La replica di Sabrina Vescovi

La replica di Sabrina Vescovi

La candidata sindaco del Pd a Riccione risponde e puntualizza sul nostro articolo.

Una tesi davvero maliziosa quella che sottende riminiduepuntozero.it dedicando tanta attenzione alla mia professione. Ne sarei anche onorata, considerando quanto poco riguardo abbia finora dedicato a temi, proposte e dibattiti di questa campagna elettorale. Se non fosse che il giornalista – non ho il piacere di conoscerne il nome, perché in questi casi, quando si sferra l’attacco frontale, si sa, è sempre meglio nascondere la faccia dietro a una generica ‘redazione’ – ha fatto una bella confusione. Nonostante il grande sforzo, le ricerche in Camera di Commercio, la dovizia di particolari, l’articolo contiene una serie di errori che vanno, quanto meno, chiariti e corretti.

La mia storia politica è nota. Lo sanno tutti a Riccione che sono stata assessore con delega alle politiche scolastiche e all’infanzia dal 2004 al 2009. E lo stesso vale per la mia professione, non ne faccio certo un mistero. Se la “redazione” avesse partecipato anche solo ad una delle tante assemblee pubbliche in cui sto incontrando i cittadini mi avrebbe sentito sottolinearlo nel momento in cui mi presento. E lo faccio sempre. Anche perché penso che la combinazione della mia esperienza amministrativa con quella imprenditoriale sia un valore aggiunto, un punto di forza della candidatura che ho scelto di mettere al servizio della città.

Veniamo ai dettagli più tecnici dell’articolo, costruito ad arte per arrivare a dimostrare fantasiosi intrecci d’affari tra me e le amministrazioni pubbliche. Intanto le società a cui faccio riferimento professionalmente sono ben distinte. L’unica di cui sono presidente, quindi legale rappresentante, e socio amministratore è Aikom Technology, azienda che si occupa di apparati hardware e software per le telecomunicazioni, e lavora esclusivamente con clienti privati. Ricopro poi il ruolo di direttore generale, senza più alcuna ‘procura ad negotia’, in Eurocom Telecomunicazioni, azienda che progetta ed eroga servizi di manutenzione delle telecomunicazioni, in particolare per la gestione delle emergenze, sicurezza e controllo. Una realtà leader in questo segmento di mercato, certificata e riconosciuta, partner di amministrazioni pubbliche in tutta Italia, in media 300 ogni anno. Un’azienda regolarmente iscritta al MePa, il mercato elettronico dove la pubblica amministrazione può acquistare, entro certo importi di valore ben definiti, beni e servizi offerti da fornitori abilitati a presentarli. Eurocom legittimamente ha partecipato anche a procedure di affidamento del Comune di Riccione, in qualche caso aggiudicandosele, regolarmente. Ma l’azienda non è di mia proprietà.

Entrando nel merito degli affidamenti da parte del Comune di Riccione, si parla di circa 130mila euro negli ultimi cinque anni. Ecco cosa è realmente accaduto in questi stessi anni: nel 2012 l’affidamento è stato pari a 20.162 euro: nel 2013 11.244 euro; nel 2014 27.051 euro; nel 2015 13.512 euro; nel 2016 63.874 euro. Cifre ben distanti dal fatturato complessivo di Eurocom – 30 milioni tra 2012 e 2015 – un’azienda presente sul mercato da oltre 35 anni che non si occupa di inutili gingilli ma di strumentazione tecnologica all’avanguardia utile a gestire le emergenze e a garantire la sicurezza dei cittadini.

Per completezza d’informazione, questo è il fatturato complessivo di entrambe le aziende:

Eurocom Telecomunicazioni Srl:

2012: 8.977.925 euro

2013: 7.934.096 euro

2014: 7.125.873 euro

2015: 7.111.791 euro

Aikom Technology:

2012: 4.830.902 euro

2013: 12.712.814 euro

2014: 15.400.551 euro

2015: 25.257.000 euro

E’ evidente che i toni della campagna elettorale si stiano alzando. Così come è evidente la posizione politica di chi strumentalmente rilancia dimenticando che l’azienda per cui oggi lavoro si occupa di un settore che non ha niente a che fare con chi governa, tanto a livello nazionale o locale, che si tratti di centrosinistra o di centrodestra. Colgo l’occasione ancora una volta per invitare a condurre una campagna elettorale seria cfrahe non riporti la città nel clima di rancore in cui è stata trascinata in questi ultimi tre anni.

Sabrina Vescovi

Grazie per la replica. La gran parte degli articoli di questa testata recano la firma Redazione, l’ultimo dei nostri problemi è quello di nasconderci (da chi, da cosa?) e la tradizione dei pezzi non firmati (anche perché frutto di un lavoro di squadra) ha precedenti illustri, basti citare «The Economist». Qui non si fa campagna elettorale ma informazione e approfondimento e se ha avuto modo di leggere gli articoli (questa volta firmati) di Davide Brullo, non le saranno sfuggite le cronache che hanno riguardato i suoi “concorrenti”. Per quanto riguarda gli affidamenti del Comune di Riccione la sua minuziosa rendicontazione conferma al rialzo quello che abbiamo scritto, perché il totale delle cifre che lei mette in fila dà 135.843 euro. Non abbiamo scritto che la società per la quale ricopre il ruolo di direttore generale non si sia aggiudicata regolarmente le procedure di affidamento del Comune di Riccione. Abbiamo semplicemente messo in fila elementi sul suo doppio ruolo di ex amministratrice e, ora, candidata sindaco, con quello di imprenditrice che fra i propri “clienti” può vantare anche enti locali nei quali ha ricoperto il ruolo di assessore e consigliere. Auguri per la sua campagna elettorale. (claudio monti)