Nelle Cra della provincia di Rimini 143 contagi e 45 decessi fra gli anziani, 49 operatori infettati

Nelle Cra della provincia di Rimini 143 contagi e 45 decessi fra gli anziani, 49 operatori infettati

Finalmente vengono forniti i dati e descrivono un alto impatto del covid-19 nelle Case Residenze del riminese.

Da tempo puntavamo ad ottenere questa informazione. Prima dal commissario regionale ad acta Sergio Venturi, poi dall’assessore regionale Donini, poi dall’Ausl. Dopo essere passati attraverso una richiesta alla prefettura di Rimini, che a sua volta l’ha girata all’Ausl Romagna, ecco finalmente la risposta.
Nel Distretto nord gli ospiti contagiati nelle strutture per anziani (12 CRA per un totale di 559 posti letto occupati), sono 77, di cui 26 deceduti, con una incidenza del 33,7%, e 39 guariti, pari al 50,6%. L’età media dei decessi è di 84,8 anni. Ma ci sono anche 30 operatori contagiati, di cui 21 guariti.
Invece, nel Distretto sud, dove sono presenti 7 CRA per un totale di 357 posti letto occupati, gli ospiti contagiati sono 63, di cui 19 deceduti, con una incidenza del 30% e 23 guariti, pari al 36%. L’età media dei decessi è di 90,2 anni. In questo ambito gli operatori contagiati sono 19, di cui 9 guariti. Stando ai numeri forniti nei giorni scorsi dall’assessore regionale alla Sanità (intervista al Carlino), in Emilia Romagna nelle strutture per anziani (36.471 posti e 4.355 contagi) ci sarebbe stato l’11,94% delle infezioni fra gli ospiti. Nel riminese, in base alle cifre di fonte Ausl, la percentuale risulta superiore al 15%.

Su scala nazionale su un campione di 29.692 pazienti deceduti “Covid positivi” il numero dei decessi è distribuito per fasce di età nei seguenti termini:
8.221, pari al 27,7% per la fascia 70-79 anni;
1.2104, pari al 40% per la fascia 80-89 anni;
4.844, pari al 16,3% per i pazienti di età superiore a 90 anni.
“Sulla scorta dei dati della Regione Emilia Romagna quasi il 70% dell’eccesso di mortalità registrato nel mese di marzo 2020 (rispetto alla media del marzo del triennio 2017-2019) negli uomini è attribuibile a Covid-19, mentre nelle donne non arriva al 50%. Al riguardo, è stato precisato che la pluripatologia preesistente incide in maniera significativa. Gli ospiti delle Case Residenze per Anziani non autosufficienti (ex RSA ed ex case protette, denominate ora CRA) rappresentano in questo senso una popolazione selezionata sia per età avanzata che per pluripatologie. In particolare, l’esame della situazione delle CRA accreditate e suddivise per distretto nella provincia riminese è stato effettuato sulla base dei dati elaborati dall’inizio dell’epidemia (25 febbraio 2020), ordinati a livello distrettuale, ed aggiornati fino al 18 maggio 2020, come di seguito illustrati”.
Il 23 aprile in un articolo che si è occupato della situazione dei contagi e dei decessi nelle strutture per anziani del riminese, ci eravamo soffermati sul caso del Valloni. Nella nostra richiesta di dati ufficiali avevamo sottolineato l’esigenza di poterne usufruire con una suddivisione comunale, proprio per cercare di capire cosa sia accaduto nelle diverse strutture che, com’è noto, hanno seguito prassi diverse. C’è chi ha subito provveduto a mettere in pratica tutte le precauzioni per evitare che il contagio entrasse nelle Cra e c’è chi invece ha registrato un impatto massiccio dell’infezione da covid-19. Ma i dati ci sono stati forniti suddivisi per distretto nord e sud e non per comune. Il precedente dato ufficiale che era stato reso pubblico (8 aprile), contemplava 87 positività, 25 decessi. Quasi raddoppiati.

Secondo l’Ausl Romagna il bilancio dei contagi deve essere letto “alla luce della linea strategica assunta negli anni precedenti, soprattutto laddove si consideri l’approccio di presa in carico rispetto alle persone ospitate nelle CRA, che è stato quello della massima tempestività d’intervento attraverso le seguenti azioni che hanno anche anticipato le più recenti Linee guida regionali: esecuzione di tamponi a tappeto in caso di individuazione di una positività; isolamento di tutti i pazienti positivi in apposite Aree Covid, ricavate all’interno delle strutture, quando non indicato il ricovero ospedaliero, e seguite da equipe multidisciplinari appositamente create, con sottoposizione dei pazienti a trattamento analogo a quello ospedaliero, compresa la somministrazione di farmaci e ossigeno; rafforzamento, laddove necessario, del personale assistenziale; sostegno ai gestori attraverso apposita formazione e affiancamento con riferimento ai presidi di protezione individuale e alla gestione del rischio”. L’Ausl Romagna ricorda anche gli interventi svolti sul piano della formazione, a partire dal 2010, sul tema della prevenzione destinata agli operatori delle Cra, ed altre misure mirate. Ma i 18 decessi e i 59 contagiati su 64 ospiti del Valloni (non sappiamo se questi numeri siano rimasti invariati) restano un dato “anomalo” che non è stato ancora motivato nelle sue vere cause ed eventuali responsabilità.