Un riminese in Campidoglio: come e perché Botteghi è arrivato alla corte di Virginia Raggi

Un riminese in Campidoglio: come e perché Botteghi è arrivato alla corte di Virginia Raggi

Ma quanto guadagna non possiamo dirvelo: la trasparenza grillina è una favola

Da giugno è diventato ragioniere generale del Comune di Roma. L'ha voluto la politica oppure è stato "suggerito" dall'esterno? Di certo la sua fama di "salva bilanci" è ormai risaputa in diversi ambienti che contano. Luigi Botteghi ha preso la strada della Capitale senza rimpianti. Perché mira ancora più in alto.

Trasparenza degli atti. Tutto alla luce del sole. Niente più segreti. Cittadini praticamente dentro il palazzo a tu per tu con chi muove le leve del comando. Dire, fare e pubblicare online. E “vaffa” ai vecchi arruffoni della politica che maneggiano la cosa pubblica nell’ombra. Il credo 5 stelle è praticamente questo. Recitato per anni nelle piazze e sul sacro blog. Coi Raggi del nuovo sole il Campidoglio è diventato trasparente? Se ne leggono di tutti i colori da diversi mesi a questa parte, ma c’è un caso specifico, si potrebbe dire di casa nostra, che fa riflettere.

E’ diventata una ghiotta notizia nazionale la migrazione del direttore alle risorse finanziarie del Comune di Rimini nella “squadra” della sindaca grillina che tante soddisfazioni sta dando alle cronache politiche e giudiziarie. Il “migrante” riminese si è guadagnato titoli come: “Virginia Raggi pesca a Rimini il nuovo Ragioniere Generale del Campidoglio” (Huffington Post), “Roma, Botteghi nuovo ragioniere generale del Campidoglio” (la Repubblica), “Al Campidoglio arriva Luigi Botteghi” (Il Messaggero) e così via.
Decidendo di accettare la rovente poltrona di ragioniere generale di Roma Capitale, Luigi Botteghi ha lasciato l’anonimato di palazzo Garampi, e questo è certamente l’aspetto positivo della sua avventura. Subito tutti a chiedersi: ma che “ganci” ha, come ha fatto, conosceva Grillo o Casaleggio? E insieme: ma chi gliel’ha fatto fare di andarsi a prendere quella responsabilità? Ci vorrebbe Roberto Giacobbo e una intera puntata di Voyager per tentare di rispondere.
“Su cosa ha spinto la sindaca della capitale d’Italia a volere fortemente come Ragioniere Generale del Campidoglio un funzionario riminese, non è dato sapere, tanto che i primi ad essere sorpresi della richiesta sono stati gli amministratori riminesi i quali, ovviamente lusingati dall’implicito riconoscimento di efficienza tributatogli dai principali avversari politici, non hanno potuto fare a meno di sottolineare quanto sideralmente arduo possa risultare il compito di coordinare l’impiego delle disastrate risorse capitoline, per chi finora si è mosso tra il comune di Sogliano e l’Università di Urbino. Una scelta che, è fin troppo facile prevederlo, non mancherà di sollevare l’ennesima polemica politica in aula Giulio Cesare”. Così scriveva l’Huffpost, sprezzante. Se c’è qualcuno che può essere lusingato è solo il diretto interessato, che non pare abbia pianto prima di lasciare Gnassi & Brasini.

Luigi Botteghi, per usare un frasario un po’ polveroso, è un funzionario schivo e laborioso, preparato e ambizioso. Dicono ambizioso assai. E’ un cattolico apostolico equo-solidale, impegnato in attività parrocchiali, un pesce che non nuotava benissimo nell’acquario di Andrea Sigismondo Malafesta.
E’ uscito dal “Valturio”, a Bologna si è laureato in Economia e commercio. Prima di entrare nel Comune di Sogliano come responsabile del servizio finanziario, ha fatto il cameriere, il barista e il bancario. Nel 1996 è approdato al Comune di Rimini occupandosi di bilancio e mentre piano piano ampliava le sue responsabilità, studiava e insegnava. Dal 2003 al 2007, quando il Magnifico è Giovanni Bogliolo (che ha raccolto l’eredità del “monarca” Carlo Bo, oltre mezzo secolo di governo accademico) si lancia in un’altra impresa, per nulla semplice né scontata: aggiustare i conti dell’università di Urbino. Nel 2010 il nuovo Magnifico, il riminese Stefano Pivato, lo promuove direttore amministrativo e nel 2012 direttore generale. Botteghi può dirsi soddisfatto perché nel 2014 l’ateneo rivede l’utile economico e dà un taglione all’indebitamento. A fine 2014, quando Pivato non è più rettore e s’insedia Vilberto Stocchi (che stacca la spina all’incaricato dai sui predecessori), passa dalla terra di un Federico (da Montefeltro) ad un’altra marchiata dallo stesso nome (Fellini) e torna al Comune di Rimini coi galloni conquistati sul campo. I meriti e la fama delle sue mirabilia contabili lo precedono. Diventa direttore alle risorse finanziarie sotto il duca di Rimini Andrea Gnassi.

