E’ morto “Mimmo” Zanotti, mitico medico sportivo della Rimini Calcio

E’ morto “Mimmo” Zanotti, mitico medico sportivo della Rimini Calcio

Arrigo Sacchi: "Non capita spesso di incontrare persone come lui"

Domani il funerale alla Riconciliazione. Notissimo a Rimini dove la professione e i mille interessi l'hanno portato a contatto con tanti.

Alla fine Guglielmo o “Mimmo” (come tutti lo chiamavano) Zanotti, 83 anni compiuti il 13 giugno scorso, è tornato nella casa del cielo, dove ha sicuramente rincontrato le sue due figlie, morte in un tragico incidente il 25 giugno 1975 (Paola che allora aveva 9 anni e Carla, 7) proprio mentre lui era di turno al pronto soccorso all’ospedale; e avrà rincontrato l’adorata moglie Gabriella (morta per un tumore il primo gennaio 2003) con la quale aveva un rapporto splendido nonostante i due fossero, in quanto a personalità, agli antipodi. Solo a mo’ di esempio, sperando di non ledere la privacy di nessuno, merita di essere ricordato un episodio riferitomi da un caro amico di famiglia: Mimmo, viste le sue amicizie sportive e con imprenditori coinvolti a vario titolo nel mondo del calcio (è stato per tanti anni medico sportivo della squadra biancorossa) coltivava con loro anche rapporti amicali e conviviali per cui la moglie Lella ogni tanto lo redarguiva: “Ma cosa ci trovi in queste serate coi tuoi amici?” e lui, pronto come al solito, rispondeva: “Piuttosto tu, che ci vai a fare sempre più spesso in chiesa se sei così cattiva?”. Anche la Lella, che quanto a verve non aveva granché da imparare dal marito, replicava: “Ci vado appunto perché, essendo così cattiva, spero di migliorare”.

Mimmo era stato ricoverato in ospedale l’ultima domenica di agosto; durante la settimana s’era aggravato fino all’epilogo di domenica pomeriggio, 3 settembre, intorno alle 16. Con lui i figli Simone e Lucia, e la sorella Mariangela. Mimmo aveva quattro fratelli. Nelle sere di venerdì e sabato don Stefano Vendemini (don Bubi) gli aveva portato l’estrema unzione e, tanto per far capire la sua forte personalità, nei confronti del sacerdote amico che pure conosceva e frequentava la sua casa da una vita e nonostante le sue condizioni fisiche non fossero al massimo, aveva fatto un gesto con la mano come per dire: “Cosa vuole questo da me? E’ meglio che se ne torni a casa”, e mentre si leggeva un brano biblico (“Oggi sarai con me in Paradiso”) aveva fatto il gesto delle corna. Forte, ironico, generoso Mimmo Zanotti.
Ha lottato fino alla fine come un leone e pareva non volesse mollare mai, aveva da ridire e alzava la voce persino con le infermiere e i medici, lui, che da ottimo medico non è che non sapesse quanto stava accadendo, visto anche che è rimasto lucido quasi fino alla fine. “In verità con il babbo – dice la figlia Lucia, che oggi ha preso il posto della madre come rettore delle scuole della fondazione Karis – è stata dura col suo forte carattere, burbero e scontroso ma gli ho voluto un bene dell’anima…” E queste parole le si strozzano in gola mentre le pronuncia, ma poi si riprende subito quando le rivolgo qualche espressione affettuosa e dice: “Mi ritrovo in pieno nelle parole del manifesto funebre che ha scritto per noi Nadia Canini, un’amica comune: ‘Ci mancherà la tua grande umanità, la tua dedizione appassionata per gli uomini, il tuo cuore grande e impetuoso. Ci resta la certezza che tutto il dolore e la bellezza della tua vita non andranno perduti ma accolti in un grande abbraccio”.
Il fratello di Lucia, Simone, che forse come carattere assomiglia di più al padre, ringrazia ma non se la sente di dire altro. E del resto cosa deve dire sul padre, la cui vita è già stata così esplicita.

Mimmo era nato a Santarcangelo da mamma Martina, con lui altri quattro fratelli. Era burbero e deciso e anche se astemio ripeteva spesso che nel vino ci vuole poca acqua. Da piccolo aveva imparato a lavorare a maglia coi ferri: un maschio? Si che male c’è, si vantava. E non che fosse una ‘mammoletta’, sapeva usare il bisturi e lo aveva fatto in condizioni molto precarie come volontario in Iraq coi curdi durante la prima guerra del Golfo, con gli uomini armati di fucile a fianco dei letti dove eseguiva le operazioni chirurgiche e le medicazioni. Mimmo amava i bambini. Lui ne aveva tre: due femmine e un maschio di qualche anno più piccolo e una moglie conquistata con simpatia e puntiglio. La tenacia che portò lui, figlio di un’infermiera, a diventare medico. E che strazio nel cuore quando, il 25 giugno 1972, lui si vide arrivare in pronto soccorso le sue adorate figlie investite da un’auto in via Tripoli poco oltre il sottopasso verso il mare; erano gravi e lui le ha dirottate a Bologna ma senza riuscire a salvarle. Dopo un periodo di buio per quei genitori rinasce la vita. E arriva anche, nell’agosto 1973, la figlia Lucia. Era pieno di interessi, compreso quello per le cante romagnole (in questo video è impegnato in “Bèla Burdèla” in occasione del suo 79esimo compleanno). Per una ventina d’anni è stato anche medico sportivo della Rimini calcio: è stato lì che ha conosciuto Arrigo Sacchi che tra l’82 e l’85 allenò il Rimini calcio per due campionati. “Lo ricordo bene Mimmo Zanotti – ci dice Sacchi – sono veramente molto addolorato perché non capita spesso di incontrare persone così bene preparate professionalmente e insieme dotate di un’umanità generosa e sconfinata. Ricordo che aveva avuto una disgrazia e all’ospedale s’era trovato davanti le sue due figliolette piccole esanimi in seguito ad un incidente stradale. Era una persona generosa e anche umile, che si dava da fare senza riposo per aiutare tutti. Ricordo anche alcuni suoi viaggi in Africa. Sono davvero costernato e la prego di porgere le mie condoglianze ai figli”. Anche l’allenatore Osvaldo Bagnoli dalla sua casa di Verona esprime le sue condoglianze alla famiglia: “Se non fossi stato impegnato, domani sarei venuto volentieri a Rimini al funerale”.
Questa sera alle 21 nella chiesa di Gesù Nostra Riconciliazione si celebrerà la veglia col rosario e domani alle 15 nella stessa chiesa i funerali. I familiari hanno fatto stampare uno scritto molto bello che distribuiranno stasera. Un ricordo affettuoso dell’amico Francesco Giuseppe (Cecco) Pianori.

 

Fotografia di Silvano Migani: Guglielmo Zanotti con Vittorio Tadei (i due sono stati grandi amici) e, alla chitarra, Vanni Casadei

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