La cultura dell’ospitalità e i cittadini in balìa dei passi carrai: oggi in “prima”

La cultura dell’ospitalità e i cittadini in balìa dei passi carrai: oggi in “prima”

Una città con la sua straordinaria e dinamica cultura dell’ospitalità. Lo ha detto ieri il Capo dello Stato davanti ai sindaci parlando di Rimini. Che, non c'è dubbio, nel proprio Dna ha di certo la cultura dell'ospitalità. Ma a poca distanza dalla Fiera, in via Rosaspina, andava in scena un'altra giornata nella quale la cultura dell'ospitalità veniva messa a dura prova. "Denuncio chi ha rifiutato di soccorrere mia figlia": parla il padre della 17enne ferita a due passi da San Marino ma trasportata a Urbino.

“Grande cultura dell’ospitalità”. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è intervenuto all’assemblea dei sindaci e fra l’altro ha anche elogiato Rimini: “Grande cultura dell’ospitalità” (Carlino Rimini). E non c’è dubbio che Rimini nel suo Dna abbia una grande cultura dell’ospitalità. Ha detto che i sindaci, e quindi i Comuni, sono “il circuito democratico più vicino al cittadino”.
A poca distanza dal luogo in cui il Capo dello Stato pronunciava queste parole andava in scena un “cortocircuito”, un’altra giornata nella quale la cultura dell’ospitalità veniva messa a dura prova. Via Rosaspina: “Cittadini imbufaliti in coda anche ieri” (Carlino Rimini), “il caos passi carrai si replica tutti i giorni”. Tanto che del caos è costretto ad accorgersi (seppure in ritardo) anche palazzo Garampi: “Sono le 15,28 quando l’amministrazione comunale ‘si arrende’, e sventola bandiera bianca: nuova proroga per pagare il balzello, reintrodotto dopo anni, non senza polemiche. Questa volta c’è un mese di tempo in più: la nuova deadline è fissata al 30 novembre”. Ed è la seconda proroga: “la prima scadenza era al 31 luglio”. «Ho ricevuto la lettera dal Comune ieri mattina», dice una signora che chiama la redazione al telefono mentre attende il suo turno in coda, «praticamente a una settimana dalla scadenza! Siccome ho dei chiarimenti da chiedere, come tanti altri cittadini, sono venuta qui in via Rosaspina. Ma ci sono pochi addetti, e una marea di persone. Non sappiamo cosa fare, c’è chi è qui perché hanno chiesto di pagare a un famigliare deceduto». Ieri l’amministrazione comunale ha finalmente deciso di potenziare l’attività di sportello degli uffici che da oggi osserveranno i seguenti orari: lunedì-venerdì 8.30-13.30; martedì e giovedì 14.30-17.30.
Ti obbligano a pagare una tassa? Certo, ma non solo. Ti obbligano anche ad essere suddito, a metterti in fila per ore, in balìa della burocrazia e di gestori della cosa pubblica ai quali un po’ più di cultura dell’accoglienza non farebbe male.

“Denuncio chi ha rifiutato di soccorrere mia figlia” (Carlino). Parla Luigi Damiani, il padre della 17enne ferita a due passi da San Marino ma trasportata a Urbino: “Stava male e non si muoveva, temevamo lesioni interne. Ci siamo sentiti discriminati”. E racconta così il fatto: «Io sono riuscito a rialzarmi, mia figlia era al centro carreggiata e lamentava dolori ovunque, alle gambe, sotto lo sterno. C’erano due infermieri, chiamano il pronto soccorso e dopo 20 minuti arriva l’ambulanza da Sassocorvaro, il medico fa un primo triage su mia figlia che non si muoveva. Diagnosi: presunte fratture, forse anche eventuale lesioni interna. Viene immobilizzata. Salgo sull’ambulanza, con lei. E il medico (Michele Nardella, ndr) chiede l’intervento alla centrale operativa, chiedendo che la ragazza fosse soccorsa in primis al Titano. Poi sento che risponde, al telefono: ‘No, è italiana’, quindi presumo che qualcuno gli abbia chiesto di che nazionalità fosse mia figlia. E si è arrabbiato perchè gli hanno detto: portatela a Urbino. Lui: ‘C’è una certa gravità… come a Urbino? Siamo qui, Urbino dista un’ora, siamo su una barella spinale, può avere complicanze’. Ma loro hanno ribadito il rifiuto».