La nuova questura? “Un ecomostro”. Parla Improta

La nuova questura? “Un ecomostro”. Parla Improta

"Se qualcuno in futuro dovesse sistemarla potrebbe diventare la cittadella della sicurezza... Però poi al questore dovrebbero essere assegnati molti altri agenti per vigilare una struttura del genere. Per non parlare delle spese di gestione. Io non so chi abbia avuto il coraggio di progettarla e di proporla un'opera di quelle dimensioni...". Parla il questore di Rimini, Maurizio Improta e fa il punto su molti temi: una nuova sede per i 220 uomini della polizia, la sicurezza in Riviera e i numeri che la rendono "insicura" nelle classifiche sulla qualità della vita in Italia, il carattere dei riminesi e molto altro.

“La gente di Rimini ha gli occhi allegri di chi abita in una città di mare e cerca di superare i problemi con fantasia, creatività, spirito di iniziativa e voglia di vivere”. Chi parla è il questore di Rimini, Maurizio Improta (nella foto). Lui, originario di Napoli, ne sa qualcosa delle città di mare. “I romagnoli sono molto vicini alla gente della mia terra sia come carattere che come disponibilità e allegria. E in questa capacità di cesellare un determinato carattere sono convinto che il mare giochi un ruolo preponderante”.

E’ trascorso più di un anno dalla sua nomina a questore di Rimini, avvenuta nel marzo del 2015, che idea si è fatto della nostra città e delle problematiche più significative dal punto di vista dell’ordine pubblico e della sicurezza?
E’ una realtà ricca di differenti peculiarità che vanno dalla costa ad uno spettacolare entroterra dal punto di vista paesaggistico e storico-culturale. La vocazione della costa romagnola per il turismo ha ormai ampiamente superato la cosiddetta stagione di due o tre mesi l’anno. Anche grazie al sistema fieristico e congressuale e ai grandi eventi artistici, culturali, musicali, sportivi (penso solo al Meeting, al Gran Premio di Misano, ai concerti e tanto altro) è avvenuta una destagionalizzazione che richiama costantemente grandi folle. Abbiamo fatto un calcolo utilizzando anche i dati degli enti turistici sugli accessi ai caselli autostradali e le presenze nelle strutture ricettive: il risultato è che la provincia di Rimini ospita mensilmente una media di un milione e mezzo di presenze. Con picchi nei mesi di luglio e agosto di 8-9 milioni. Gli abitanti sono 350 mila ma i numeri effettivi molto ma molto più grandi. Si capisce allora qual è l’artifizio matematico che porta la provincia di Rimini ad essere la seconda più “pericolosa” d’Italia dopo Milano. Ma, o ci troviamo nella Chicago degli anni 20, e francamente non mi sembra, oppure viaggiamo sui numeri di una città mitteleuropea come Milano, come in effetti è, e allora tutto si spiega.

Col suo arrivo a capo della questura di Rimini si sono visti anche alcuni cambiamenti.
Questa è la seconda estate che trascorro da questore in questa città e con l’esperienza maturata lo scorso anno si è cercato di modificare anche alcuni aspetti che riguardano l’organizzazione. A me piace dire che noi siamo come una squadra di calcio, e casualità vuole che io abbia fra i miei diretti collaboratori undici funzionari: io faccio il portiere capitano, devo parare i colpi e sto a difesa di tutti. E come una grande squadra di calcio l’organizzazione e il metodo sono fondamentali. Inoltre da Bologna sono arrivati il nuovo dirigente della Mobile e quello della Digos (rispettivamente Massimo Sacco e Gabriele Magnoni, ndr), due inserimenti importanti che, grazie alle rispettive esperienze maturate, portano un know how ulteriore alla questura di Rimini.

A proposito dei grandi numeri in termini di presenze, non sarebbero necessari anche proporzionati rinforzi estivi? Sufficienti o insufficienti quelli che vengono assegnati alla provincia di Rimini?
Dipende da che gioco si gioca, per usare ancora la metafora calcistica. Se il presidente della squadra mette a disposizione dell’allenatore uomini per il campionato, quest’ultimo è ben contento, altrimenti deve giocare al meglio con gli uomini dati. Lamentarsi o piangere serve a poco, se non magari a giustificarsi ex post… Ma non voglio eludere la sua domanda.

