Esposto di Italia Nostra: «fermare i lavori in piazza Malatesta»

Esposto di Italia Nostra: «fermare i lavori in piazza Malatesta»

«Il fossato, essenziale elemento integrativo del Castello, può essere riempito con la vasta costruzione in cemento armato degli impianti della fontana che preclude per sempre la messa in evidenza della integrale fabbrica quattrocentesca? E’ questo un uso compatibile con il carattere storico e artistico della Rocca, conforme al precetto del codice dei beni culturali che la Soprintendenza è tenuta a far osservare?» Sono gli interrogativi alla base dell'atto arrivato sulla scrivania del Procuratore della Repubblica di Rimini.

La storia si ripete. L’impossibilità di dialogare con l’amministrazione comunale sui progetti che vanno ad incidere sui beni culturali aveva già portato ad un esposto nel caso delle passerelle al ponte di Tiberio. Nella intervista pubblicata ieri, l’ex presidente di Italia Nostra e magistrato in pensione, Giovanni Losavio, era stato chiaro e di fatto forniva la motivazione alla decisione che oggi è stata ufficializzata: «Ci sono due vincoli insuperabili nel luogo in cui è in corso di realizzazione la fontana felliniana». L’esposto era in preparazione da tempo ed è stato accelerato il più possibile per cercare di evitare il replay del precedente che ha interessato un altro bene storico-monumentale, il bimillenario ponte di Augusto e Tiberio. Ora la palla passa alla Procura della Repubblica di Rimini.
“Gli scavi in corso in piazza Malatesta e dentro il fossato del Castello per fare spazio, quattro metri sotto, ai vasti impianti delle fontane progettate in superficie, costituiscono un uso illecito di bene culturale, incompatibile con il carattere storico e artistico della piazza e delle strutture difensive della Rocca, punito come reato dall’art. 170 del Codice beni culturali?”, si chiede Italia Nostra, che si esprime attraverso il Consiglio regionale Emilia Romagna. Cosa dice l’articolo in questione? “È punito con l’arresto da sei mesi ad un anno e con l’ammenda da euro 775 a euro 38.734,50 chiunque destina i beni culturali indicati nell’articolo 10 ad uso incompatibile con il loro carattere storico od artistico o pregiudizievole per la loro conservazione o integrità”.
L’esposto è arrivato sulla scrivania del Procuratore della Repubblica «perché valuti se richiedere la misura cautelare che fermi i lavori lesivi della integrità della piazza e delle fondazioni della Rocca», spiega Italia Nostra. «Nella piazza, bene culturale in sé, “è proibito fare qualsiasi costruzione” (lo prescrive un decreto ministeriale) e il sottosuolo delle aree circostanti alla Rocca è dichiarato di interesse storico e artistico particolarmente importante non soltanto in ragione del tracciato delle mura tardoimperiali della città romana, ma perché copre il fossato e la cortina in laterizio che definisce l’impianto difensivo del Castello».

Gli ulteriori interrogativi posti dalla associazione che si batte per la tutela e la valorizzazione del patrimonio storico, artistico e naturale, è conseguente: «E dunque il fossato, essenziale elemento integrativo del Castello, può essere riempito con la vasta costruzione in cemento armato degli impianti della fontana che preclude per sempre la messa in evidenza della integrale fabbrica quattrocentesca? E’ questo un uso compatibile con il carattere storico e artistico della Rocca, conforme al precetto del codice dei beni culturali che la Soprintendenza è tenuta a far osservare?». Saranno gli sviluppi, se ci saranno, a dirlo.