“Il suicidio commerciale del turismo più arrogante del Mediterraneo: prezzi da rapina per un servizio da discount”

“Il suicidio commerciale del turismo più arrogante del Mediterraneo: prezzi da rapina per un servizio da discount”

Frank Merenda, tra gli esperti di marketing più popolari del web, spiega così il crollo dell'industria turistica: "Il futuro appartiene a chi capisce che nel 2025 non basta avere la spiaggia - devi meritarti il cliente. L'Albania lo capisce. La Croazia lo capisce. Perfino la Turchia lo capisce. L'Italia? È troppo impegnata a inventare nuovi modi creativi per far pagare l'aria che respiri"

“Il turismo balneare italiano sta implodendo spettacolarmente, con i turisti domestici già nel 2024 in fuga del 4,5% (quest’anno il dato sta crollando ulteriormente) mentre l’Albania – sì, l’Albani – accoglie il 33% in più di visitatori italiani all’anno che scappano dai lidi patrii”. Se questo è il quadro della situazione ormai chiaro a tutti, le motivazioni non lo sono altrettanto. O meglio, non possono esserlo se si continua a far parlare chi è attore protagonista e allo stesso tempo “killer” dell’industria del turismo italiano, in particolare di quello della riviera adriatica. L’analisi di Frank Merenda, uno degli esperti di marketing più popolari sul web, è impietosa: “Le destinazioni da Rimini alla Costa Smeralda violano ogni principio della teoria del posizionamento di Al Ries facendo pagare 60 euro per due caffè annacquati mentre offrono un servizio che farebbe vergognare un camping degli anni ’80. La scala mentale che un tempo poneva l’Italia in cima al turismo mediterraneo ora la vede sprofondare nella categoria “rapina a cielo aperto” mentre Albania, Croazia e perfino la Turchia occupano trionfalmente la posizione di “posti dove non ti derubano sorridendo”. Non si tratta solo di economia”, spiega Merenda. “È il monumentale fallimento di una classe di operatori turistici troppo impegnati a lucidare le chiavi della Cayenne per notare che il loro impero di cartapesta sta crollando”.
I COSTI DA RAPINA
Nell’analizzare la situazione, Merenda espone alcuni esempi pratici degli ultimi anni, perché “L’estate del 2023 di due anni fa è quella che passerà alla storia come il momento in cui gli operatori turistici italiani hanno finalmente gettato la maschera, rivelando il loro vero volto. È dove il bubbone ha iniziato a scoppiare: un locale sul Lago di Como che faceva pagare 2 euro per l’arduo compito di tagliare un panino a metà – presumibilmente un’operazione che richiede anni di training specializzato e un coltello placcato oro. Un bar di Ostia che chiedeva 2 euro per scaldare il biberon di un neonato – chiaramente il microonde è alimentato a champagne” e ancora: “Il Cervo Hotel in Sardegna che presentava un conto di 60 euro per due caffè e due acque piccole – forse serviti su vassoi di platino portati da cherubini volanti? (ok, ok, la località esclusiva, l’esperienza… ma sempre 60 pippi sono)”. Ma “questi non sono stati incidenti isolati ma la manifestazione di una mentalità imprenditoriale che Al Ries avrebbe diagnosticato come suicidio commerciale premeditato: quando il tuo brand diventa sinonimo di “furto legalizzato” piuttosto che di esperienza, hai già perso tutto tranne, apparentemente, le rate del SUV tedesco parcheggiato fuori. E nel 2025 il domino ha iniziato a crollare definitivamente”, tanto è vero che tutta l’Italia si è mossa contro albergatori e soprattutto bagnini, rei di avere prezzi da capogiro (e non servizi sempre all’altezza) e sempre la lamentela pronta quando mancano i clienti. “Secondo la legge fondamentale della percezione, “il marketing non è una battaglia di prodotti, è una battaglia di percezioni”. Il prodotto – la costa italiana che Madre Natura ha gentilmente regalato, non certo creata dagli albergatori – rimane splendida. Ma la percezione? È mutata così drasticamente che persino Giorgia Meloni nel 2023 ha preferito portare i suoi euro in Albania piuttosto che finanziare l’ennesima Porsche di qualche bagnino di Forte dei Marmi. (quest’anno se n’è andata in Grecia). Quando il tuo Presidente del Consiglio preferisce le spiagge di un ex-stato comunista alle tue, forse è ora di ammettere che il problema non sono “i turisti tirchi” ma tu”.
Del resto “i dati dipingono un quadro deliziosamente catastrofico: il 53,4% degli albergatori di Rimini piange miseria con presenze inferiori, mentre continuano ostinatamente a offrire lo stesso identico servizio del 1987 – stesso arredamento, stessa colazione continentale triste, stesso odore di muffa mascherato da deodorante alla lavanda. Solo il 10,7% degli hotel supera il 90% di occupazione in alta stagione. Gli ombrelloni restano vuoti al 50% mentre dall’altra parte dell’Adriatico, le spiagge albanesi traboccano di italiani che hanno scoperto l’incredibile concetto rivoluzionario di “pagare un prezzo onesto per un servizio decente”.
IL CROLLO ERA MATEMATICO
La verità è semplice: “La Legge del Focus di Al Ries afferma che: “il concetto più potente nel marketing è possedere una parola nella mente del potenziale cliente””, ricorda Merenda. “Congratulazioni al turismo balneare italiano: avete conquistato con successo la parola “fregatura”. Non era facile, con tutta la concorrenza globale, ma ce l’avete fatta!”
Da qui la sentenza finale: “Il collasso del turismo balneare italiano è un capolavoro di autodistruzione commerciale, una masterclass su come trasformare un monopolio naturale in un deserto di ombrelloni vuoti e hotel in vendita. Ogni principio di Ries è stato violato con l’entusiasmo di chi crede che le leggi del mercato non si applichino al Bel Paese. Dal Premier che preferisce l’Albania alla propria nazione, agli albergatori che piangono miseria dal sedile in pelle della loro terza auto di lusso, ogni elemento di questa tragedia conferma che quando sostituisci l’ospitalità con l’ostilità, quando confondi il cliente con un bancomat ambulante, quando credi che il tuo diritto divino di italiano ti esenti dalle regole del mercato, il crollo non è probabile – è matematico”.
C’è dunque speranza? “Il futuro appartiene a chi capisce che nel 2025 non basta avere la spiaggia – devi meritarti il cliente. L’Albania lo capisce. La Croazia lo capisce. Perfino la Turchia lo capisce. L’Italia? È troppo impegnata a inventare nuovi modi creativi per far pagare l’aria che respiri. E mentre gli ultimi turisti fuggono verso lidi più onesti, gli operatori italiani continueranno a guardare il mare vuoto dalle terrazze dei loro stabilimenti deserti, chiedendosi perché nessuno voglia più pagare prezzi da rapina per un servizio da discount. La scala si è riorganizzata, e l’Italia occupa orgogliosamente l’ultimo gradino: quello riservato a chi ha trasformato “La Dolce Vita” in “La Grande Truffa”, dimostrando che sì, puoi effettivamente uccidere l’oca dalle uova d’oro – basta spremerla abbastanza forte mentre le fai pagare 2 euro per respirare”.

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