“Prima vinciamo in Regione e poi a Rimini”: intervista al coordinatore regionale di Forza Italia

“Prima vinciamo in Regione e poi a Rimini”: intervista al coordinatore regionale di Forza Italia

Galeazzo Bignami, chiamato da Berlusconi a guidare gli azzurri in Emilia Romagna, a ruota libera su elezioni regionali e comunali, i rapporti con la Lega, le battaglie di contenuto e il territorio. "Siamo alternativi al Pd e vogliamo mandarlo a casa". Gnassi? "Poca sensibilità, e ancor meno predisposizione all'ascolto". E su certe associazioni di categoria dice: "troppo funzionali al sistema di potere della sinistra".

Galeazzo Bignami domani sera sarà a Rimini per incontrare gli uomini del partito sul territorio. E’ il suo primo viaggio in città nella nuova veste di coordinatore regionale, nomina decisa da Silvio Berlusconi e ufficializzata circa due settimane fa. Lo abbiamo intervistato per capire dove intende condurre Fi, come imposterà il tema delle candidature in vista delle elezioni del 2019 e di quelle che seguiranno per il Comune di Rimini, cosa pensa del sindaco Gnassi e tanto altro.

Bignami, in cosa lei intende segnare dei punti di novità nella conduzione di Forza Italia regionale dopo l’esperienza di Palmizio?
Su tre versanti: uno di tipo organizzativo, ovvero il forte rinnovamento della classe dirigente, e in tal senso è stato realizzato un importante turnover tra i nostri commissari provinciali, che hanno un’età media che si aggira attorno ai 40 anni. Poi una netta vocazione territoriale, ovvero il primo criterio selettivo è legato alla capacità dei nostri dirigenti di stare fra la gente e ottenerne la fiducia. Infine, fissare senza nessuna ambiguità la nostra alternatività, ma questa più di una discontinuità è una accentuazione rispetto a quanto già fatto, al partito democratico.

A Rimini lei ha riconfermato il coordinatore provinciale già in carica…
Sì, Giulio Mignani è stato giustamente riconfermato perché fu uno tra i primi a denunciare l’esigenza di un rinnovamento della classe dirigente, pagando sulla propria pelle questo tipo di battaglia, in quanto venne fortemente contrastato dal precedente coordinare regionale. Nicola Marcello, che è una garanzia in ordine alla conoscenza del territorio e alla capacità di stare fra la gente di cui parlavo prima, è stato nominato commissario per la Romagna oltreché vicecoordinatore regionale. Il territorio romagnolo esce particolarmente valorizzato: oltre a Nicola Marcello, l’onorevole Simona Vietina è stata nominata vice coordinatore regionale con delega alla organizzazione del partito in Emilia Romagna, e seguirà tutti i dipartimenti regionali.

Il prossimo anno ci saranno le elezioni regionali e anche in tanti Comuni, compresi 16 in provincia di Rimini. Cominciamo dalla Regione: è diventata contenibile e a quali condizioni?
Se non facciamo errori la Regione si vince, direi che sia ben più che contenibile. Abbiamo sondaggi che ci danno avanti di 12 punti, il Pd è in caduta libera, i 5 Stelle in un tessuto produttivo operoso quale il nostro non possono attecchire come in altre regioni, perché gli emiliano romagnoli non vogliono il reddito di cittadinanza ma chiedono di poter lavorare e produrre. Siamo consapevoli che la Lega al momento rappresenta la forza trainante e questo non ci dà in nessun modo fastidio perché preferiamo avere Forza Italia come seconda forza in una coalizione che vince piuttosto che come prima in una coalizione che perde.

La Lega immagino vorrà fare la parte del leone nella partita delle candidature…
Non credo che questo sia sbagliato nel momento in cui la Lega ha delle persone in gamba da proporre. Devo dire che la candidatura di Alan Fabbri alle regionali, come quella di Lucia Borgonzoni a sindaco di Bologna, furono buone candidature, non atti imposti o nomi calati dall’alto, poi è ovvio che vada concordato tutto, dando pluralità alla coalizione e quindi la massima espressione alle varie anime che la compongono.

Qual è a suo parere il criterio col quale scegliere un candidato sindaco vincente?
Deve essere persona conosciuta sul territorio…. questo rende più difficile l’individuazione di un candidato civico a livello regionale perché non esiste una dimensione civica che vada da Sarmato (Piacenza) a Cattolica. Non lo reputo impossibile ma certamente più difficile trovare una candidatura civica, e ciò sposta il baricentro sulla scelta di un candidato di partito. Se la Lega ha dei nomi in mente sono da ascoltare con tutto il rispetto, solo un cieco oggi non vede la capacità di traino da sinistra nei voti della Lega.

