La lettera: pale eoliche pericolo serio e vicino, lasciamo stare le patacate

La lettera: pale eoliche pericolo serio e vicino, lasciamo stare le patacate

L'opinione di Bruno Sacchini incontra una netta reazione contraria, quella di Cristina Zoli. "E’ in questi giorni che si sta decidendo sui tavoli ministeriali se concedere o meno il nostro mare a una società di scopo come Energia Wind 2020 fondata da due società, una di Brescia, una di Foggia, con un capitale sociale di 10.000 euro, uno specchio del nostro mare di 114.045.999 mq per trent’anni. Questo è il tema che ci fa dire “non c’è più tempo”, specie per le patacate, per i giochetti di analisi e parole, perché quello che oggi si sta decidendo ricadrà - qualsiasi sia la scelta - sul futuro dei riminesi che saranno qui dopo di noi".

di Cristina Zoli

E’ veramente indisponente che, mentre il pericolo di un impianto industriale è in procinto di essere realizzato a dieci km dalla riva del nostro mare, vi sia chi anziché dare il proprio apporto a un dibattito che sta attraversando Rimini e non solo Rimini, si piaccia così tanto del proprio essere (apparentemente) fuori dal coro da lanciarsi in disamine su l’anima della Città e dei suoi abitanti, sì, quegli sburoni dei riminesi.
“Fra le tante prese di posizione sulle Pale – scrive Bruno Sacchini sulle pagine online di Riminiduepuntozero – l’unico che secondo me ha centrato la questione è l’architetto Marino Bonizzato.”
«A:tlantideR costituirà un buon investimento (nessun casinò, però, ma approdi, piattaforme, residenze per cittadini permanenti e provvisori, alberghi, ristoranti, locali pubblici, teatri, sale convegni, uffici, centri di comunicazione, gallerie d’arte, musei, ecc.) e, assieme all’artistico e significante parco eolico, oltre che punto di approdo, soccorso e ispirazione per chi voglia abbandonare la palude del Sistema, sarà attrattiva (artistica, culturale, politica, sociale, civile, turistica, ecc.) di portata mondiale».
Che dire? Se rimane un divertissement su cui ridere durante le oziose notti d’estate, ci può pur stare, ma non è questo oggi perché – che lo si voglia o lo si combatta – quel pericolo è non solo reale ma vicino.
E’ in questi giorni che si sta decidendo sui tavoli ministeriali se concedere o meno il nostro mare a una società di scopo come Energia Wind 2020 fondata da due società, una di Brescia, una di Foggia con un capitale sociale di 10.000 euro, uno specchio del nostro mare di 114.045.999 mq per trent’anni. Oggi, non tra trent’anni!
Questo è il tema che ci fa dire “non c’è più tempo”, specie per le patacate, per i giochetti di analisi e parole, perché quello che OGGI si sta decidendo ricadrà – qualsiasi sia la scelta – sul futuro dei riminesi che saranno qui dopo di noi.
Lo scrive bene proprio su queste pagine Bonfiglio Mariotti, quando a proposito del futuro della città dice: “Abbiamo tre tesori inestimabili: una spiaggia profonda 600 metri che ci invidiano in tutto il mondo per la sua fruibilità e accessibilità, un mare aperto, pescoso e facilmente navigabile, un entroterra come quello della Valmarecchia e del Montefeltro pieno di storia, di cultura e di arte, paesaggi e natura da guardare e visitare, soprattutto da integrare con il mare.”
Un’ultima cosa. Sacchini scrive: “c’è una posizione maggioritaria, di tipo Gnassiano, fortemente indignata dallo sfregio che la cosa porterebbe al nostro mare, cioè all’incontaminata purezza d’un orizzonte che secondo alcuni deve ritenersi pari alle Tremiti, alle Canarie, alle Maldive eccetera. Mistificazione.”
Nessuna mistificazione, gentile Sacchini, perché il nostro orizzonte è perfettamente ugualmente bellissimo come quello delle Tremiti, Canarie, Maldive e sicuramente non lo sarebbe più se a due passi dalla riva permettessimo la costruzione di 59 aerogeneratori alti 235 metri con pale del diametro di 164, come l’intera piazza Tre Martiri. Forse quello che non sarà mai uguale a quei luoghi da sogno sarà ciò che i riminesi hanno costruito alle proprie spalle, quel guazzabuglio urbanistico oggi senza senso né prospettiva.
Ma non facciamo che la stessa sorte tocchi alla “riga lunga e blu” che fa, col poeta, ancora incantare chi ha occhi e cuore per vedere la bellezza.