Hera sul depuratore: i dati della “nuova linea” sono migliori di quella vecchia. Ma l’inquinamento complessivo non è diminuito

Hera sul depuratore: i dati della “nuova linea” sono migliori di quella vecchia. Ma l’inquinamento complessivo non è diminuito

Pubblichiamo due note inviate dalla multiutility che gestisce il mega-impianto di Santa Giustina. Sta di fatto che il mare non è “più blu” di prima dell’investimento da 26 milioni (40 comprendendo la dorsale nord)

Il gestore del depuratore di Santa Giustina, Hera, ha inviato due note sul tema da noi sollevato il 13 giugno. Le pubblichiamo entrambe dando ulteriori spiegazioni ai lettori e facendo i conti.

«La nuova linea del depuratore di Santa Giustina è in funzione dall’estate 2015 e da allora è a pieno regime.
Grazie all’intervento di potenziamento, un investimento di oltre 26 milioni di euro, oggi l’impianto ha una capacità depurativa per 560.000 abitanti equivalenti e tratta in modo centralizzato i reflui dei comuni di Rimini, Santarcangelo di Romagna, Bellaria Igea Marina, Verucchio, Coriano, San Leo, Poggio Torriana, Borghi (della provincia di Forlì Cesena) e San Marino.
Il progetto del depuratore è stato validato da un ente di certificazione; le opere eseguite sono poi state collaudate da ingegneri esterni come previsto dalle norme vigenti. I collaudatori, oltre a verificarne la corretta costruzione, hanno eseguito le prove funzionali anche in corso d’opera.
L’importante opera di potenziamento dell’impianto fa parte del complesso di interventi del Piano di Salvaguardia della Balneazione, alcuni dei quali tuttora in corso. Completati e a regime, tutti gli interventi del PSBO, nel complesso, contribuiranno a risolvere il problema degli scarichi a mare.»

Questa nota è stata ci è stata inviata venerdì 15 giugno in risposta ad una nostra richiesta di informazioni di lunedì 11 giugno. Infatti, dopo la brutta sorpresa degli scarichi a mare dell’8 giugno (vedi articolo) avevamo posto pubblicamente l’interrogativo – «che ne è stato del “raddoppio del depuratore di Santa Giustina” tanto strombazzato?» – e subito abbiamo chiesto lumi in proposito a Hera che ci ha risposto 5 giorni dopo.

Nel frattempo, con le nostre sole forze e andando a spulciare i documenti pubblici, cioè i valori di depurazione e/o di inquinamento dichiarati dalla multiutility, il 13 giugno abbiamo pubblicato i dati, sotto il titolo: «Depuratore Santa Giustina: dopo gli investimenti da 40 milioni l’inquinamento è agli stessi livelli di prima se non peggio».

In replica immediata all’articolo, giovedì 14 giugno Hera ci ha scritto (testo integrale):
«In risposta a quanto pubblicato ieri, mercoledì 13 giugno, sulla vostra testata, Hera desidera precisare quanto segue.
Premesso che l’investimento relativo al depuratore di Santa Giustina è stato di circa 26 milioni di Euro e non di 40, come riportato nel titolo, preme sottolineare che il progetto era stato sviluppato con l’obiettivo di dismettere i depuratori obsoleti di Bellaria e Rimini Marecchiese e solo successivamente è entrato a far parte degli interventi del PSBO e integrato con il piano.
Nel dettaglio, il nuovo depuratore di Santa Giustina è stato messo in funzione con un complesso iter di avviamento nel 2015 ed è considerato nel mondo scientifico, che attiene all’ingegneria sanitaria, un modello costruttivo realizzato con la tecnologia a membrane a ultrafiltrazione. E’ quindi con grande piacere che riceviamo spesso richieste di visita e di dati sulle sue performance.
Le tabelle riportate nell’articolo e presenti nelle pubblicazioni Hera sono il risultato della media delle due linee degli scarichi dell’impianto nuovo e vecchio. Questi dati non sono, quindi, i valori di performance del nuovo impianto, che peraltro è stato oggetto di collaudo funzionale e rispetta perfettamente i limiti imposti dalla VIA (Valutazione di Impatto Ambientale).
Per affrontare in modo corretto e completo l’argomento si sarebbero dovute confrontare le efficienze depurative della configurazione dei due impianti preesistenti – Marecchiese e Bellaria – con la nuova linea di Santa Giustina.
Si precisa, infine, che la valutazione di conformità di Arpae relativa all’anno 2017 dimostra chiaramente quali sono le performance dell’impianto che sono confrontate rispetto alla linea tradizionale.
A titolo di esempio
Fosforo totale 0,73 contro 0,97 (-25%)
Azoto Totale 5,39 contro 8,1 (-34%)
I dati pubblicati da Arpae sono la media di quelli registrati da Hera e da Arpae per un totale di 48 campionamenti annuali.
Relativamente al rapporto tra depuratore e attivazione degli scarichi a mare, va da sé che l’impianto nella nuova configurazione è stato pensato non per trattare tutte le acque piovane, ma per essere integrato con l’insieme dei bacini di laminazione e prima pioggia che sono tuttora in costruzione e in parte realizzati con il PSBO.
Hera si rende disponibile anche per il futuro a spiegare e confrontarsi sui dati pubblicati.»