A Rimini nel recente passato Forza Italia è stato considerato un partito consociativo, poco intenzionato a mandare a casa la sinistra.
Quando ho fatto riferimento ai segni di discontinuità con la gestione precedente ho parlato non a caso anche di alternativa al Pd. Chi pensa di poter continuare in ammiccamenti è meglio che cambi partito: noi vogliamo mandare a casa il Pd, siamo convinti che a Rimini, in Romagna e nel resto della regione ci siano standard qualitativi più che sufficienti ma non grazie alle amministrazioni dei “sinistrati”, come li chiamo io, ma nonostante il Pd. Noi abbiamo in mente di attuare una ricetta di governo che darà ancora più energia e capacità al nostro territorio.

Sui territori quali sono le battaglie identitarie e di contenuto che Forza Italia intende combattere?
Intanto penso vada dato supporto al ministro Salvini sul tema dell’immigrazione che, occorre riconoscerglielo con onestà, sta gestendo in maniera egregia, e d’altronde su questo sta attuando il programma elettorale del centrodestra. Forza Italia deve concentrarsi su tre aspetti, il primo dei quali è la lotta alle burocrazie. Non possiamo avere 7 livelli di governo per un fosso (autorità di bacino, unione dei comuni, comune, provincia, regione, Stato….). Le burocrazie nascono per creare dei problemi e spendere i soldi dei contribuenti, quindi contrastarle significa anche tagliare pesantemente tutti gli orpelli che gravano sulle tasche degli emiliano-romagnoli. Oggi non è più sostenibile che ogni amministratore locale metta le mani nel portafoglio dei cittadini, e questa è la seconda priorità. La terza: invertire la rotta nella sanità, diventata un “taglificio”. La vicenda dell’Asl Romagna insegna che hanno provato a fare degli esperimenti sulla pelle dei cittadini in un settore che invece va maneggiato con assoluta cura: nel documento di riorganizzazione territoriale della conferenza socio-sanitaria dell’Asl bolognese è stato scritto a chiare lettere che le macro organizzazioni sanitarie, cioè la Romagna, non hanno raggiunto gli obiettivi sperati; non si possono fare queste cose e poi accorgersi di avere sbagliato: l’avevamo detto e riteniamo che il costo che si sta pagando sia davvero troppo elevato.

Quali echi le arrivano dell’amministrazione Gnassi, del suo modo di governare…
Gnassi è stato rieletto e va rispettata la scelta dei riminesi. Detto ciò, a volte mi sembra – così come Lucchi a Cesena – un po’ prepotente, con poca attenzione al dialogo e una visione troppo impositiva. Sui temi che conosco più da vicino, come quello delle aree nomadi o della sicurezza a Rimini, mi sembra che abbia poca sensibilità, e ancor meno predisposizione all’ascolto.

Il candidato sindaco del centrodestra a Rimini dovrà essere espressione dei partiti o lei non esclude che possa provenire anche dalla società civile?
A Rimini si voterà dopo le regionali e non credo sia indifferente l’esito che queste avranno: se il centrodestra, come riteniamo, vincerà le regionali si potrebbero aprire dei nuovi canali di dialogo con la società civile, attualmente colpevolmente nascosta e quasi complice del Pd.

Nascosta?
Sì, dietro la foglia di fico del dialogo istituzionale nasconde il proprio essere funzionale alla sinistra. Penso che questo atteggiamento consociativo e connivente con l’apparato politico del Pd debba finire perché non è più concepibile da parte di certe associazioni di categoria anche rilevanti, il reggere il sacco al Pd mentre questo svuota il ceto medio con azioni come quelle che prima descrivevo di oppressione democratica, fiscale e con la finalità di far lavorare i soliti noti. Nel momento in cui dovessimo vincere in regione e cambiare radicalmente l’aria, a quel punto a tutta una serie di persone ed energie della società civile verrà data la possibilità di partecipare … le modalità e le forme non sono nelle condizioni di dirle oggi. Al contempo dico anche che non rimarremo ciechi dinanzi a comportamenti che fino ad oggi abbiamo visto e che non ci sono piaciuti.

Pensa a qualcuno in particolare?
Si dice il peccato ma non il peccatore, a buon intenditor poche parole, però, lo ripeto: un conto è il dialogo con le istituzioni, ma a volte certi corpi intermedi sono stati eccessivamente funzionali al sistema di potere della sinistra.

Domani sera sarà a Rimini per il primo incontro da coordinatore regionale con i referenti di Forza Italia del territorio…
Sì. Ci vengo molto volentieri a Rimini, la Romagna è la mia terra di elezione oltre che quella dove ho buona parte della mia famiglia ed è sempre per me molto bello venire a trovare gli amici riminesi … Sono quelli che maggiormente ci potranno dare lo slancio per vincere le elezioni. In certe realtà emiliane possiamo confidare in un 1 a 1 in trasferta, Rimini è una di quelle situazioni nelle quali regoleremo i conti con la sinistra vincendo in casa.