Il nuovo e costosissimo seminario di Covignano verso la chiusura?

Il nuovo e costosissimo seminario di Covignano verso la chiusura?

La ristrutturazione del complesso dell'antica abbazia di Scolca era costata circa 12 milioni di euro. Ma mancano i seminaristi e la diocesi sta pensa

La ristrutturazione del complesso dell’antica abbazia di Scolca era costata circa 12 milioni di euro. Ma mancano i seminaristi e la diocesi sta pensando cosa fare della struttura. Le attività del seminario potrebbero essere trasferite in alcune parrocchie.

Un grande seminario costato 12 milioni di euro e quasi senza seminaristi non è una struttura che possa continuare ad essere tenuta aperta, tanto più in tempi di magre finanze diocesane. E così si sta studiando il da farsi. Siccome i pochi seminaristi riminesi sono attualmente tutti a Bologna e non soggiornano nella bella e spaziosa struttura sul Colle di Covignano, che ospita solo il rettore, il vice e il padre spirituale, la diocesi sta pensando di chiudere il seminario e svolgere le attività che si tenevano in via Covignano 259 in una o due parrocchie che sono in fase di definizione: si parla della Riconciliazione, del Crocifisso e di quella del Borgo San Giuliano. La scelta verrà fatta a breve.
La costruzione del nuovo seminario, intitolato a don Oreste Benzi, fu una decisione del precedente vescovo, mons. Mariano De Nicolò, che lo inaugurò nel settembre del 2007, praticamente al termine del suo mandato di 18 anni alla guida della chiesa riminese. Il vecchio seminario, invece, ospita scuole, la sede delle associazioni di volontariato ed altro. La sua ristrutturazione è costata 10 milioni di euro ma la Curia incamera 1 milione di euro l’anno, a partire dal 2014, visto che l’amministrazione comunale ha acquisito il diritto di superficie dell’intero bene, ricavandoci, appunto, un polo scolastico.

L’investimento economico nei due seminari ha pesato non poco, contribuendo a creare i conti in rosso della diocesi, non molto tempo fa quantificati intorno ai 30 milioni di euro, che furono oggetto anche di un apposito presbiterio alla presenza del vescovo, per illustrare a tutti i preti la situazione debitoria e pianificare “tagli” e risparmi.
La situazione delle vocazioni a Rimini è preoccupante e il destino del seminario pare stia creando anche qualche attrito con chi ha la responsabilità del seminario. Il rettore è don Andrea Turchini, don Marcello Zammarchi il vice rettore e don Cristian Squadrani il padre spirituale. Ma tanti se ne sono avvicendati negli anni. Mancano i sacerdoti e il vescovo è costretto a continui spostamenti e accorpamenti (ne sono stati annunciati anche in questi giorni) perché la “coperta” è troppo corta rispetto alle esigenze di una diocesi come quella di Rimini.
Fino alla fine degli anni 80, ovvero durante l’episcopato Locatelli, le vocazioni non sono mancate. Con mons. Giovanni Locatelli si sono avuti 35 nuovi preti più qualche altro da destinare alla missione e agli ordini religiosi. Le difficoltà sono arrivate dopo e permangono. Nel complesso ristrutturato dell’antica abbazia di Scolca trovano posto anche la biblioteca diocesana e l’Istituto superiore di scienze religiose “A. Marvelli”, per i quali non è previsto nessun trasferimento. Gli spazi inutilizzati sono quelli del seminario, dotato di tante stanze e locali per lo studio e le attività comuni, ma senza seminaristi.