La civica ammiraglia di Camporesi c’è (e fa pressing sul centrodestra)

La civica ammiraglia di Camporesi c’è (e fa pressing sul centrodestra)

E' un passo avanti nell'incerto panorama politico riminese in vista delle elezioni comunali di primavera. Luigi Camporesi sarà il candidato sindaco di

E’ un passo avanti nell’incerto panorama politico riminese in vista delle elezioni comunali di primavera. Luigi Camporesi sarà il candidato sindaco di quattro liste civiche: Insieme per Rimini, Vincere per Rimini, Obiettivo Civico e Noi per la Romagna. Per ora sono queste le forze che si sono riunite, ma a breve potrebbero arrivare altre adesioni sia in campo civico (come “Cambiare Rimini” di Pier Paolo Poggi) e sia, forse, ampliando l’aggregazione alle forze politiche del centrodestra, a partire da Forza Italia. Dreamini non figura nell’elenco solo perché non scenderà in campo col proprio marchio, avendo fatto la scelta di rimanere associazione culturale, anche se il lavoro svolto in tutti questi mesi si può dire sia stato determinante per far decollare il progetto di una presenza civica significativa al voto, tanto in termini di aggregazione che di contenuti. “Ci sono segnali di disponibilità da parte di altre liste e siamo aperti anche a Progetto Rimini”, spiega Pierluigi Pollini. Ma quest’ultima realtà pare stia valutando di schierare un altro candidato dopo il ritiro di Linda Gemmani. Ora l’unione delle civiche lavora pancia a terra al programma.

I 4 moschettieri. Sono la Lista Insieme per Rimini. Identità Progetto Azione di area popolare e dei comitati fondata da Pierluigi Pollini, dal consigliere comunale Eraldo Giudici e da Daniela Montagnoli; la Lista Vincere per Rimini, definita lista generazionale della città, formata da membri di età media intorno ai 30 anni e guidata da Filippo Lisi e Filippo Zilli; la lista Obiettivo Civico, composta da ex componenti del Meetup riminese del Movimento 5 Stelle, usciti per totale dissenso con la condotta e la linea di Grillo e Casaleggio, guidati da Luigi Camporesi; infine la Lista Noi per la Romagna dell’ammiraglio Aleardo Cingolani e altre. Tutte alleate per esprimere come unico candidato a sindaco di Rimini Luigi Camporesi (nella foto).

Ora si fa sul serio. “Rimini può cambiare verso”, dicono da questo fronte. “E’ il momento per i riminesi di sincronizzare gli orologi e costituire, insieme, il nucleo forte di aggregazione di diverse liste civiche in vista delle prossime elezioni amministrative nel Comune di Rimini. E’ ora di fare un passo in avanti da parte di tutti.
E qui sta la vera novità. Per la prima volta nella storia politica di Rimini si è formata proprio in queste ore l’unione di tutte le liste civiche che manifesta l’emersione di una diversa alternativa alla vecchia e alla nuova sinistra e che si basa sull’accordo e la forte opera di ricucitura tra la “buona politica” e l’autentico civismo. Camporesi è riuscito dove altri hanno fallito vale a dire mettere assieme passione politica, competenza amministrativa e impegno civico, e fare sintesi politica delle diverse sensibilità culturali e programmatiche presenti nel civismo e nella buona politica riminese”.

L’invito all’unità è rivolto anche al centrodestra. Adesso si fa più forte anche il pressing sul centrodestra. Perché se Camporesi fosse la guida di un’area così vasta, potrebbe puntare al ballottaggio. “Il movimento delle civiche che ora nasce è aperto all’incontro con il “centrodestra che ragiona” e a farsi carico di mettere insieme in un grande dialogo aperto, persone, esperienze politiche, competenze, categorie sociali, esperti, idee e progetti per il cambiamento a Rimini”, spiega l’unione delle civiche. “E’ finito il tempo delle trattative estenuanti, delle posizioni cambiate 100 volte in pochi mesi che hanno creato confusione tra gli elettori “non conformisti”. E’ finito anche il tempo delle imposizioni autoreferenziali di candidati partitici, non condivisi, improbabili e improponibili che se non venissero ridiscussi (magari nel tavolo nazionale) farebbero la figura dei cavalier serventi pro Gnassi e 5stelle”. Ogni riferimento al candidato della Lega, Marzio Pecci, non è puramente casuale.
“La città di Rimini è governata, praticamente senza interruzioni, da giunte della medesima area politica e dallo stesso blocco di potere, fin dalla caduta del fascismo, e l’assenza di ricambio culturale, politico e programmatico, ha portato i tipici effetti devastanti dell’incrostazione partitocratica. Se si va a vedere poi che cosa ha davvero fatto il sindaco in quasi 5 anni a Palazzo Garampi, si vedono tanti buchi neri, tante opere incompiute, tanti debiti per tutti, tanti aumenti tariffari, tante feste e poca sicurezza nei quartieri e nelle case, tanto caos nella viabilità e purtroppo, tante inchieste, tanti fallimenti e tanti indagati (i soliti noti)”. E Pollini, Zilli, Camporesi e Cingolani a nome delle rispettive civiche, ribadiscono fino alla noia “che solo l’unità concreta e solidale tra civismo autentico e buona politica sia la premessa per contribuire alla nascita di un nuovo grande movimento popolare del centrodestra riminese che forse potrà regalare alla città un nuovo Rinascimento civile, culturale, sociale ed economico”.