Ringraziamo Hera per le due note inviate e per la disponibilità al confronto. D’altra parte prendiamo atto che i dati da noi pubblicati non vengono smentiti (non potrebbe essere, perché sono i dati resi noti dall’azienda stessa), quindi ribadiamo: oggi come oggi, a depuratore già inaugurato da due anni dopo gli investimenti da 26 milioni l’inquinamento è agli stessi livelli di prima se non peggio».

Attenzione. Avevamo scritto 40 milioni, e non 26, mica su nostra invenzione ma per citare testualmente il comunicato stampa ufficiale di Hera del 23 giugno 2015, assai pomposo e autocelebrativo. Testuale: «Da oggi il mare di Rimini sarà più blu. … una struttura altamente innovativa e all’avanguardia che, grazie agli investimenti fatti dal 2011, quasi 30 milioni di euro (oltre 40 se si contano anche i lavori per la realizzazione della Dorsale Nord), ora è in grado di servire 560 mila abitanti equivalenti durante la stagione estiva e 370 mila nel resto dell’anno.»

In quello stesso comunicato si parlava del raddoppio del depuratore come di un’opera che fa il paio con le altre del PSBO [«Da oggi il mare di Rimini sarà più blu. E l’opera di risanamento delle fognature della città romagnola fa un decisivo passo in avanti. Questa mattina, infatti, c’è stato il taglio del nastro al nuovo depuratore di Santa Giustina, che entra ora a pieno regime. L’impianto è stato raddoppiato e potenziato: è l’intervento tecnologicamente più importante del Piano di Salvaguardia della Balneazione messo in campo dal Comune di Rimini, Hera, Romagna Acque e Amir. Piano che dimezzerà entro il 2016 gli scarichi a mare fino ad eliminarli nel 2020.»], concetto che però oggi viene stranamente sfumato da Hera («il progetto … solo successivamente è entrato a far parte degli interventi del PSBO e integrato con il piano»).

Ma veniamo al punto che interessa i riminesi, cioè i dati ambientali e di inquinamento. Dispiace deludere gli amministratori di Hera, ma la precisazione non ci convince per nulla, anzi conferma in pieno la nostra perplessità e delusione.
Hera dichiara che nella nuova linea del depuratore nel 2017 il fosforo totale è stato di 0,73 mg/l, il 25% in meno del fosforo totale trovato nella linea vecchia ancora in funzione.
Il confronto fra le due parti che formano lo stesso impianto è chiaro. Ma nell’anno precedente l’inaugurazione del “raddoppio” (2014) il depuratore ha segnato 0,7 di fosforo totale, e 0,6 nel 2013: in altre parole la vecchia linea faceva meno (o poco meno) fosforo totale di quanto ne abbia fatto nel 2017 la nuova linea costata 26 milioni! Quindi è giusto ribadire quello che abbiamo già scritto: in complesso (linea vecchia più linea nuova), nel depuratore il fosforo totale è aumentato anziché diminuire. Lo dicono i numeri, non lo diciamo noi.
Idem per l’azoto totale: la nuova linea ha registrato un miglioramento, e ci mancherebbe altro, dati i 26 milioni spesi da aziende e casse pubbliche. Ma nel complesso (linea vecchia più linea nuova) si è passati da 6,4 mg/l nel 2014 a un dato complessivo di 8,0 mg/l nel 2017, cioè un aumento del 25% che non contribuisce certo alla sanità delle acque del Marecchia che ricevono questi reflui ripuliti.

Per dirla senza tanti fronzoli: il sistema pubblico, cioè in ultima analisi i cittadini, hanno speso 26 milioni (40 con la dorsale nord) eppure l’inquinamento che esce dalle condotte del depuratore non è diminuito. Se il futuro ci riserverà un deciso miglioramento, saremo lietissimi di scriverlo e di rituffarci in acqua senza problemi: non aspettiamo altro, ma oggi la realtà è quella da noi descritta, e da Hera sostanzialmente confermata.

Morale: secondo la multiutility ed il sistema politico cui fa riferimento, cioè le amministrazioni di centrosinistra di Rimini e compagne, «da oggi il mare di Rimini sarà più blu» (dichiarato il 23 giugno 2015). Ebbene, noi ci siamo svegliati l’8 giugno 2018 con 9 km di costa su 15 vietati alla balneazione e questo non è un «mare più blu» ma un mare da bandiera rossa = inquinamento.