Inchiesta Aeradria, tutto rinviato a dopo le elezioni

Inchiesta Aeradria, tutto rinviato a dopo le elezioni

Prossima udienza il 10 giugno, ma il giudice non dovrebbe pronunciarsi sul rinvio a giudizio o meno per il sindaco Andrea Gnassi e gli altri imputati

Prossima udienza il 10 giugno, ma il giudice non dovrebbe pronunciarsi sul rinvio a giudizio o meno per il sindaco Andrea Gnassi e gli altri imputati eccellenti. Per conoscere il destino giudiziario di un’intera classe dirigente bisognerà attendere il prossimo autunno.

Bisognerà attendere ancora per conoscere il destino giudiziario degli indagati nell’ambito dell’inchiesta sul fallimento di Aeradria, società che gestiva l’aeroporto Fellini di Rimini, che vede sotto accusa alcuni dei protagonisti degli ultimi anni della vita politica, economica e sociale di Rimini.
Nell’udienza preliminare di oggi, dopo una sospensione per motivi formali, il giudice Vinicio Cantarini ha disposto il rinvio ad una nuova udienza del 10 giugno dove si riprenderà la discussione iniziata oggi, cioè quella relativa, appunto, alle questioni preliminari e alla costituzione delle parti civili. Sempre nell’udienza del 10 giugno alcuni indagati, è stato preannunciato dai loro legali, presenteranno richieste di rito abbreviato e patteggiamento. In quella data si deciderà l’inizio della discussione vera e propria che dovrebbe essere fissata a settembre. Su questo punto non c’è ancora la certezza, ma la platea degli avvocati presente stamattina in aula a rappresentare gli interessi dei 19 indagati, ha fatto sapere al giudice che preferirebbe iniziare la discussione a settembre piuttosto che a luglio (altra data ipotizzata).
La vicenda ha un importante risvolto politico perché vede tra gli indagati anche l’attuale sindaco Andrea Gnassi. Il primo cittadino quindi può affrontare con una relativa serenità d’animo la campagna elettorale, visto che si voterà il 5 giugno, con eventuale ballottaggio il 19 giugno. L’udienza del 10 giugno infatti non prevede il pronunciamento del giudice sul rinvio a giudizio o meno per il sindaco e gli altri indagati, che arriverà nelle udienze successive. Quindi molto probabilmente bisognerà attendere il prossimo autunno, ma non è detto che i tempi non si allunghino, per capire se gli indagati saranno rinviati a giudizio o meno.
Ricordiamo che nell’ambito dell’inchiesta che inizialmente vedeva indagate 34 persone è stata disposta l’archiviazione per 16 di questi e quindi sotto inchiesta sono rimasti 19 indagati. Tra questi i nomi di spicco sono quelli di Alberto Ravaioli e Andrea Gnassi, rispettivamente ex ed attuale sindaco di Rimini, Nando Fabbri e Stefano Vitali, ex presidenti della provincia di Rimini, Manlio Maggioli, all’epoca presidente della Camera di Commercio, Lorenzo Cagnoni, presidente del CdA di Rimini Fiera, Massimo Masini, presidente di Aeradria, Massimo Vannucci, vicepresidente di Aeradria, e Alessandro Giorgietti, presidente di Air. Per costoro i reati ipotizzati sono l’associazione per delinquere finalizzata a falsare i bilanci, bancarotta e reati fallimentari, abuso d’ufficio e truffa.
Altri indagati, solo per i reati fallimentari, sono Massimo Pironi, ex sindaco di Riccione, Iliana Baldelli, Maurizio Cecchini, Cesare Ciavatta, Stefano Fabbri, Mario Formica, Pierluigi Gasperini, Santo Pansica, Fabio Rosolen, e Ennio Sanese.
Ieri il tribunale del Riesame aveva confermato i sequestri per 650mila euro nei confronti di otto indagati, sequestri che erano stati annullati nel settembre scorso dalla Corte di Cassazione secondo la quale non poteva essere dimostrata la truffa. In precedenza era stata ridimensionata l’entità dei sequestri che in un primo tempo era stata fissata in oltre sei milioni di euro.
Oggi in aula degli indagati erano presenti, dopo la sospensione, l’ex sindaco di Rimini Alberto Ravaioli, l’ex sindaco di Riccione Massimo Pironi e l’ex presidente della provincia di Rimini Nando Fabbri. (f.f.)