Psbo piazzale Kennedy: “l’Ati non paga fornitori e subappaltatori”

Psbo piazzale Kennedy: “l’Ati non paga fornitori e subappaltatori”

Fatture non saldate per circa 1 milione e 800mila euro, coperte in parte da Hera vista l'insolvenza dell'Associazione temporanea di imprese che ha in gestione il piano della balneazione di piazzale Kennedy. Un problema taciuto dal Comune, portato a galla dalla interrogazione presentata ieri in consiglio comunale da Zoccarato (Lega).

“E’ vero che sul cantiere del Psbo pendono rilevanti insolvenze nei confronti di fornitori e subappaltatori, spesso della nostra zona, riconducibili all’ATI costituita per la gestione dello stesso cantiere? Ed è vero che Hera è già in passato intervenuta con cospicue somme di denaro per coprire buchi, parti delle insolvenze e placare gli animi di fornitori e subappaltatori che minacciavano il blocco del cantiere o azioni legali per recuperare le somme dovute? Ed è vero che il problema continua ad esserci e le insolvenze aumentano tanto che le aziende coinvolte si starebbero muovendo con le azioni legali per vedere onorati i propri crediti?”. Nel consiglio comunale di ieri, Matteo Zoccarato della Lega ha interrogato la giunta sul risvolto poco pulito e sicuramente per nulla trasparente, del fiore all’occhiello fognario. Inaugurato lo scorso luglio, anche se non ancora ultimato, ma senza che palazzo Garampi avesse mai parlato di questa tegola che colpisce chi in quel cantiere lavora.

“Qual è l’ammontare della esposizione da parte dell’Ati nei confronti di fornitori e subappaltatori? Quanto Hera ha versato fino ad oggi in sostituzione dell’Ati, e quest’ultima sarà tenuta a restituire tali somme, con o senza penali? Gli esborsi straordinari da parte di Hera hanno comportato o comporteranno aumenti in bolletta?“, ha domandato nel dettaglio Zoccarato?

Le prime conferme le ha fornite a voce l’assessore Gian Luca Brasini, ma tutti i dettagli arriveranno con una risposta scritta che Zoccarato ha chiesto di poter ricevere con urgenza.

Insolvenze verso subcontraenti riconducibili all’ATI ci sono, è stata la sostanza delle parole pronunciate da Brasini: “risultano fatture non quietanzate, alcune delle quali risalenti al concordato di Cmc, che ammontano a circa 1,8 milioni di euro. Hera nel 2018 ha proceduto a liquidare direttamente subfornitori con una operazione di “canalizzazione” (operazione assolutamente legittima) per evitare l’abbandono del cantiere e veicolando verso di loro quote relative agli stati di avanzamento, anziché corrisponderle all’appaltatore, per circa 1,5 milioni di euro”.

C’è poi tutto il capitolo delle riserve, per dirimere il quale è stata costituita una commissione esterna come previsto dal Codice degli appalti: dovrà valutare l’esatto ammontare di queste riserve. “Nel frattempo Hera ha provveduto ad erogare una prima quota di 500mila euro a titolo di acconto sul valore presunto delle riserve che potrebbero essere riconosciute dalla commissione per il pagamento di fatture pregresse ai subcontraenti dell’Ati”, ha aggiunto Brasini, “ed è altresì pronta a riconoscere una ulteriore quota di 500mila euro una volta ricevute le prime quietanze di pagamento dei subcontraenti. L’Ati ha rilasciato apposita dichiarazione di restituzione delle suddette somme (versate in anticipo), nel caso in cui la commissione dovesse ritenere riconoscibili riserve per una quota inferiore”. In buona sostanza, nel caso in cui il valore delle riserve valutato dalla commissione dovesse essere inferiore, saranno restituite le quote in eccesso.
L’assessore ha invece escluso che ad oggi ci siano conseguenze sulle bollette degli utenti, in quanto “il valore che va in tariffa è quello dell’appalto e non c’è oggi un quadro economico che superi quello iniziale”. Non c’è oggi, ma in futuro chissà.

Una bella grana. Taciuta totalmente dal Comune e venuta a galla solo grazie alla interrogazione di Zoccarato, che ha parlato di
una “amministrazione molto abile nel tagliare nastri e fare festa nascondendo anche situazioni drammatiche che vedono fornitori del luogo in gravi difficoltà e col collo tirato, mentre l’amministrazione stappa bottiglie”. Chiaro il riferimento alla inaugurazione dello scorso 13 luglio, con la giunta a farsi bella del lavoro altrui che, si scopre oggi, vede subcontraenti col fiato sospeso per l’insolvenza dell’Ati.