Dica.
Sia nel 2015 che quest’anno i rinforzi indicati per le esigenze di questa provincia sono puntualmente arrivati. Quest’anno fino a fine agosto avremo complessivamente 5 volanti a Rimini, 2 a Riccione e 1 a Bellaria. Poi in base a come andrà la stagione turistica e climatica, valuteremo la richiesta di una eventuale proroga. Siamo l’unica provincia a vocazione turistica ad avere avuto 26 equipaggi di rinforzo per l’estate 2016. Per avere il quadro delle forze in campo vanno aggiunte anche due unità cinofile, una a Rimini e una a Riccione, tre agenti di rinforzo per gli acqua-scooter e una pattuglia di cavallerizzi nei parchi maggiormente frequentati dalle mamme e dai bambini, fra Rimini, Bellaria e Riccione.
A tutto questo si aggiunge l’assegnazione di 7 uomini nell’organico definitivo, che sono andati a coprire le esigenze del reparto volanti, dove abbiamo così potuto innestare forze fresche, consentendoci peraltro di dare respiro alle legittime aspirazioni di esperti poliziotti che abbiamo messo in prova negli uffici investigativi.

Quali sono i settori di intervento che vi occupano maggiormente?
Direi anzitutto che il primo impegno è sempre quello di “stare sul pezzo”, non mollare la presa, non darsi mai per vinti. Prostituzione, abusivismo commerciale, stupefacenti, piccoli o grandi crimini fastidiosi per la popolazione sono il nostro campo di intervento quotidiano. Cercando di modulare la nostra presenza nelle ore più “frizzanti” di questa splendida costa, quindi in quelle serali e notturne. Ciò significa invertire l’organizzazione del lavoro, sia mentalmente che fisicamente, per essere vigili e presenti maggiormente in quelle determinate fasce della giornata.
All’attività di prevenzione si aggiunge quella che riguarda l’ordine pubblico, compresa la copertura degli obiettivi sensibili, potendo contare a questo riguardo su 30 unità dell’esercito. D’intesa col prefetto abbiamo individuato nella stazione ferroviaria un obiettivo vigilato dall’alba a notte fonda, poi l’aeroporto “Fellini”, la zona portuale e dallo scorso anno anche la vigilanza del Palazzo di Giustizia. Da ultimo vorrei accennare all’ufficio immigrazione e, anche in questo caso, a numeri di tutto rispetto: circa 40 mila stranieri regolari nella provincia di Rimini, più tutti gli aspetti tecnico-amministrativi che ruotano attorno ai 700-800 richiedenti asilo che sono stati assegnati alla nostra provincia nel corso degli anni.

Anche i grandi eventi (due su tutti, Notte Rosa e Molo Street Parade) in una città come Rimini e la sua costa richiedono notevoli sforzi da parte della polizia e delle forze dell’ordine in generale.
Se si considerano le enormi quantità di persone che si riversano in Riviera per questo tipo di eventi, e nel caso della Molo Street Parade anche gli spazi relativamente contenuti che ospitano la manifestazione, ma allo stesso tempo gli esiti assolutamente positivi in termini di sicurezza e ordine pubblico garantiti, beh, direi che si possa essere soddisfatti. Quest’anno poi sono stati concordati per la Molo Street Parade una serie di accorgimenti tecnici per favorire gli spostamenti delle forze dell’ordine che hanno dato ottimi risultati.

Resta il fatto che un evento che dovrebbe essere di divertimento ha necessità di installare un ospedale da campo sulla spiaggia a cura della Croce Rossa e richiede l’impiego di un numero altissimo di forze dell’ordine…
La più bella Molo Street Parade la si avrà quando non si renderà più necessario allestire l’ospedale da campo, perché vorrà dire che sarà stato raggiunto un livello di maturità che consente di divertirsi senza rischiare la vita. Credo comunque si stia andando in quella direzione, tanto è vero che quest’anno la situazione è molto migliorata.

Sul contrasto alla prostituzione continua l’enorme impegno della questura di Rimini, ma nonostante gli sforzi sembra di combattere contro i mulini a vento. E’ così oppure no?
C’è uno stile di vita di chi alimenta la prostituzione sul quale noi non possiamo ovviamente intervenire. Ma detto questo, le ordinanze dei Comuni di Rimini e Riccione in materia stanno dando i loro frutti. I nostri interventi sono costanti per colpire gli sfruttatori e per identificare queste ragazze. Dove ci sono le forze dell’ordine non ci sono clienti e sfruttatori, ecco perché puntiamo ad essere una presenza costante e non di tipo emergenziale.

