“Perché chi applaude per l’operazione Calypso non stigmatizza il sistema degli appalti?”

“Perché chi applaude per l’operazione Calypso non stigmatizza il sistema degli appalti?”

Amministrazione comunale e Aia non hanno perso tempo per commentare l'indagine della Guardia di Finanza che si è abbattuta sul settore turistico. Ma anche nel caso Tecnopolo-Acquarena "i veri danneggiati sono gli imprenditori sani": e allora perché tutti tacciono? E palazzo Garampi parla di illazioni?

di Roberto Biagini

L’indagine “Calypso” brillantemente condotta dalla Guardia di Finanza di Rimini e dalla Procura della Repubblica di Rimini investe un settore delicato e sensibile dell’economia riminese, quello turistico; com’è delicato e sensibile il settore dei “pubblici appalti”, “attenzionato” anch’esso dall’autorità giudiziaria come risulta dalla vicenda “Acquarena-Tecnopolo”.

L’attività investigativa, a quanto si legge dalle cronache, risulta similare a quella condotta per i due appalti di cui sopra: intercettazioni ambientali, telefoniche, soggetti ascoltati a S.I.T. (sommarie informazioni testimoniali) eccetera.
Anche nell’indagine Acquarena-Tecnopolo sono state richieste dalla Procura della Repubblica le misure cautelari per alcuni indagati (e successivamente è stata esercitata l’azione penale per un filone di indagine che investe in particolare il Tecnopolo).

Quello che invece non accomuna, almeno per adesso, le due vicende sono le reazioni dei soggetti, pubblici e privati, immediatamente intervenuti per commentare la vicenda che da un punto di vista “procedurale” è ancora nella fase procedimentale di indagine anche se in questa vicenda l’Ufficio del G.I.P. ha accolto le richieste di misure cautelari avanzate dalla Procura della Repubblica.
Ho letto l’immediato intervento dell’associazione di categoria maggiormente interessata per funzioni, cioè l’Associazione Albergatori per il tramite del suo Presidente, Patrizia Rinaldis, e mi è sembrato giusto e corretto.

Come giusto e corretto ritengo sia l’intervento dell’amministrazione comunale per voce dell’Assessore Gianluca Brasini che ricorda l’impegno del Comune di Rimini volto a stanare i furbi e ad irrigare sanzioni per disincentivare tali comportamenti.

La domanda, però, “sorge spontanea” come diceva un bravo attore anni fa:
come mai per la questione legata all’inchiesta Acquarena-Tecnopolo non si è, invece, riscontrata nessuna presa di posizione delle associazioni degli imprenditori edili, delle associazioni degli artigiani, della cooperazione, degli ordini professionali della associazioni sindacali, visto che, a vario titolo, il sistema inquinato, distorto, che ruotava intorno ai due appalti, Acquarena-Tecnopolo, interferiva, negativamente e vario titolo, anche in quei mondi?

Chi si è sempre comportato correttamente nel mondo imprenditoriale e professionale, non ha nulla da dire nel leggere (ormai gli atti li hanno tutti) come si comportavano certi soggetti e certi colleghi?
Nelle intercettazioni sono palesi comportamenti di soggetti, pubblici e privati, preordinati a ritardare il pagamento alle imprese che lavoravano (pagg. 23-26 di 100 della Notizia di Reato della Guardia di Finanza) e di conseguenza ai lavoratori e alle loro famiglie. Oppure ad estromettere imprese, consorzi di imprese, liberi professionisti da gare d’appalto.

Anche in quella vicenda, “i veri danneggiati sono gli imprenditori sani”, come correttamente sostiene Gianluca per la vicenda odierna (Calypso).

Anche nel sistema distorto Acquarena-Tecopolo, un cittadino si pone la giusta domanda che si è posta l’assessore (declinata al mondo degli appalti e alla vicenda riminese) del “come si fa a competere con un’impresa o con liberi professionisti” che partecipano a pubbliche gare, quando emergono dalla Notizia di Reato della Guardia di Finanza – pag. 4 di 100 – “condotte poste in essere attraverso pressioni ovvero condizionamenti dei dipendenti preposti a quei servizi, che influenzavano le modalità di scelta del contraente da parte della Pubblica Amministrazione, così che i lavori fossero aggiudicati a imprese verosimilmente “compiacenti” non escludendosi forme di “ricompensa” a soggetti politici direttamente in rapporto con il predetto F…..”?

Anche per il sistema dei pubblici appalti “la concorrenza sleale è un’arma impropria”, come giustamente sostiene l’assessore Brasini in ordine all’operazione “Calypso”.
E allora, come mai, sindaco Gnassi, per l’OPERAZIONE CALYPSO, giusti e doverosi compiacimenti con stigmatizzazione dei fatti e dei comportamenti riscontrati, mentre per L’OPERAZIONE TECNOPOLO-ACQUARENA solo “ILLAZIONI FACILMENTE CONFUTABILI DOVUTI AD UNA MERA VENDETTA POLITICA”?
Come mai?