Nuova Questura: l’affitto costerà il doppio rispetto all’ultima “proposta” di Damerini

Nuova Questura: l’affitto costerà il doppio rispetto all’ultima “proposta” di Damerini

Da più di 3 milioni a oltre 5 milioni, per scendere ad 1 milione e, da ultimo, a 943 mila euro. Queste le cifre che sono circolate nel corso degli anni per la struttura di via Bassi. Valutata circa 50 milioni di euro. Mentre andrà all'asta per 10 milioni di euro. E si parla di un affitto di 1 milione 800 mila euro.

Si torna a parlare della storia infinita, la grande incompiuta, l’ancora misteriosa (per molti aspetti) vicenda della “nuova” questura di via Bassi. Andrà all’asta con un prezzo base di 10 milioni di euro, e quindi si presume scenderà ulteriormente, il prossimo 15 febbraio. Fra gli interessati all’acquisto c’è l’Inail ma per giocare a carte scoperte bisognerà attendere ancora qualche settimana. Non solo. L’affitto costerà 1,8 milioni di euro all’anno (lo scrive oggi il Carlino). Chi acquisterà la cattedrale nel deserto per trasformarla in cittadella della sicurezza lo farà ad un prezzo “di favore” e beneficiando di un affitto sul quale Damerini non era mai riuscito a chiudere la trattativa col ministero dell’Interno.

La questura, oltre 23 mila metri quadri, è stata valutata ufficialmente 56 milioni di euro. Prima di venire devastata e depredata in anni in cui nessuno si è preoccupato di difendere il fortino, era una questura dotata di tutti i servizi e anche di più, con poligono sotterraneo e una sala operativa all’avanguardia pronta solo ad entrare in funzione. L’eliporto, un centinaio di camere, palestra, cucine e mense. La questura delle questure, un gioiello senza eguali in Italia. Eppure è stata fatta marcire.

A fine novembre del 2005 la società Da.Ma. trova l’accordo col ministero dell’interno e col prefetto di Rimini e firma un impegno a locare: il canone annuo è di 3 milioni 336 mila euro. Damerini però ci ripensa e alza il prezzo: è anche comprensibile, perché deve rientrare di spese enormi che sono lievitate strada facendo per obbedire ai desiderata dei suoi “clienti”. Per cui chiede un affitto di 5,2 milioni di euro all’anno. Ma dopo anni di tira e molla e nulla di fatto, Damerini è disposto a cedere ed è pronto ad affittare prima ad 1 milione di euro e poi per ancora un po’ meno: 943 mila euro.

Damerini ha sempre spiegato che l’accordo col ministero non si concluse non per volontà sua ma perché “dall’altra parte non si è voluto andare avanti”. Il progetto della nuova questura l’ha stritolato e ridotto in rovina, economicamente e fisicamente. Ha pagato milioni di parcelle senza venirne a capo.

Il 15 dicembre è arrivato a Rimini il ministro Minniti per firmare il patto sulla sicurezza. Il fulcro del progetto (atteso alla prova dei fatti per quanto riguarda l’incremento permanente della dotazioni degli organici) è la nascita, appunto, della cittadella della sicurezza in via Ugo Bassi entro il 2020 (dubbi non pochi sulla possibilità di riuscire a rispettare la scadenza). Ora si fanno tutti belli col “mostro”.

Facile comprare un bene all’asta ad una cifra più che abbordabile, e non a caso si parla anche di più d’un imprenditore interessato a metterci le mani, con la prospettiva di incamerare vita natural durante un affitto mensile di quasi 2 milioni di euro. Qualche anno fa il liquidatore di Da.Ma., Guerrino Mosconi, parlò di una spesa inferiore ai 7 milioni di euro per rendere riutilizzabile l’intera struttura. Ora si parla di 9 milioni. Damerini ci aveva visto l’affare della vita. Invece l’affare lo faranno altri. Sulle sue rovine.