Mario Ferri sale in cattedra e fa le pulci al bilancio della Società Palazzo dei Congressi

Mario Ferri sale in cattedra e fa le pulci al bilancio della Società Palazzo dei Congressi

Nessuna “perdita durevole di valore” del Palacongressi, assicurano due società di consulenza. Rilevante perdita di valore delle immobilizzazioni materiali, "per oltre 40 milioni di euro", dice invece il commercialista. Luigi Camporesi ha presentato una interrogazione allegando la relazione tecnica di Ferri.

Stavolta il commercialista Mario Ferri firma una relazione di suo pugno “incaricato dal Sig. Camporesi Luigi, Consigliere Comunale del Comune di Rimini, di esaminare il bilancio dell’esercizio 2016 della Società del Palazzo dei Congressi S.p.a.”. Una decina di pagine allegate alla interrogazione presentata da Camporesi. Va ricordato che la società in questione è controllata da Rimini Congressi per il 69,89 %, partecipata da IEG S.p.a. per il 20,7% e da Rimini Holding S.p.a. per il 4,5%.
Cosa dice Camporesi? “La nota integrativa al bilancio espone che il valore d’uso dell’immobile Palacongressi, di proprietà della società, non è inferiore al valore contabile di euro 107.163.645, per cui non esisterebbe alcuna “perdita durevole di valore”. Il Dott. Marino Gabellini, Amministratore Unico della società, concorda con quanto esposto nelle relazioni delle due società di consulenza (Praxi S.p.a. e Pricewaterhouse S.p.a.) che non hanno rilevato alcuna “perdita durevole di valore”. E’ stato indicato solamente il tasso di attualizzazione dell’1,5% e astrattamente richiamati i principi contabili OIC 9 e IAS 36 che, con il D.L. 91/2014, rappresentano un obbligo di legge. Nulla è esposto in merito alla componente rappresentata dai flussi futuri che devono essere basati su presupposti ragionevoli e dimostrabili”.
La relazione di Mario Ferri invece, “in applicazione dei principi contabili” evidenzia, “sulla base dei dati disponibili, una rilevante perdita di valore delle immobilizzazioni materiali (per oltre 40 milioni di euro)”. Una grossa svalutazione, quindi, secondo Ferri.

Scrive Ferri in conclusione della sua relazione tecnica che “la svalutazione può essere evitata qualora, con decorrenza dall’esercizio 2018, si attui un aumento del valore della produzione di almeno € 1.200.000 annuo. Il maggiore provento è conseguibile con l’aumento delle royalties annue nell’entità esposta nei business plan (royalties previste € 1.100.000; conseguite nel 2016 € 361.934) e del canone di locazione a carico di IEG S.p.a., già originariamente previsto in entità notevolmente superiore a quello attualmente corrisposto”.

Con la sua interrogazione Camporesi chiede anche “l’acquisizione delle relazioni delle società di consulenza Praxi S.p.a. e Pricewaterhouse S.p.a. già presentate al Dott. Marino Gabellini, per procedere alla verifica sulla presenza, o meno, della preoccupante perdita durevole di una società a maggioranza pubblica”.
Qui si può leggere la relazione di Mario Ferri. Si attendono reazioni.