«Le proposte di Confindustria Romagna al sindaco lasciano perplessi»

«Le proposte di Confindustria Romagna al sindaco lasciano perplessi»

Su urbanistica, alta velocità, viabilità, rigenerazione urbana e università, si sono ascoltate indicazioni poco ragionate e a tratti scollegate dalla realtà. «Auspico che l'Associazione Industriali, tutte le rappresentanze di categoria, ma anche professionali, facciano un passo di qualità istituendo un proprio centro studi, magari collegato con l'università». Lettera.

Lunedì 15 novembre si è tenuto l’incontro della delegazione riminese di Confindustria Romagna con il sindaco di Rimini Jamil Sadegholvaad e con l’assessore Roberta Frisoni per affrontare una serie di tematiche di attualità: infrastrutture, attenzione alle imprese e aree produttive, riqualificazione turistica e rigenerazione urbana, energia, criminalità e infiltrazioni, formazione e università (nel box in fondo il comunicato di Confindustria con le singole tematiche affrontate). La lettera che segue valuta le proposte venute da Confindustria.

Scusate il disturbo, ma credo che incontri di questo livello dovrebbero essere fatti con una certa preparazione ed organicità, anche perché leggendo i vari punti trattati e le relative proposte si rimane perlomeno perplessi. Vediamole singolarmente.

URBANISTICA
Si chiede certezza di definizione delle norme, e non si può non essere d’accordo, ma l’argomento vero per risolvere questa tematica, era ed è uno solo: quando inizia il percorso del Piano Urbanistico Generale, così come previsto dalla legge regionale datata 2017?

ALTA VELOCITÀ
Pretendere da un sindaco che concretizzi la dorsale Adriatica dell’alta velocità mi sembra un tantino troppo, bello sarebbe stato anche indicare quale dovrebbe essere la fermata romagnola, sapendo bene come questi argomenti vanno a finire.

VIABILITÀ
In questi giorni il presidente della Provincia Riziero Santi ci ha informati che la Complanare dopo ben 30 anni non ha ancora un tracciato definito, e onestamente questo avrebbe dovuto essere il focus da cui cominciare un discorso sulla mobilità provinciale.
Se poi vogliamo parlare della zona Nord, personalmente partirei da quella promessa regionale che prevedeva una nuova arteria, da Savignano a Rimini, da realizzare nelle vicinanze dell’autostrada. Un fatto che non fece prevedere l’inserimento della circonvallazione di S.Giustina nel Prg del 94, ma anche il Prg di Santarcangelo prevedeva uno “stradone” per raggiungere questa nuova arteria partendo dal suo insediamento produttivo, tanto è vero che la loro variante per collegarsi alla circonvallazione di S.Giustina avviene attraverso una strada più stretta, quale arteria di sola mobilità interna.
Sulla Marechiese, in specie se da collegare all’E55, la soluzione è una e si chiama nuova strada nell’alveo del Marecchia che onestamente mi sembra cosa piuttosto azzardata, anche perchè fare un pezzo di strada per arrivare alla E55 per poi finire in una stradina come l’attuale Marecchiese, seppur rimaneggiata, avrebbe i tipici connotati del pastrocchio.
Meglio quanto più volte hanno avanzato le città di S.Sepolcro ed Arezzo, che hanno chiesto una linea ferroviaria che da Rimini si congiunga con le dorsali ferroviarie tirreniche.

ACCESSIBILITÀ
Rimango stupito su quanto asserito sullo sviluppo del nostro aeroporto, senza toccare minimamente il problema della concorrenza con il Ridolfi di Forlì. E qui la prima domanda basica è sapere cosa ne pensa l’Associazione Industriali dell’intera Romagna, in specie quando leggo che Cesena e Ravenna, ma anche Cervia, hanno già chiaramente deciso per il Ridolfi.
Altro tema neppure toccato è l’assurda situazione dell’arteria che ci collega a Ravenna, dove da Cesenatico a Ravenna non esiste nessun tipo di proposta di potenziamento, basta vedere la circonvallazione del Savio costruita con unico senso di marcia per direzione.
Ritengo debba essere richiesto con forza il completamento della superstrada fino a Ravenna, che ci collegherebbe direttamente con le quattro grandi arterie di Ravenna, due già in essere e due in procinto di essere realizzate (Cispadana e nuova arteria proveniente da Ferrara).

