“Roba da Gabibbo il caso Funelli”, e anche l’ex capo di gabinetto di Vitali è nel mirino

“Roba da Gabibbo il caso Funelli”, e anche l’ex capo di gabinetto di Vitali è nel mirino

Ieri il consiglio comunale ha respinto la mozione presentata dal consigliere Gioenzo Renzi con 12 voti contrari (maggioranza) e 5 favorevoli della min

Ieri il consiglio comunale ha respinto la mozione presentata dal consigliere Gioenzo Renzi con 12 voti contrari (maggioranza) e 5 favorevoli della minoranza (Renzi, Fonti e Tamburini, Giudici, Moretti). Recitava: “Sentenza di condanna della Corte dei Conti a carico del sindaco Gnassi: rispetti il regolamento comunale degli uffici e dei servizi per l’inquadramento del capo di gabinetto”. La vicenda riguarda l’irregolare inquadramento del capo di gabinetto del sindaco, Sergio Funelli, in categoria D, pur senza il titolo richiesto della laurea. La Corte dei conti ha condannato sindaco, assessori e segretario comunale a rifondere il danno di oltre 60 mila euro ma, come ricordato ieri dall’assessore Gianluca Brasini, l’amministrazione comunale ha presentato ricorso in appello perché “ci sono precedenti che supportano la nostra scelta, abbiamo la coscienza pulita e abbiamo agito in buona fede”.
Ma Renzi ha “menato” duro, ricordando che la giunta nel 2011 ha prima approvato una delibera stabilendo che per l’inquadramento di categoria D occorra la laurea, e poi con una delibera successiva ha inquadrato Funelli nella stessa categoria pur essendo sprovvisto del prescritto titolo di studio. Ed ha commentato: “Questa è veramente roba da Gabibbo. C’è stata una deroga fra compagni”. Al capo di gabinetto è stata riconosciuta una indennità ad personam sproporzionata, come ha chiarito la Corte dei conti, pari a 38 mila euro, quasi il doppio della retribuzione base contrattuale (23 mila euro), ha detto Renzi. Che ha poi messo il coltello nella piaga degli straordinari: “Chiedo di verificare la regolarità delle 1093 ore di straordinario accumulate nel 2013 da Funelli, pari a 14 mila euro, e le 984 ore del 2014, per un valore di 13 mila euro liquidati. Il capo di gabinetto svolge 3 ore al giorno di straordinario. Dov’è il contenimento della spesa corrente?”
Al che Brasini ha risposto che “quelle ore di straordinario il capo di gabinetto non se le è inventate, ci sono i cartellini che lo dimostrano, e ci si dimentica sempre di evidenziare l’impegno che questa figura mette da quattro anni nel lavoro che svolge”.
Sulla “retrocessione” di Funelli seguita alla sentenza della Corte dei conti, Eraldo Giudici (Ncd) ha rilevato che “non è dignitoso avere un capo di gabinetto del sindaco di Rimini in categoria C e speriamo che Funelli non ci chieda poi il risarcimento. Il sindaco un capo di gabinetto dovrebbe trovarlo quantomeno fra i funzionari se non fra i dirigenti del Comune. E’ da criticare la scelta del sindaco di scegliersi una figura inquadrata poco più che come dattilografo per fare il capo di gabinetto”.
E all’assessore Brasini che l’ha buttata sulla demagogia dell’opposizione, Giuliana Moretti (Ncd) ha risposto che il caso Funelli “è stato citato sia all’inaugurazione dell’anno giudiziario della Corte dei conti lo scorso febbraio, di fronte al presidente della Repubblica e alle più alte cariche dello Stato, e sia alla inaugurazione dell’anno giudiziario della Corte dei conti regionale. Come vede non non è solo l’opposizione a parlarne, ma il tema è purtroppo reale”. Una notizia che era stata riferita da Rimini 2.0. Anche la Moretti ha fatto fuoco sugli straordinari: “Pare che per rimediare, adesso il capo di gabinetto segni delle ore di straordinario, per pagare le quali si attinga al fondo dal quale attingono tutti gli altri dipendenti, e questo è un problema perché in questo modo le scelte sbagliate fatte ricadano su tutti”.
Mitragliata finale di Renzi: “Siamo in tempi di vacche magre, la disoccupazione galoppa, non se ne rendono conto solo il sindaco e il suo capo di gabinetto, che continua a mietere ore di straordinario. Mica è disoccupato Funelli, è in aspettativa da Hera. Il sindaco dice di avere ridotto le spese del gabinetto, ma il suo ufficio stampa ha tre giornalisti e ci costa 100 mila euro l’anno,… non ne basta uno? Andatelo a raccontare alla gente che al sindaco servono tre giornalisti che paghiamo tutti noi”.
Il sindaco era uscito dall’aula appena Renzi ha iniziato a intavolare l’argomento.

Un caso analogo è quello dell’ex capo di gabinetto del presidente della Provincia, Riccardo Fabbri. Anche lui senza laurea fino al 2012 e dunque dal 2004 avrebbe ricoperto un ruolo apicale nell’ente di corso d’Augusto senza titolo. Il consigliere grillino Luigi Camporesi nel marzo dello scorso anno ha presentato un esposto alla procura della Corte dei conti di Bologna per segnalare che Riccardo Fabbri avrebbe ricoperto “un ruolo e percepito gli emolumenti relativi in mancanza dei requisiti previsti dal D. Lgs. 165/2001”. Le nomine dirigenziali a tempo determinato in Provincia, a chiamata diretta e non attraverso regolare concorso, “ammonterebbero a sei unità su un totale di dodici unità, dunque al 50% del totale dell’organico, in mancata osservanza del D. Lgs. 150/2009 che stabilisce che per le Pubbliche Amministrazioni in merito al conferimento di incarichi dirigenziali a tempo determinato debbano essere rispettati i limiti del 10% per i dirigenti di prima fascia e dell’8% per quelli di seconda fascia”. Siamo in presenza di un danno erariale?
Risulta che anche il caso Fabbri sia in corso di approfondimento e che agli uffici della Provincia sia stata chiesta documentazione relativa all’incarico ricoperto da Fabbri e alla situazione di altri dirigenti.

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