Il lungomare fuori tempo massimo: colpa della Cina o di palazzo Garampi?

Il lungomare fuori tempo massimo: colpa della Cina o di palazzo Garampi?

Mentre si spendono milioni per gli spot sulle reti nazionali per promuovere la vacanza in Riviera, a Rimini sembra di trovarsi nell'estate più "in panne" della sua lunga storia turistica. "Se non ci fosse stato il Covid avremmo tutto pronto", dice il sindaco in tv. Ma se così stanno le cose, farebbe bene ad unirsi all'esposto che due legali hanno deciso di presentare in Procura. Il danno qualcuno dovrà affrontarlo.

Secondo il sindaco Gnassi “se non ci fosse stato il Covid oggi avremmo già i primi chilometri di lungomare pedonalizzato, che si combina con l’investimento per il superamento degli scarichi fognari”. Lo ha detto ieri mattina a L’aria che tira su La7. E’ tutta colpa del Covid! Se così fosse, palazzo Garampi farebbe bene ad unirsi alla denuncia nei confronti della Cina che due legali, compreso l’avvocato Paolo Righi, hanno deciso di presentare alla Procura della Repubblica di Rimini. Perché il danno c’è. La stagione non decolla non solo per le conseguenze sanitarie della crisi pandemica, ma anche perché in un cantiere non è bello trascorrerci le vacanze. Capirne le responsabilità dovrebbe importare qualcosa agli amministratori pubblici di maggioranza e di minoranza, ma anche a tutti i portatori di interesse in campo turistico.
Il lockdown è finito ormai da tempo, ma i cantieri no. Né gli arredi e nemmeno il Psbo con Belvedere annesso, dove pure la scorsa estate si era vista una inaugurazione sindacale con ampio codazzo. Per alberghi, bar, ristoranti, pub, in una parola per il turismo, è un disastro.
La Regione sta spendendo milioni per promuovere la Riviera sulle reti televisive nazionali. Ma poi c’è il capoluogo che è chiuso nelle sue zone turistiche centrali a causa di quelli che appaiono come ritardi. Dovuti a chi e a che cosa, ripetiamolo, va reso trasparente. E’ incredibile, non sembra possibile quello che stiamo osservando sulle “vetrine” turistiche della città. Eppure è la realtà e nessuno, fra quelli che contano (o pensano di contare) nel turismo riminese, sta alzando la voce.

Mentre il sindaco pontifica sul turismo, “serve un pensiero per non ricadere in scorciatoie”, dice, e propone le ‘zone blu economiche’ o sogna come investire i miliardi ancora inesistenti del Recovery Fund, a Rimini nel turismo non si vede né un pensiero (il Covid ha tolto gli ultimi veli alla crisi di un sistema ricettivo) e né un lungomare pronto per l’estate. Un’estate in cui farsi trovare pronti sarà tutto.
L’11 giugno in consiglio comunale l’assessore Montini ha detto che “i lavori del lungomare termineranno nelle prossime 3-4 settimane”. Già l’indeterminatezza la dice lunga. Tre settimane sono una cosa, quattro un’altra, soprattutto per chi gestisce un hotel in quelle zone. Ma se fosse come sostiene l’assessore, non verrebbe rispettata nemmeno la proroga del 1° luglio. Ed è molto probabile che sia così: l’assessore Roberta Frisoni ha già messo le mani avanti: «si procederà per stralci, arretrando il cantiere man a mano che completeremo i lavori in ogni tratto». Per stralci? Nel frattempo sono già spariti degli stalli sul lungomare, causa ampliamento di alcune attività, ma i lavori per ricavare nuovi posti auto nella rotonda di piazzale Fellini non sono ancora partiti. Sembra l’estate più “in panne” della storia turistica di Rimini.

Fra Viserba e Torre Pedrera non va meglio. Anzi, va anche peggio: «il cantiere cominciato a gennaio «rischia di finire, se va bene, ad agosto». Fra i rari turisti che si sono visti pare che qualcuno abbia «interrotto la vacanza per colpa dei disagi», riporta oggi il Carlino. Difficile anche solo immaginarlo uno scenario peggiore: «A malapena riescono a raggiungere la spiaggia». Però anche qui pare sia colpa della Cina («Poi è arrivata l’epidemia, a complicare tutto»). Anche se qualcuno azzarda:«Continuiamo a vedere pochi operai impegnati nei lavori». Mentre il sindaco spiega il turismo all’Italia, a Rimini gli operatori chiedono al primo cittadino un po’ di «chiarezza» sui lavori in corso. Almeno su quelli. «Ci avevamo promesso che ci avrebbero tenuti costantemente aggiornati sul cantiere. Così purtroppo non è stato negli ultimi tempi. Ci dicano quando finirà il cantiere del primo tratto, e quali soluzioni pensano di adottare se dovesse andare avanti ancora a lungo».