RIGENERAZIONE URBANA
Credo che a Rimini di capannoni c’è ne siano già troppi e spesso vuoti, non si può neppure dimenticare che proprio in questi giorni sono state vendute due grandi aree produttive come Ghigi e Valentini, con l’assenza, da quello che è dato sapere, degli industriali riminesi. Bello sarebbe stato un acquisto degli industriali stabilendo con il Comune un trasferimento di queste aree produttive in altri siti ritenuti più funzionali come l’ipotizzata zona Nord.
Farebbe anche un pò ridere che l’Amministrazione comunale, facendo salti mortali per recuperare qualche ettaro di terreno, parallelamente destinasse decine di ettari di fertile terreno agricolo per farne dei capannoni, soprattutto in assenza anche di seri piani industriali che potrebbero motivare l’esigenza e il vantaggio occupazionale.

UNIVERSITÀ
La richiesta di voler avere una università che si leghi al sistema produttivo pone due specifici interrogativi. Il primo, che questo discorso è cosa che non può certo partire da Rimini ma da programmazioni nazionali. Il secondo quesito riguarda quali indirizzi particolari dovrebbe avere Rimini; prima eventualmente di mettere il solito turismo, andrebbe verificato quanti quadri dirigenziali sono occupati nelle nostre unità ricettive, da quello che si diceva un tempo forse uno.

Nell’auspicio che anche l’Associazione Industriali sappia in futuro fare meglio, auguro a tutte le rappresentanze di categoria, ma anche professionali, di fare un passo di qualità istituendo un proprio centro studi, magari collegato con l’università, ben sapendo che da troppo tempo sta vivendo una problematica di particolarismi, con l’effetto sempre più evidente della nostra emarginazione già a livello della Romagna.

Giulio Grillo

La delegazione riminese di Confindustria Romagna incontra il sindaco di Rimini

Infrastrutture. Senza infrastrutture efficienti la città non può essere attrattiva e competitiva. Occorrono strategie e progetti concreti da attuare in tempi brevi anche per intercettare i fondi del PNRR. Uno dei nodi principali resta l’alta velocità. Confindustria Romagna, da tempo insiste sulla necessità di avere l’alta velocità per la Romagna e per il suo proseguimento sulla dorsale adriatica. Si tratta di un fattore di innovazione straordinario e un beneficio enorme per le industrie di tutti i settori, partendo da quello turistico. Inoltre in tema di infrastrutture occorre un piano della mobilità utile a risolvere in maniera definitiva i “buchi neri” noti da anni. Rimini e le aree produttive limitrofe devono potere essere in contatto, con tempi di percorribilità accettabili. Su questo ci sono già progetti, alcuni presentati anche da nostri associati. Chiediamo miglioramenti, nel rispetto ambientale, per il collegamento con la zona industriale di Santarcangelo (ad esempio con la risoluzione definitiva dell’attraversamento di Santa Giustina) e con la Valmarecchia. Ricordiamo, ancora una volta, che in molte località di questa vallata hanno sede stabilimenti di importanti industrie, eccellenze assolute, che sono limitate nella loro competitività da una viabilità al collasso. La Marecchiese rappresenta un’arteria fondamentale per i collegamenti tra l’entroterra e la costa Riminese, con Cesena, l’E45 e la Toscana. Cresce la preoccupazione per la sicurezza di questa strada: la situazione non cambia ed è insostenibile per cittadini e imprese. Il futuro delle aziende del territorio è a rischio. Un collegamento rapido e sicuro avrebbe ricadute positive anche per lo sviluppo del turismo nell’entroterra. È determinante il ruolo dell’Aeroporto Fellini. In questo momento di rilancio è necessario sostenerne l’attività e il piano d’investimento, al fine di potere riprendere la crescita intrapresa con successo prima dello stop dovuto alla pandemia. Per IEG fanno ben sperare i numeri positivi segnati dalla ripresa delle manifestazioni in presenza che dimostrano quanto la fiera di Rimini, sia determinante per lo sviluppo economico di tutta la regione da diversi punti di vista.

