L’ignorantezza riscrive la storia: per il sindaco Castel Sismondo è … medievale

L’ignorantezza riscrive la storia: per il sindaco Castel Sismondo è … medievale

Platone esagerava nel volere che i governanti della città fossero dei filosofi, ma almeno che conoscessero la storia della città che dirigono dovrebbe essere il minimo da pretendere.

L’ignorantezza – direbbe Paolo Cevoli – vuole il suo sfogo. Per il sindaco di Rimini Castel Sismondo è un castello medievale. Non è un lapsus, perché nella sua dichiarazione del 20 luglio lo dice ben due volte (1-“…un castello medievale e un teatro ottocentesco fanno da fondale a una platea di un incantevole teatro a cielo aperto”, 2-“… il castello medievale e il teatro ottocentesco tornano a custodire uno spazio che diventa un polmone di bellezza”). Platone esagerava nel volere che i governanti della città fossero dei filosofi, ma almeno che conoscessero la storia della città che dirigono dovrebbe essere il minimo da pretendere. O almeno dare l’impressione di conoscerla, magari con una rapida ricerca su wikipedia.
D’altra parte il Sindaco non è nuovo agli anacronismi. Un mesetto fa ha autorevolmente prefato un libriccino sullo Slego e il Velvet dove due personaggi riminesi nell’ottobre del 1984 partono per Londra e al ceck-in si presentano uno con lo zaino e l’altro col trolley da 35 chili. Peccato che addirittura le prime samsonite dotate di rotelle, le antenate del trolley, si sarebbero viste solo qualche anno dopo.
Poi gli ambulanti del mercato non si stupiscano se Gnassi li sposterà col teletrasporto di Star Trek.
E gli albergatori se Airiminum annuncerà lo sbarco dell’Enterprise.

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