Il tema della nuova questura, che per dimensioni e servizi sarebbe in grado di risolvere una volta per tutte le esigenze di spazi adeguati per la Polizia di Stato, ma che resta in una condizione di abbandono per le ben note vicende che riguardano questa struttura, si incrocia con le varie ipotesi che si sono sin qui affacciate per dare una location idonea alla Polizia: ad oggi qual è la soluzione che avete individuato?
Quella che lei chiama nuova questura io la definisco un “ecomostro”. Se qualcuno in futuro dovesse sistemarla potrebbe diventare la cittadella della sicurezza… Però poi al questore dovrebbero essere assegnati molti altri agenti perché solo per vigilare una struttura del genere occorrono come minimo 20 agenti a turno. Per non parlare delle spese di gestione, si pensi solo al riscaldamento. Io non so chi abbia avuto il coraggio di progettarla e di proporla un’opera di quelle dimensioni… ma è una storia che voi conoscete bene perché ho letto l’interessante approfondimento che Rimini 2.0 ha compiuto sull’argomento (qui la terza parte dell’inchiesta coi link alle precedenti).

Quale sede allora per la questura?
Appena arrivato a Rimini mi sono reso conto del problema che lei pone. La sede storica della questura, diventando Commissariato, si è dovuta ampliare andando ad occupare i palazzi a fianco e da tempo non risponde alle esigenze. Quindi ho subito avviato un lavoro di riorganizzazione complessiva: intanto stiamo dismettendo uno dei due stabili della Casrema Mosca. Il 18 agosto risolviamo il contratto con la proprietà e viene trasferito tutto nell’ex Hotel Mercedes già in dotazione alla polizia. Un contratto che ho subito considerato oneroso, da più punti di vista, e inopportuno. Dismettiamo anche il servizio mensa e dopo un percorso iniziato l’anno scorso abbiamo stipulato una convenzione col Dopolavoro ferroviario che si farà appunto carico di questo servizio.
La soluzione alla quale si sta lavorando è quella dell’immobile di piazzale Bornaccini insieme allo stabile dell’Inail (come sede dei servizi di immigrazione) in via Carlo Alberto Dalla Chiesa. Sono stati già compiuti molti passaggi, progettuali e di copertura finanziaria, e mi auguro che entro la metà del 2018 (per stare dalla parte del sicuro, ma già entro il 2017 potrebbe essere tutto ultimato) potremo avere le due sedi per questura e immigrazione. In questo modo daremo dignità e sicurezza al luogo di lavoro di 220 lavoratori della polizia di Stato. Il mio obiettivo è quello di iniziare quanto prima a dismettere una serie di locazioni e concentrarle in una unica, in attesa che si completi anche il progetto di via Carlo Alberto Dalla Chiesa.

Alcuni episodi, sia quelli di assenteismo e sia il caso del poliziotto che denunciò il sindaco di Rimini, nel corso del 2016 hanno richiamato l’attenzione sulla Questura di Rimini: lei è prontamente intervenuto in entrambe le situazioni, ma come giudica quanto è accaduto?
Ci sono comportamenti che diventano abitudini e alla fine malcostume. Non sono e non saranno tollerati anche perché vogliamo assolutamente impedire che a pochissimi sia consentito screditare tutti coloro che lavorano seriamente, onestamente e con impegno. L’esempio deve partire da noi. Ma mi lasci anche aggiungere che siamo al 19 luglio (l’intervista è stata realizzata nel pomeriggio di ieri, ndr) e in ferie c’è solo un funzionario, i dirigenti degli uffici sono tutti qua. Il questore non fa il pendolare ed è sempre a Rimini.
Rispetto all’altro caso che lei cita, chiunque ritenga di avere subito un torto, e ciò vale anche per un poliziotto, ha tutti gli strumenti che garantiscono di potersi difendere nelle sedi opportune. Sulle questioni interne non nascondiamo niente e non ci sottraiamo davanti a nulla, ma non consento a nessuno di fare speculazioni di altra natura, strumentalizzando, sia all’interno che all’esterno, questa vicenda per altri fini.

Claudio Monti

Chi è il questore di Rimini

Originario di Napoli, Maurizio Improta è questore di Rimini dallo scorso marzo. Dal 1982 al 93 ha prestato servizio presso la presidenza del Consiglio dei ministri, in seguito ha ricoperto l’incarico di vice dirigente del Centro Interprovinciale Criminalpol “Lazio Umbria Abruzzo”, quindi è stato dirigente della Squadra Mobile di Padova e nel 1999 è passato a quella di Roma. Dal 2002 al 2004 è stato capo della segreteria particolare e dirigente dell’ufficio stampa e pubbliche relazioni della Questura di Roma. Promosso primo dirigente, è stato al ministero dell’Interno e, con l’incarico di vice consigliere ministeriale, ha prestato servizio presso l’ufficio relazioni sindacali del Dipartimento di Pubblica Sicurezza. Dal 2006 al 2013 ha diretto l’ufficio Immigrazione della Questura di Roma. Prima di arrivare a Rimini è stato dirigente del Compartimento Polizia ferroviaria dell’Emilia Romagna.

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