Parla Cagnoni: l’alleanza con Vicenza, la holding regionale e le accuse di Camporesi

Parla Cagnoni: l’alleanza con Vicenza, la holding regionale e le accuse di Camporesi

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“Confermiamo il nostro intendimento, che è quello della quotazione in Borsa, e l’integrazione con Fiera Vicenza non pregiudica il nostro percorso ma anzi lo arricchisce”. Così Lorenzo Cagnoni, presidente di Rimini Fiera, a Rimini 2.0 commenta e offre nuovi spunti per inquadrare l’annuncio odierno, decisamente a sorpresa, sull’alleanza con Vicenza. “Pensiamo che il mercato considererà positivamente questa operazione e il percorso tracciato non cambia: la data della quotazione potrebbe essere quella della primavera o dell’autunno del 2017, una scadenza alla quale Rimini Fiera porterà con sé la novità di questa integrazione con una delle fiere più considerate e importanti su scala nazionale”.
lorenzo-cagnoniCon molte luci e un trend in crescita ma anche qualche ombra. “Noi conosciamo bene loro e loro conoscono molto bene noi, ed apprezziamo vicendevolmente i rispettivi risultati”, sottolinea Cagnoni. “Fiera Vicenza ha da anni i bilanci in ordine, si classifica al quinto posto nella graduatoria nazionale, ha un rapporto coi rendimenti elevato e un’ultima riga del bilancio che porta il segno positivo dopo aver pagato significative quote d’ammortamento. Fiera Vicenza ha un posizione finanziaria netta negativa per circa 40 milioni di euro, ma per la sola ragione che qualche anno fa ha deciso di fare un investimento molto pesante sulla riorganizzazione e ristrutturazione del quartiere fieristico. Ma l’azienda è sana e robusta”.
Se gli si chiede se non sia lecito pensare che questo progetto vada in una direzione diversa rispetto alla holding regionale, la risposta di Cagnoni è netta: “Decisamente no, senza alcun dubbio, perché quanto abbiamo annunciato oggi dimostra che le integrazioni sono possibili”. Attenzione al seguito, però: “Sempre che vengano fatte fra società fieristiche che siano considerate positivamente dal mercato. L’accordo fra Rimini Fiera e Fiera Vicenza può preludere senza nessun pregiudizio ad una più grande apertura verso l’integrazione con le fiere di Bologna e di Parma. Parlo però di integrazione vera, non millantata. E quindi quando andremo a discutere con le fiere emiliano-romagnole, e abbiamo già iniziato a farlo, a quel tavolo se si avrà la volontà di parlare di vera integrazione con la nuova realtà Rimini-Vicenza (per il momento chiamiamola così perché non gli abbiamo ancora dato un nome) lo si dovrà fare coi numeri e con gli indicatori economici, che debbono essere l’unico parametro di valutazione per qualsiasi nuova operazione che noi vogliamo fare”. E comunque sarà una discussione che parte da una posizione di forza del nuovo soggetto rispetto a Bologna e Parma… “Non voglio mostrare i muscoli, ma Rimini e Vicenza insieme fanno un fatturato di 120 milioni di euro e un Ebitda di 23-25 milioni di euro e quindi sono dati da prime posizioni nella classifica”.
Oggi Luigi Camporesi ha diffuso un comunicato stampa col quale porta numeri e documentazione su quanto aveva dichiarato a proposito di Rimini Fiera e Società del Palazzo dei Congressi. Perché Cagnoni, che ha sempre parlato attraverso conferenze stampa, non fa lo stesso anche stavolta e non risponde nel merito delle accuse, invece di sbandierare una diffida che suona intimidatoria? “Intimidatoria… per carità”, ribatte Cagnoni. “Se insistono su quelle posizioni, che sono diffamatorie e anche dannose per la nostra immagine, sarò costretto – per difendere l’interesse e il buon nome della società – a presentare querela, perché quelle affermazioni sono false, e non capisco nemmeno perché si insista. Se è solo campagna elettorale, beh, io non posso fare i conti con queste logiche. Comunque non farò nessuna conferenza stampa. Anche perché chi sta per andare in Borsa segue in modo molto ligio i consigli dell’advisor anche nel campo della comunicazione”.