A maggio comincia a circolare il tam tam: la Raggi vuole Botteghi. C’è da riempire una delle tante caselle che via via restano vuote al Comune di Roma: non solo assessori ma anche dirigenti, tutti cadono come il regio esercito a Caporetto. Il ragioniere generale Stefano Ferrante si dimette, e non per un raffreddore. L’Oref, organo indipendente di revisione finanziaria del Campidoglio, demolisce la bozza di bilancio e mette in piazza i disastrati conti del Comune di Roma. Ecco perché, quando si apprende per la prima volta che Botteghi vuole andare a sedersi sul vulcano della ragioneria generale ci si domanda se sia votato al sacrificio o se, ambizioso com’è, voglia passare alla storia come colui che ha rimesso in sesto le finanze del dissestato Comune.

Lo cercano i grillini? Lo suggerisce qualche penstastellato riminese a Beppe Grillo? Pare di no, tanto che a Rimini nel movimento 5 stelle cadono tutti dal pero quando leggono la news su Botteghi corteggiato da Virginia Raggi. E allora? Chi ce lo mette sul treno per la capitale? Pare ambienti accademici, e non – almeno in prima battuta – politici. C’è chi mormora che le gesta del Nostro in quel di Urbino gli abbiano procurato una più che positiva nomea, ben oltre le Marche, di salvatore dei bilanci pubblici. Una fama che si è insinuata addirittura fin dentro le mura dell’Anci (la potente associazione dei Comuni) e che tutto questo l’abbia fatto entrare in una sorta di lista di primatisti dei 100 metri nel salto a ostacoli dei bilanci. E quando c’è da risollevare un Comune che rischia di affossare uno stato, è al campanello di Usain St. Leo Bolt che si va a suonare. Sta di fatto che l’investitura arriva con una ordinanza del sindaco del 15 giugno: “ai fini del conferimento dell’incarico di Ragioniere Generale, su proposta dell’assessore al Bilancio e patrimonio, è stato individuato come soggetto competente e valido il dott. Luigi Botteghi, Dirigente a tempo indeterminato del Comune di Rimini…”. Chi è costui?, si chiedono i giornaloni. Da dove salta fuori? Ma davvero davvero a Roma non c’era nessuno e bisognava andare in Romagna per trovare il ragioniere generale del Campidoglio? Stupore, qualche sorrisino ironico, molta incredulità. Fra l’altro è fresco fresco lo scoop di Repubblica che, pubblicando intercettazioni, rivela che il posto finito poi a Botteghi sarebbe dovuto andare ad “uno in comando che arriva da Brescia”. Invece ha la meglio Botteghi.

Il velocista Botteghi parte, anche perché ci tiene ai record e, una volta a Roma, c’è la possibilità che gli venga pure voglia di salutare definitivamente Rimini e volare ancora più in alto, magari in un ministero. La formula con la quale si stacca dal Comune di Rimini ed entra in quello di Roma è il comando (resta quindi un dipendente del Comune di Rimini), che viene autorizzato dopo una corrispondenza fra i due municipi e il via libera di Rimini a concedere il comando. L’incarico ha la durata di sei mesi, “salvo proroga”. Fino a tutto luglio Botteghi ha trascorso un giorno alla settimana (il lunedì, per un totale di 9 giorni a carico del Comune di Rimini) al Comune di Rimini e il resto a Roma. Da agosto solo Roma. Il Comune di Rimini continuerà a corrispondere al dirigente il trattamento tabellare e la retribuzione di posizione che percepiva quando era alla direzione risorse finanziarie, mentre il Comune di Roma corrisponderà direttamente a Botteghi la retribuzione di posizione prevista per l’incarico di ragioniere generale, più l’eventuale retribuzione di risultato. Le somme anticipate dal Comune di Rimini, saranno poi rimborsate dal Comune di Roma (tranne quei 9 giorni).

