Turismo: dati allarmanti per gli arrivi esteri in provincia di Rimini

Turismo: dati allarmanti per gli arrivi esteri in provincia di Rimini

I 13 Paesi dell'Europa Occidentale costituiscono il bacino più importante degli arrivi dall'Europa. Nel 1967 hanno rappresentato il 93%, ma nel 2017 solo il 58%. Se si raffronta la permanenza media del 1967 con quella del 2017 si riscontra che il turismo ha “cambiato pelle”: da una permanenza media di 16,6 giorni siamo passati a 4,15 giorni.

A metà degli anni ’60 del secolo scorso la ricettività alberghiera nell’allora provincia di Forlì consisteva in 3.562 hotel, 77.576 camere, 134.692 letti, 45.500 bagni. A distanza di 50 anni nelle due province di Forlì-Cesena (FC) e Rimini (RN) operano, secondo i dati ISTAT, 2.764 hotel (-22%); 93.350 camere (+23%); 236.244 letti (+75%); 97.450 bagni (+114%).
Rispetto alla concorrenza estera il numero medio delle camere dei nostri hotel è fortemente sottodimensionato. Sulle coste spagnole e turche, come risulta dal catalogo vacanze estive del tour operator TUI, gli hotel convenzionati hanno una media di oltre 300 camere, in grado di ospitare l’intero numero di passeggeri in arrivo con l’aereo. Piccolo è bello, come si diceva a suo tempo, ma è in grado di soddisfare le richieste del turismo organizzato per incrementare gli arrivi dall’estero? Non sembra.
Nella relazione tenuta dal presidente dell’EPT di Forlì al “1° convegno interprovinciale della Riviera romagnola”, dell’ottobre 1966, vengono evidenziate le risultanze, di seguito riportate, dell’attività turistica svoltasi nel 1965, sul piano nazionale e in provincia di Forlì.

ANNO 1965

Presenze alberghi: nazionale 96.534.000; Forlì 10.576.000 (11%)

Alberghi + extra alberghiero: nazionale 179.000.000; Forlì 17.314.000 (9%)

Hotel: nazionale 37.000; Forlì 3.562 (9,7%)

Camere: nazionale 630.712; Forlì 77.576 (13%)

Letti: nazionale 1.101.036; Forlì 134.692 (12%)

Bagni: nazionale 291.852; Forlì 45.500 (15%)

Valore patrimoniale (*): nazionale 16,093 miliardi; Forlì 1,973 miliardi (12%)

* rivalutazioni in euro al 31.12.2017

Per raffrontare il “come eravamo” (1967) con il “come siamo” (2017) è necessario porre a confronto le risultanze statistiche del movimento turistico dei due anni presi in esame.

1967. Gli arrivi nell’ex provincia di Forlì, l’utilizzo del mezzo aereo e dell’agenzia di viaggio.

ITALIA
Totale arrivi nelle strutture alberghiere ed extra alberghiere: 740.131; totale presenze 10.123.550.
Per raggiungere le località rivierasche gli italiani hanno percentualmente utilizzato: auto 66,9%; treno 29,7%; aereo 0,4%; pullman 2,4%; altri mezzi 0,5%.
Relativamente all’organizzazione del viaggio solo l’1,11% (8.273) si avvalse dell’agenzia di viaggio.

ESTERO
Gli arrivi nel 1967 dai Paesi esteri sono stati 528.243; totale presenze 7.923.000. La provenienza per Paese e la relativa utilizzazione dell’aereo e della agenzia di viaggio sono riportati nella sottostante tabella.

Sul totale estero il 34% ha utilizzato l’aereo, il 33% ha scelto l’offerta dei tour operator.

Presenze
Il totale delle presenze è stato di 19.648.000 di cui italiani 12.355.000, estero 7.293.000

2017 (RN + FC)

ITALIA
Arrivi
RN: 2.860.410
FC: 946.622
Totale: 3.807.032 – variazione 2017/1967 (+414%)

Presenze
RN: 12.159.136
FC: 4.329.840
Totale: 16.488.876 – variazione 2017/1967 (+33%)

ESTERO
Arrivi
RN: 742.344
FC: 185.271
Totale: 927.615 – variazione 2017/1967 (+75%)

Presenze
FC: 1.027.558
RN: 3.808.354
Totale: 4.835.912 – variazione 2017/1967 (-36%)

Il positivo aumento degli arrivi italiani, pur in presenza di una riduzione delle giornate di permanenza, ha consentito un aumento del 47% delle presenze; mentre il modesto aumento degli arrivi dall’estero ha prodotto una perdita delle presenze del 36%.

