Caso Barilari, verso il riconteggio delle preferenze

Caso Barilari, verso il riconteggio delle preferenze

Non tornano i conti alla militante Pd, oggi anti-renziana, rimasta esclusa dal consiglio comunale. Il TAR di Bologna, insoddisfatto delle risposte di palazzo Garampi, chiede alla Prefettura il chiarimento definitivo.

Il TAR chiede di avere elementi certi, magari attraverso il riconteggio dei voti, sulle preferenze ad Annamaria Barilari. La notizia si apprende dall’ordinanza collegiale del 13 giugno dei giudici amministrativi Mozzarelli, Russo e Bertagnolli che dovevano decidere in merito al ricorso della militante del Pd, accolto nel febbraio scorso.
Alle elezioni comunali del 2016, in un primo momento la Barilari sembrava avercela fatta ma un riconteggio delle preferenze la declassò a quarta dei non eletti. Eppure lei era convinta che qualcosa non avesse funzionato e per questo motivo si è affidata alle carte bollate, con la tutela degli avvocati Andrea Mussoni e Davide Morri.
Martedì il TAR non ha chiuso la partita ma ha invece chiesto di acquisire atti di prova.
“Sul punto – affermano i giudici nell’ordinanza – la relazione depositata dal Comune di Rimini in data 1.3.2017 non fornisce elementi utili che chiariscano quale è il numero effettivo delle preferenze riportate dalla ricorrente”.
Conclusione: “Considerato che occorre disporre un supplemento di istruttoria – a carico della Prefettura di Rimini (che ha accesso ai verbali dai quali l’ufficio centrale ha desunto i risultati per la proclamazione degli eletti e alle tabelle di scrutinio) – in ordine alla sezione n. 51”.
Il supplemento di indagine, precisa il collegio giudicante, potrebbe comportare “il riconteggio delle preferenze, attribuite alla ricorrente” ma “relativamente alla sola sezione n. 51”, il tutto a cura dell’Ufficio Territoriale del Governo.
“Nella documentazione ufficiosa relativa ai risultati provvisori la ricorrente sostiene di aver riportato 46 preferenze” in quel seggio, dove invece i risultati ufficiali della convalida le hanno attribuito solo 4 voti. Ed è su questo punto che il Comune “non fornisce elementi utili” al chiarimento, limitandosi ad affermare nella sua relazione: “nell’esemplare del verbale della sezione n. 51, depositato presso la segreteria del Comune, sono indicate n. 4 preferenze a favore di Annamaria Barilari, corrispondenti a quelle assegnate dall’ufficio centrale e corrispondenti anche alla comunicazione effettuata dal Presidente del seggio alla chiusura della votazioni”.
Consultando i documenti resi pubblici da palazzo Garampi, la Barilari (candidata n. 3 della lista Pd) avrebbe avuto 247 preferenze, preceduta da Giulia Corazzi e Barbara Vinci (entrambe a quota 279), Maurizio Tonti (251) e Giuseppe Mazzotti (250).
Nel foglio di calcolo dei voti di preferenza per sezione, nella riga relativa al seggio 51, il numero di preferenze della Barilari (4) è scritto in rosso.
Il totale delle preferenze del Pd votate nel seggio è di 68, i voti di lista per il Pd sono stati 176.
Dal punto di vista tecnico, gli avvocati della Barilari chiedono la revisione della delibera di consiglio comunale di convalida degli eletti, con “sostituzione formale della ricorrente al nono posto in graduatoria, in luogo del signor Casadei Giovanni, da cui discende la sostituzione sostanziale all’interno del Consiglio comunale invece di Vinci Barbara, classificatasi quattordicesima, prima dei non eletti, ma entrata a far parte del Consiglio comunale a seguito della nomina ad assessore di Morolli Mattia”.
Dal punto di vista politico, il caso non è solo formale, perché nel frattempo la “consigliera mancata” si è avvicinata all’opposizione interna del Pd. In fase congressuale è stata nominata portavoce riminese del comitato a sostegno della candidatura di Orlando, lo sfidante di Renzi alla segreteria del partito. Nell’occasione non aveva avuto parole tenere nei confronti dei colleghi: “la candidatura di Andrea Orlando mi ha ridato quella voglia di far politica che nell’ultimo anno avevo un po’ perduto – ha dichiarato Barilari -, archiviata, si spera, l’esperienza Renzi, il Pd deve tornare a essere un partito inclusivo, dobbiamo riportare a votare tutti i delusi”.
I chiarimenti, chiesti alla Prefettura entro 60 giorni dalla notifica dell’ordinanza, per il TAR sono “dirimenti”. L’udienza di merito è fissata al 31 ottobre.

COMMENTI

DISQUS: 0