Quanto guadagna attualmente il ragioniere generale Luigi Botteghi? Fino a pochi giorni fa sull’apposita pagina di Roma Capitale per il dirigente in posizione di comando c’era solo l’ordinanza sindacale del 15 giugno. Poi sono state pubblicate la dichiarazione di assenza delle cause di inconferibilità e di incompatibilità, che recano la firma di Luigi Botteghi e la data del 22 maggio, quindi il Campidoglio le avrebbe potute pubblicare insieme all’ordinanza di Virginia Raggi. Ma questo poco importa. Ad oggi, cioè a quasi due mesi dalla nomina, non si sa quale sia la retribuzione di Botteghi. Tre le caselle che il Comune di Roma non ha ancora riempito: dati relativi all’assunzione di altre cariche presso enti pubblici o privati e relativi compensi a qualsiasi titolo corrisposti; altri eventuali incarichi con oneri a carico della finanza pubblica e indicazione dei compensi spettanti; l’ammontare complessivo degli emolumenti percepiti a carico della finanza pubblica.
Ma non erano quelli della trasparenza che avevano vinto le elezioni a Roma?
Si sa invece quanto ha percepito dal Comune di Rimini nel 2016: partendo da una “base” di euro 43.625,63, e aggiungendo 40.246,96 euro di retribuzione di posizione, 10.261,37 euro di retribuzione di risultato 2015 pagato nel 2016, ed euro 330,60 fra viaggi di servizio e missioni, un lordo di quasi 100 mila euro (94.464,56). Ma ora è salito di grado e anche di stipendio.
Noi ci abbiamo provato a far vibrare le corde della trasparenza capitolina, ma senza risultati. Prima con una mail del 18 luglio all’ufficio stampa, ricevendo la risposta che la pubblicazione dei dati sugli emolumenti percepiti dai dirigenti non è di competenza dell’ufficio stampa, accompagnata dall’invito a contattare la direzione Anticorruzione per trovare soddisfazione al nostro interrogativo. E chi pensava fosse competenza dell’ufficio stampa? Più che altro si presumeva che l’ufficio stampa fosse l’interfaccia del Comune verso i giornalisti, ma evidentemente a Roma ‘O famo strano anche l’ufficio stampa. Il 21 luglio scriviamo alla direzione Trasparenza e Anticorruzione, in mezzo ci infiliamo anche una mail ai poteri sostitutivi, che non guasta (ma ci risponde che la nostra istanza ha sbagliato bersaglio). La Trasparenza tace, per cui ieri abbiamo alzato il telefono. Uno dei tre destinatari della nostra mail finalizzata a conoscere gli emolumenti del “gran dott rag supr” Botteghi, dice di averla vista ma di non ritrovarsela e però ci indica la soluzione: bisogna scrivere al Dipartimento organizzazione e risorse umane. Grazie Roma Capitale, che ci fai vivere e sperare ancora. Se non ce la dice Virginia la retribuzione complessiva del ragioniere generale, ce la dirà Andrea?

Dopo il nostro articolo il Campidoglio pubblica le informazioni mancanti
9 agosto. Dopo la pubblicazione del nostro articolo su Luigi Botteghi, da metà giugno ragioniere generale del Comune di Roma, il Campidoglio ha provveduto a pubblicare tutto sul sito di Roma Capitale, ovvero i documenti mancanti alla data di uscita del servizio di Rimini 2.0 e da noi più volte sollecitati: 1) dati relativi all’assunzione di altre cariche presso enti pubblici o privati e relativi compensi a qualsiasi titolo corrisposti; 2) altri eventuali incarichi con oneri a carico della finanza pubblica e indicazione dei compensi spettanti e 3) l’ammontare complessivo degli emolumenti percepiti a carico della finanza pubblica.