1987-2017. Provincia di Rimini, andamento degli arrivi dai 13 Paesi dell’Europa Occidentale e utilizzo dell’aereo.
I 13 Paesi dell’Europa Occidentale (Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Irlanda, Lussemburgo, Norvegia, Olanda, Svezia, Svizzera) costituiscono il bacino più importante degli arrivi dall’Europa. Nel 1967 hanno rappresentato il 93%; nel 2017 il 58%.
Se si raffrontano gli arrivi in provincia con quelli sul territorio nazionale registrati negli anni 1987 e 2010 si riscontra che in Italia gli arrivi dai 13 Paesi passano da 15.127.063 a 24.321.813 (+61%); in provincia da 613.183 a 326.603 (-47%). Nel 2017 si riscontra un aumento del 22% (396.495), che riduce la perdita al 35% rispetto al 1987 e al 27% a fronte dei 507.093 del 1967.

Raffronto 1987-2017 dell’utilizzo del mezzo aereo dai 13 Paesi dell’Europa Occidentale
Con 613.183 arrivi il in provincia il 1987 è stato l’anno record dei Paesi occidentali. L’utilizzo dell’aereo per raggiungere le nostre località è risultato del 23,46% sul totale degli arrivi da quei Paesi. Nella sottostante tavola vengono riportati, per singolo Paese, il numero dei passeggeri arrivati in aeroporto nei due anni presi in esame.

 

Dal 1987 al 2017 i passeggeri in arrivo all’aeroporto di Rimini dai 13 Paesi dell’Europa Occidentale registrano una perdita  del 95% (da 143.812 a 6.987) . I 6.987 rappresentano sul totale arrivi in aeroporto di 151.362  il 5%.

Non sarebbe più produttivo pensare a quei mercati anziché alle “tigri asiatiche”  come sogna il responsabile della società aeroportuale Airiminum?             

Nel piano di sviluppo del gestore, approvato da ENAC con il massimo del punteggio previsto dal bando di gara, l’a.d. prevedeva per il triennio 2015-2017 l’arrivo di circa 1.057.000 passeggeri e € 13,700 milioni di investimenti. Inoltre prima dell’assegnazione definitiva – e ancor prima della concessione trentennale – come previsto dal bando e come richiesto dal  Presidente ENAC, il capitale sociale versato deve essere di € 3 mil.

Il consuntivo triennale, 2015-2017, chiude con:

arrivi passeggeri: 349.892 (-707.344, -67%);

investimenti: salvo qualche manutenzione, non risultano essere stati effettuati quelli previsti dal piano;

capitale sociale: alla data del 1° luglio del c.a. sono stati versati € 1.599.591 (-€ 1.400.309; -46,68%). L’ ENAC, che a suo tempo era rigorosa nel far rispettare le regole di gestione, dov’è finita? Auguriamoci che l’aeroporto non finisca, come si dice in Romagna, in un giro di valzer.

La scelta della località e degli hotel nel 2017

La statistica regionale suddivide in quattro aree la provenienza dei turisti. Su un totale di 3.602.754 arrivi, la ripartizione percentuale fra le quattro aree risulta essere:

Italia 79%

Unione europea 12%

Altri Paesi europei 7%

Paesi extra europei 2%

La scelta della località: ripartizione arrivi e presenze, durata media del soggiorno

Scelta della località

Località          Arrivi     Presenze    Soggiorno      

Bellaria-Igea Marina

Italia                316.244     1.736.863  gg. 5,45

Estero                73.127        462.111  gg. 6,21

Totale               391.731     2.198.794  gg. 5.61

Cattolica

Italia                291.433      1.527.448  gg. 5,13

Estero                 51.678        319.224  gg. 6,17

Totale                343.111    1.846.672  gg. 5,58

Misano A.

