Ponte di Tiberio: esposto di Italia Nostra, che chiede il sequestro dei cantieri

Ponte di Tiberio: esposto di Italia Nostra, che chiede il sequestro dei cantieri

Soddisfazione viene espressa dal Comitato in difesa del ponte, che si è rivolto alla magistratura a luglio

Presentato ieri alla procura della Repubblica di Rimini. Si aggiunge a quello del Comitato contro i lavori al ponte di Tiberio.

Ieri Italia Nostra, associazione nazionale per la tutela del patrimonio storico artistico e naturale della Nazione (riconosciuta persona giuridica con DPR n.1111 del 1958, rappresentativa degli interessi diffusi alla tutela del patrimonio storico – artistico e del paesaggio), nella persona del presidente legale rappresentante Oreste Rutigliano, ha presentato un esposto alla procura della Repubblica di Rimini “per scongiurare, con il completamento dell’opera, la definitiva e irreparabile compromissione dell’ambiente monumentale del Ponte Tiberio di Rimini e delle mura medievali – malatestiane di contenimento del canale che costituisce il tratto conclusivo dell’alveo storico del fiume Marecchia”. Lo annuncia l’associazione, e il suo esposto segue quello (depositato a luglio) del Comitato in difesa del ponte di Tiberio.

“L’associazione Italia Nostra, con la sua sezione di Rimini, ha attivamente partecipato, con propri motivati rilievi critici, all’acceso dibattito suscitato non solo nella città, dalla iniziativa della Amministrazione comunale di Rimini che ha concepito, approvato e avviato ad attuazione il progetto di trasformazione delle strutture che compongono l’ambiente monumentale del Ponte di Tiberio”, spiega. “Ma più grave ancora la incidenza dell’intervento sulla integrità delle stesse strutture fisiche delle mura medievali – malatestiane di contenimento dello storico invaso, fittamente penetrate (100 incisioni a taglio, 50 per 50 ogni metro e mezzo) dai sostegni di acciaio di ancoraggio della passerella sospesa, con inevitabili effetti di triturazione in opera del mattonato, come è documentato dagli scatti fotografici dei lavori in corso, accessibili agevolmente dai siti – web sorti a margine della vicenda.
Un vero e proprio processo distruttivo che contrasta con le esigenze di protezione del patrimonio storico e artistico, espresse nel precetto di rigorosa conservazione, istanza primaria della tutela secondo la disposizione dell’art. 29 Codice dei beni culturali e del paesaggio. L’associazione rimette al Signor Procuratore della Repubblica la valutazione delle condizioni che legittimano la richiesta della misura di sequestro preventivo ex art.321 c.p.p. dei cantieri”.

A stretto giro, il Comitato in difesa del ponte manifesta “soddisfazione per il recente esposto dell’Associazione Italia Nostra”. “Siamo consapevoli del fatto che molti hanno le stesse nostre convinzioni riguardo ai lavori del Ponte di Tiberio, ma questo nuovo atto formale da più forza alla difesa del nostro patrimonio storico”, commenta. “Desideriamo sottolineare anche che tutte le contestazioni mosse contro i lavori per la passerella, quelli per cui si è fatto scempio delle Mura Malatestiane, sono appunti nel merito e mai attacchi alla storia personale di chi sostiene l’opera. Lo stesso non si può dire del fronte opposto. La difesa dei lavori, oltre al desueto “la Soprintendenza ha detto che è tutto a posto”, è stata impostata tutta sulla denigrazione, dipingendoci come snob reazionari, allergici a tutto ciò che è cambiamento e influenzati da interessi personali. Atteggiamento offensivo oltre che indizio di profonda insicurezza. Sia noi che Italia Nostra in Procura abbiamo depositato fatti, non maldicenze. Attendiamo dunque certi di aver fatto quello che potevamo fare, con i mezzi leciti concessi ad ogni cittadino preoccupato per ciò che avviene nella sua comunità”.