L’intoccabile degrado: l’ex Aurum non si può sgomberare

L’intoccabile degrado: l’ex Aurum non si può sgomberare

Da anni ospita decine di senegalesi. L'Usl nel 2017 rilevò una situazione di grave degrado igienico-sanitario. Il Comune di Rimini emise una ordinanza urgente di sgombero, che però è rimasta inottemperata. Perché? Gli occupanti non hanno una soluzione abitativa alternativa e liberare l'immobile con la forza pubblica potrebbe avere delle conseguenze indesiderate. Invece tre piani da terzo mondo sul lungomare di Viserba non hanno nessuna conseguenza? "Bisogna intervenire adesso perché è il periodo dell'anno con meno occupanti", dice Gioenzo Renzi.

Ha cessato l’attività ricettiva molti anni fa. Non è più un albergo (anche se all’ingresso resta quell’unica stella) ma ospita eccome. Tanta gente. Di nazionalità senegalese. Persone che continuano a vivere nel degrado e di loro non si occupa nessuno, né i servizi sociali, né una onlus e né una Caritas (quella di Rimini, che protesta insieme a tutta la rete delle Caritas regionali contro Salvini in nome della “ferma decisione di metterci dalla parte degli ultimi e dei più svantaggiati”, potrebbe suggerire al vescovo di porre a disposizione di questi senegalesi una delle tante strutture di cui dispone la Diocesi, come il nuovo seminario senza seminaristi). Siamo in via Dati, sul lungomare di Viserba. L’albergo si chiamava Aurum. Ora di carati non ne è rimasto nemmeno mezzo.

Il caso di questo “immobile fatiscente” è stato riportato in consiglio comunale ieri sera da Gioenzo Renzi di Fratelli d’Italia. Perché la vicenda si era inceppata e non se ne conoscevano le ragioni. “Ha cessato l’attività ricettiva nel 2003 e continua ad essere occupato da decine di africani”, ha detto Renzi. Ripercorrendone poi brevemente la storia: “Usl e carabinieri fecero un sopralluogo il 15 dicembre 2016 evidenziando al Comune di Rimini una situazione di grave degrado igienico-sanitario che inibisce le condizioni di abitabilità degli ambienti, tale da costituire un pericolo di danno grave ed imminente per gli occupanti e per la salute pubblica”, ha detto l’esponente della minoranza. Quel sopralluogo si concluse con una relazione inviata in Comune che indicava una sola cosa: un provvedimento finalizzato allo sgombero dell’immobile.
L’Amministrazione comunale il 5 gennaio 2017 redigeva una ordinanza sindacale contingibile e urgente e la notificava alla proprietà il 13 gennaio 2017, dando 20 giorni di tempo per liberare l’ex Aurum. Sono trascorsi oltre due anni ma non è successo nulla, “anche per ragioni obiettive”, ha sostenuto ieri Gioenzo Renzi: “è impossibile per un privato sgomberare decine di occupanti”. Invece, perché davanti alla “inottemperanza della ordinanza sindacale da parte della proprietà, l’amministrazione non ha provveduto alla esecuzione d’ufficio a spese della proprietà stessa? Il dispositivo della ordinanza rimandava alla polizia municipale in caso di inottemperanza, concordando con l’ufficio di igiene e sanità le procedure necessarie per promuovere l’esecuzione coattiva”, compresa la richiesta di intervento della forza pubblica per consentire l’accesso all’immobile.

La versione dell’amministrazione comunale l’ha fornita l’assessore Jamil Sadegholvaad, esordendo così: “A volte le vicende sono molto più complesse di come possa apparire”. Ma sulla condizione penosa e allarmante dell’ex Aurum, un vero e proprio pugno nello stomaco, ha parlato solo di “situazione davvero poco dignitosa in piena Viserba”.
Palazzo Garampi si muove nel momento in cui (due mesi dopo l’ordinanza) “la polizia municipale verifica l’inottemperanza alla ordinanza”, che farà scattare anche una denuncia verso il legale rappresentante. Poi, ha proseguito l’assessore, “viene convocato un tavolo tecnico in Comune con l’Usl e i carabinieri e qui accade quello che fino ad oggi ci ha impedito di arrivare allo sgombero. I carabinieri evidenziano una problematica di ordine pubblico legata allo sgombero dell’ex Aurum e da quel momento il problema diventa di competenza della prefettura”.

La patata bollente viene portata più volte dall’assessore Sadegholvaad sul tavolo del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica: “La prima volta il 6 settembre 2017, quando ho sottoposto la problematica a prefetto, questore e comandanti delle forze dell’ordine presenti al Comitato, evidenziando la necessità di arrivare allo sgombero. In cinque comitati ha posto lo stesso tema e mi è stato risposto che il Comune deve provvedere prima alla sistemazione in alloggi alternativi delle persone che vivono in quello stabile. Questo in virtù di una circolare ministeriale che venne redatta in seguito ad uno sgombero avvenuto a Roma”. E perché il vicesindaco Gloria Lisi con deleghe fra l’altro al sociale, sanità, politiche della casa, non provvede? “Per il Comune queste persone non possono essere inserite in emergenza abitativa e comunque non può farsi carico di loro, sono tutte in regola coi documenti, i permessi di soggiorno, lavorano e pagano un canone di affitto”, sono state le parole dell’assessore Sadegholvaad in risposta alla interrogazione di Gioenzo Renzi.

Palazzo Garampi ha anche chiamato a raccolta le associazioni dei proprietari degli immobili per trovare qualcuno disposto ad affittare a queste persone di nazionalità senegalese, “ma purtroppo ne riusciamo a sistemare solo sei”. E quindi? Tutto dovrà rimanere nello stato attuale? Andando incontro ad un degrado progressivo della struttura? “Prefetto e questore ad oggi ritengono che non si debba intervenire finché non si troverà una soluzione alternativa, in caso contrario ne deriverebbe una problematica di ordine pubblico: capisco che possa sembrare una situazione paradossale e anche che alla luce delle circolari ministeriali esistenti prefetto e questore a quelle devono attenersi. Noi non molliamo e riproporremo la problematica per la sesta volta in seno al Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica.

“Assessore, guardi, voglio darle un consiglio: se si vuole sgomberare l’immobile, questo è il momento in cui c’è meno occupazione perché molti sono tornati in Senegal. Se c’è la volontà si faccia un’azione lampo. Molti degli occupanti vivono nell’ex Aurum da una decina d’anni, quasi tutti fanno i venditori abusivi… Una cosa deve essere chiara: non si può precostituire una sorta di diritto all’occupazione e ricattare la città. Il problema è stato lasciato incancrenire, bisogna intervenire subito”.