Italia                128.702          676.405  gg. 5,25

Estero                24.959          145.553  gg. 5,83

Totale               153.661         822.048  gg. 5,54            

Riccione

Italia                736.509      2.967.565    gg. 4,12

Estero               105.662        592.050    gg. 5,60

Totale                842.171    3.559.615    gg. 4,22

Rimini

Italia              1.330.474      5.142.1113   gg. 3,86

Estero                472.396       2.234.877   gg. 4,79

Totale             1.802.870       7.376.950   gg. 4,09

Valmarecchia

Italia                    32.484           61.679    gg. 1,78

Estero                     9.044         33.708    gg. 3,72

Totale                   41.529         95.387    gg. 2,29

Valconca

Italia                     22.564         46.973     gg. 2,68

Estero                      5.478        20.831     gg. 3,80

Totale                     28.042       67.804     gg. 2,41

Totale provincia

Italia              2.860.410    12.159.136    gg.  4,25

estero               742.344      3.808.354     gg. 5,1

T. generale     3.602.754   15.967.490     gg. 4,13

Se si raffronta la permanenza media del 1967 con quella del 2017 si riscontra che il turismo ha “cambiato pelle”: da una permanenza media di 16,6 giorni siamo passati a 4,15 giorni.

 Scelta dell’hotel

categoria     arrivi          presenze    soggiorno

5*-4*

Italiani         648.624      1.703.299     gg. 2,62

Estero           213.927        941.532     gg. 4,40

Totale            862.551     2.644.831     gg. 3,06

3*

Italiani           1.638.078     7.598.235  gg. 4,63

Estero               419.385     2.238.069  gg. 5,33

Totale            2.057.463     9.336.304  gg. 4,53

2*- 1*

Italiani              423.497     2.036.022   gg. 4,80

Estero                 57.333        350.175    gg.  6,10

Totale                480.830    2.386.197    gg. 4,96

Tot. Hotel

italiani          2.270.199    11.337.556     gg. 4,99

estero               690.645     3.529.776      gg. 5,10

Utilizzazione percentuale dei posti letto alberghieri

In passato (1960-1965) l’utilizzo percentuale medio annuo della capacità ricettiva alberghiera è stato del 21,87%. La media dello scorso anno è aumentata del 1,31% passando al 23,18%.

L’utilizzazione varia, come di seguito riportato, a seconda della categoria.

Hotel       n. letti    presenze   % utilizzo

5*-4*      17.171      6.247.415       42,19

3*           93.933      9.836.304       27,22

2*-1*      28.621      2.386.197       22,84     

Totale    175.712   14.887.332      23,18

Ricaduta economica                       

Il fatturato dell’attività turistica si basa su tre elementi: il  numero degli arrivi e delle presenze, dai quali si ricavano i giorni di permanenza media, la spesa media giornaliera.

Nell’analisi effettuata nel 1965, e riportata in premessa, vengono evidenziati i giorni di presenza che, rapportati agli arrivi di 1.070.827, hanno consentito di determinare i giorni di permanenza media che in quell’anno sono stati 16. Queste risultanze applicate ai 1.268.374 arrivi del 1967 hanno consentito di stabilire che il fatturato di quell’anno, rivalutato in euro, è stato di 889.364.000. Risulta che nello scorso anno la spesa media giornaliera pensione completa in hotel a 3* compreso gli extra era di € 174. Si può pertanto calcolare che la ricaduta economica sul territorio interprovinciale nel 2017  è stata di circa € 3.712.444.000 (RN 2.780.257.000 – FC € 932.870.000).

La perdita economica dei passeggeri non arrivati in aeroporto

Le previsioni di traffico previste nella proposta di piano presentato in sede di gara dall’attuale gestore aeroportuale, prevedevano per il triennio 2015-2017 l’arrivo allo scalo riminese di circa 1.106.000 passeggeri. Il consuntivo del traffico dello stesso triennio, come risulta dagli annuari statistici ENAC (a differenza del passato il nuovo gestore non pubblica più mensilmente le statistiche del traffico) ha registrato l’arrivo di  349.892 passeggeri.

Tra proposta e realtà sono mancati  756.108 arrivi per i quali, stante la mancata permanenza media di 4 giorni e una spesa media giornaliera di € 174, si calcola che la perdita economica sul territorio ammonti a circa  € 526.251.000.

A quali mercati per incrementare il traffico aveva pensato l’allora amministratore unico della società Airiminum 2014 costituita qualche giorno prima della scadenza del bando di gara, visto che i 13 Paesi dell’Europa Occidentale hanno cancellato la gran parte dei  collegamenti con Rimini e gli arrivi  dalla Russia sono diminuiti di oltre il 50%? Con i 5 voli settimanali di Ryanair a fine anno arriveranno  circa 40.000 passeggeri. Tra proposte e realtà manca l’arrivo di circa 700.000 passeggeri.

Fotografia: © Gianluca Moretti