di Rimini, Camera di commercio e ministero dei Beni culturali (circa 300 mila euro), una operazione che, spese legali comprese, è costata cara. Non a caso è partita anche una imponente campagna, “Sostieni il Meeting”, che fa appello a donazioni e 5xmille, insieme al progetto di crowdfunding (in collaborazione con Eticarim) per sostenere i costi dell’ospitalità ai volontari. Il messaggio è chiaro: “Perché questo luogo possa continuare ad esserci”. Le conseguenze delle maggiori ristrettezze economiche si avvertiranno sul contenitore e sul programma del Meeting. Spazi più ridotti nel quartiere fieristico, pare sia stata cancellata la presentazione dei libri che si teneva nella fascia oraria pomeridiana, così come per le mostre sembra si sia risparmiato parecchio.
C’è chi immagina che quella attesa al debutto tra meno di due mesi possa essere una edizione di verifica, e forse di svolta, nel senso che in base all’esito potrebbero scaturire delle decisioni sul futuro della manifestazione che, fuori di dubbio, da Rimini ha segnato la società italiana per novità, interesse, partecipazione, coinvolgimento di giovani, trasversalità, format e tanto altro.

Puccio Carlini