La grande rotatoria (seconda puntata)

La grande rotatoria (seconda puntata)

Le reazioni anche piccate di chi si è sentito, in veste di ex amministratore, colpito e affondato, invogliano a proseguire. È ora di dire con chiarezza che a distanza di decenni da quando i problemi erano stati individuati ed anche previste le soluzioni, nulla è progredito nell'interesse di Rimini, di chi ci abita, lavora e investe, nemmeno di chi la sceglie come meta turistica e fieristico-congressuale. La parola che definisce il presente è: imbottigliati.

Visto l’interesse e le discussioni sui social intorno a «La grande rotatoria e le prospettive», proseguo volentieri sull’argomento, anche perché di assoluta primaria importanza per Rimini, dove ormai la classe politica nel palazzo sfarfalla dell’ovvio e dell’inutile, senza mordere i veri problemi che mettono in ginocchio la città e che permangono irrisolti.
Rimini è “imbottigliata” e i disagi aumentano anziché diminuire, file chilometriche nelle ore di punta si formano proprio nel cercare di superare i “nodi” stretti attorno alle rotatorie: lo può negare solo chi non si muove in auto o chi mente sapendo di mentire.
Sono il primo a ritenere che se si fosse fatta la Complanare 20/30 anni fa, nessuno oggi avrebbe potuto mettere in discussione le rotatorie sulla circonvallazione, ma raccontare che le rotatorie di per sé sono la soluzione, è solo arroganza o ignoranza.
Perchè poi non si sia fatta la Complanare, è colpa che non può che venire attribuita agli amministratori locali, anche perché se in trent’anni non decidi neppure il tracciato, non puoi certo nasconderti dietro al fumus delle mancante risorse e aspetti similari.
Se poi si vuol raccontare che è cosa difficile da realizzare, sono perfettamente d’accordo, ma chi fa l’amministratore, di questi temi doveva e deve farsene carico sapendo che le variabili serie erano e sono sostanzialmente solo due: fare subito la Complanare o dotare la circonvallazione, subito, di cavalcavia. Nessuno dei due obiettivi è stato centrato e dunque complimenti ai pubblici amministratori. E purtroppo come sempre capita a Rimini si finisce nelle facili scorciatoie, vedi in primis il fila dritto e amenità varie. Ben “vendute”, ma il nulla.
Personalmente ho sempre ritenuto che grazie ad amministratori del passato avere concretizzato un’arteria come la nostra circonvallazione fosse una grande opportunità, ma che ovviamente doveva essere ripensata in termini moderni, ossia: cavalcavia, terza corsia, strade di arroccamento per evitare collegamenti impropri, ed adeguamenti delle tre statali collegate.
Una siffatta impostazione avrebbe permesso di viaggiare attorno ai 90 km orari, quindi di richiamare percentuali importanti di quel traffico che avviene sulle arterie interne, aspetto che la Complanare non avrebbe mai potuto assumere, causa la difficoltà oggettiva di raggiungere i suoi accessi lontani.
Se invece la vogliamo mettere sugli aspetti ambientali, iniziamo dalla riduzione di traffico e pericoli sulle strade interne, considerando anche che facendo lo stesso percorso in un quarto di tempo s’inquina quattro volte di meno, inoltre non si toccano terreni vergini come accade per fare la Complanare.
Se tutto questo fosse stato pensato da subito, magari non bloccando la costruzione dei quattro cavalcavia, il quinto sarebbe stato sicuramente quello delle Befane (ci tornerò prossimamente) e a spese dello stesso centro commerciale, che avrebbe potuto anche concordare con società Autostrade che le risorse messe a disposizione da quest’ultima potessero confluire nella strategia indicata, e comunque non sarebbe stato difficile ottenere finanziamenti su un obiettivo concreto.
Morale: i tanti problemi di traffico che oggi investono Rimini avrebbero trovato rimedio. La mia amarezza è proprio questa: che a distanza di decenni da quando i problemi sono stati individuati ed anche previste le soluzioni, nulla è progredito nell’interesse di Rimini, di chi ci abita, lavora e investe, nemmeno di chi la sceglie come meta turistica e fieristico-congressuale. Un fiasco colossale, che coinvolge gli amministratori che si sono succeduti in Comune da molti anni a questa parte. Tutto il resto, cari amministratori passati e presenti, sono solo chiacchiere dannose e fasulle.

Giulio Grillo

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