Attenzione alle imprese e aree produttive. Il tessuto industriale riminese, fondamentale per il sostegno dell’economia del territorio provinciale durante la crisi pandemica, vanta aziende di vari settori in ottimo stato, leader sui mercati internazionali. Imprese che per restare al passo però necessitano di spazi adeguati. Negli ultimi anni si è assistito ad una migrazione di varie imprese verso altre zone proprio perché non hanno trovato risposta a questa richiesta. È importante quindi che il comune metta in atto una politica industriale che preveda l’individuazione di aree adatte a nuovi insediamenti, tenendo anche conto della sensibilità green delle nostre aziende che stanno investendo molto nello sviluppo di pratiche indirizzate al rispetto ambientale.

Riqualificazione turistica e Rigenerazione urbana. Riqualificazione turistica e rigenerazione urbana devono essere fra gli obiettivi della Rimini del futuro e anche in questo ambito, sapere intercettare nel modo giusto i fondi del PNRR è un’occasione che non può essere sprecata. La riqualificazione delle nostre strutture turistiche e delle costruzioni pubbliche e private non può essere più rinviata. Gli strumenti: dialogo nel rispetto reciproco dei ruoli, riduzione della burocrazia, strumenti urbanistici di facile comprensione e incentivi per chi investe puntando sulla qualità. Per quanto riguarda eventi e manifestazione è importante strutturare programmi che prevedano un filo diretto con tutti i comuni limitrofi e con le province della Romagna.

Energia. Il tema dell’energia è da tempo al centro delle politiche per lo sviluppo di imprese e territori. Anche a Rimini dobbiamo investire in tutte le possibili forme di energia alternativa e pulita a disposizione. Risorse, dal sole al vento, di cui la città come la Romagna è ricca. Vanno prese in considerazione tutte le alternative possibili trovando il giusto compromesso fra la necessità di produrre energia e la vocazione turistica di Rimini. Pensando ad esempio al parco eolico, è importante ragionare su progetti concreti e di nuova generazione con garanzie di serietà da parte di aziende che si propongono per la progettazione e realizzazione degli impianti stessi.

Criminalità e infiltrazioni. Da tempo stiamo lavorando insieme alle istituzioni al fine di vigilare sullo spettro delle infiltrazioni della criminalità organizzata, a fini di riciclaggi, nel tessuto produttivo riminese, romagnolo e regionale. Purtroppo, anche negli ultimi mesi, la cronaca ha dimostrato che si tratta di un rischio reale e concreto. La crisi dell’ultimo anno, infatti, ha messo in ginocchio imprese dei settori più colpiti dalle restrizioni dovute alla pandemia, esponendo purtroppo ancora di più la nostra realtà a questo rischio. Ecco perché dobbiamo lavorare insieme per mantenere alta la guardia e notiamo positivamente che la sensibilità verso il problema sta crescendo su vari fronti.

Formazione e università. Non possiamo più accettare il gap fra scuole e imprese, fra domanda e offerta. Scuola e università devono avvicinarsi sempre più al mondo delle imprese ed è necessario investire in un orientamento scolastico che prepari i giovani alle nuove professioni e a lavori in linea con le richieste del mercato globale. A Rimini possiamo contare sulla presenza dell’università e del Tecnopolo che vantano una significativa proposta per la produttività delle nostre aziende e per la crescita formativa e culturale dei nostri territori. Mondo del lavoro, università, istituti superiori devono dialogare costantemente e mettere in atto processi formativi in grado di rispondere alle esigenze del mondo della produzione.

Comunicato stampa Confindustria 16.11.2021

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