“Patto Civico non fu un soggetto politico usa e getta ma, confluito in Rimini Rinata, ne ha aumentato il consenso. Un civismo nel senso pieno del termine, libero da condizionamenti di partito”

“Patto Civico non fu un soggetto politico usa e getta ma, confluito in Rimini Rinata, ne ha aumentato il consenso. Un civismo nel senso pieno del termine, libero da condizionamenti di partito”

La replica: "Quando il singolo tema diventa occasione o pretesto per un’analisi politica di contesto, dove puntualmente emergono pregiudizi cronici, allora occorre fare chiarezza"

“A proposito di memoria politica”
Riceviamo e pubblichiamo l’intervento di Alessandro Rapone, Ex portavoce di “Patto Civico con Gnassi” nonché componente del consiglio direttivo di “Rimini Rinata”, in replica all’articolo di Salvatore De Vita dal titolo “La memoria corta della politica e l’idea che ogni progetto dell’amministrazione non abbia mai alternative migliori: lo scontro Frisoni-Petrucci racconta tutto questo alla perfezione”.
“E’ sempre utile ed interessante leggere opinioni diverse dalle proprie, perché si può comunque acquisire qualche ulteriore elemento di riflessione e a volte mettere pure in discussione alcune certezze. Oppure vederle riconfermate proprio grazie alla comparazione dei fatti.
In particolare, trovo assai prezioso che uno strumento di informazione locale faccia luce su alcuni temi di oggettiva importanza, come la valorizzazione e/o la tutela dei beni architettonici della città, come ad esempio ha fatto Salvatore De Vita sulla questione di Piazza Malatesta. Quando però il singolo tema diventa occasione o pretesto per un’analisi politica di contesto, dove puntualmente emergono pregiudizi cronici, allora occorre fare chiarezza.
Senza entrare nello specifico della singola querelle di carattere urbanistico, mi trovo dunque a dovere fare delle precisazioni, dato che ho riscontrato alcune inesattezze ed incongruenze, con riferimento ad una “discutibile stagione politica” (è sempre questione di punti di vista!) ed al ruolo allora svolto dalla lista “Patto Civico con Gnassi”.
Non posso infatti lasciar passare che quel progetto di governo locale venga definito “un soggetto politico usa e getta”: alle elezioni amministrative del 2016 la Lista “Patto Civico con Gnassi” raccolse infatti 8.458 voti, totalizzando il 13,8% dei suffragi ed eleggendo ben cinque consiglieri comunali. Si trattò della vera sorpresa di quelle elezioni comunali, ponendosi all’attenzione come seconda lista della città. Nel suo intervento De Vita sostiene poi che al termine di quella consiliatura il “Patto Civico” scomparve e che i suoi componenti furono penalizzati alle elezioni successive.
Forse è sfuggito che “Patto Civico” è poi confluita nella nuova civica “Lista Jamil Sindaco – Rimini rinata”, e non poteva essere diversamente, dato che il candidato Sindaco era nel frattempo diventato Jamil Sadegholvaad. Ma proprio con questa lista, due  consiglieri uscenti di “Patto Civico”- Daniela De Leonaradis e Marco Zamagni  – sono stati rieletti con un ulteriore incremento delle preferenze  (rispettivamente salite da 250 a 362 per lei e da 301 a 349 per lui).
La “Lista Jamil Sindaco – Rimini rinata” ha complessivamente ottenuto nell’ottobre 2021 ben 10.436 voti, pari al 16,9% dei consensi e quindi, con l’elezione di sette consiglieri comunali, si è riconfermata ampiamente come seconda lista assoluta di Rimini!
Tutto ciò doverosamente premesso, resta distinto il tema di cosa se ne sia fatto di tutti quei voti… cioè di quale sia stato il contributo concreto di “Patto Civico con Gnassi” prima e di “Lista Jamil Sindaco – Rimini rinata” poi.
In primo luogo, sono stati determinanti per consentire la netta vittoria sin dal primo turno dei due Sindaci riminesi. Considerate le caratteristiche dei candidati a Sindaco degli opposti schieramenti, si è trattato di un servizio alla città di primaria importanza.
Queste liste civiche poi, sono state e sono tuttora protagoniste del governo della città, in rappresentanza di importanti componenti economiche e delle professioni, sociali e del volontariato, culturali e del mondo sportivo, avendo espresso una parte di classe dirigente operante nell’ambito del sociale, dell’ambiente e delle aziende partecipate.
Le due liste, naturalmente diverse in quanto plasmate a distanza di cinque anni e con un inevitabile parziale ricambio di candidati, sono legate da un preciso filo conduttore: quello di essere parte attiva nella costruzione di un progetto di città aperta, inclusiva, moderna, capace di riconfigurare Rimini, la sua Riviera e, a traino anche l’intera Provincia, in una delle fasi storiche di transizione più complesse e difficili dal secondo dopoguerra.
Si tratta di civismo nel senso pieno del termine, sicuramente e solidamente ancorato alla piattaforma politica del centro – sinistra, ma libera dai condizionamenti insiti nelle logiche di partito, tanto che i rapporti con il Partito di maggioranza relativa, pur nella leale aggregazione di maggioranza, hanno vissuto nel tempo anche qualche fisiologica forma di “dinamismo”.
Potrà dunque risultare a qualcuno indigesto che significative parti della città si identifichino in un progetto come “Patto Civico con Gnassi” prima e “Lista Jamil Sindaco – Rimini rinata” poi, ma va da sé che se il centro – destra a Rimini non riesce ad andare oltre le etichette ed i recinti elettorali dei partiti di riferimento, un motivo profondo ci sarà ed i risultati elettorali stanno lì a certificarlo”.
Alessandro Rapone

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