Pnrr monocorde a Rimini: il senatore Croatti segnala un problema vero

Pnrr monocorde a Rimini: il senatore Croatti segnala un problema vero

Tutto il finanziamento del Piano nazionale di ripresa e resilienza finisce nel parco del mare. E' una scelta lungimirante? E le promesse rivolte alle periferie? E questa abbondanza di risorse (che non si ripeterà) non avrebbe dovuto favorire finalmente lo sblocco dell'annosa vicenda del Ceis e il recupero dell'anfiteatro romano? E come si può gestire una partita tanto importante senza una cabina di regia che veda coinvolte anche le rappresentanze sociali ed economiche del territorio?

Sveglia Jamil. Il quinquennio post-Gnassi è cominciato in maniera stanca. Forse nella convinzione di poter vivere di rendita. Dopo avere messo insieme una squadra di giunta che non entusiasma, con il manuale Cencelli in una mano e con il vangelo secondo Andrea nell’altra, la macchina non è partita in quarta, come sarebbe stato necessario. Per il momento sembra in folle. Le decisioni appaiono lente e tutte scontate, nel senso che non riescono ad immaginare null’altro della sequela al decennio che si è chiuso. A parole il sindaco dimostra di credere in «una comune progettazione del futuro, pubblico e privato insieme», come ha detto in occasione del saluto di fine anno e della consegna dei due Sigismondo d’oro. Ripete «che la vita di una città, di una comunità, non coincide con i progetti e le realizzazioni di una amministrazione comunale. C’è molto altro fuori da qualsiasi palazzo comunale per non essere considerato elemento essenziale allo sviluppo e al benessere delle persone che abitano in quel luogo». Addirittura ha sostenuto che «deve essere chiaro che il PNRR non è un bancomat per progetti che abbiamo in un cassetto da troppo tempo. L’epoca straordinaria che viviamo ci impone di alzare lo sguardo». Nei fatti, invece, non si discosta da quel centralismo decisionale che è stata la cifra del suo predecessore e che in campagna elettorale aveva detto forte e chiaro di voler ribaltare. Coraggio, Jamil.
Dov’è l’ascolto della città? E dove la condivisione? Su cosa, se non sul Pnrr, occorrerebbe andare alla ricerca di idee forti e di un confronto vero con la città? Non basta dire che il Pnrr non è un bancomat per progetti che abbiamo in un cassetto da troppo tempo, se poi, nei fatti, dimostri di avere in testa solo un progetto, che nei cassetti c’è già rimasto anche troppo a lungo.
I primi passi del parco del mare risalgono al 2015 e ad oggi i tratti ultimati a Rimini sud sono solo due. I 20 milioni ottenuti finiranno nei tratti 6, 7 e 9. Da molti, anche da autorevoli ex amministratori del Pd (come ha fatto Maurizio Melucci), l’opera è stata criticata da più punti di vista. L’assenza di parcheggi, tutto il traffico dirottato su viale Vespucci, il coinvolgimento dei privati ridotto al lumicino (rispetto alle iniziali 155 manifestazioni di interesse, le negoziazioni concluse note ad oggi sono 18), il grande punto interrogativo delle aree in fregio, i prevedibili problemi di manutenzione (e relativi costi) che un lungomare di quel tipo richiederà nel tempo, sono solo alcuni dei limiti che il parco del mare porta con sé.
Il Pnrr stanzia contributi eccezionali, che non si ripeteranno più, e dunque spendere bene quelle risorse diventa un obbligo.
E’ il lungomare pedonalizzato e senza parcheggi il futuro di Rimini che merita i fondi dell’Europa? No ma… i parcheggi arriveranno, li stanno progettando, potrebbe rispondere qualcuno. Nell’attesa però i danni recati al turismo potrebbero essere tanti e tali da vanificare l’investimento milionario nel parco del mare.
Dice il senatore 5 stelle Marco Croatti, facendo l’elenco dei contributi in progetti di rigenerazione urbana finanziati in provincia di Rimini, per gli anni 2021-2026, che sono «a Rimini il parco del mare sud (20 milioni); a Riccione la riqualificazione dell’ex mattatoio (5 milioni); a Santarcangelo un centro sportivo polifunzionale (3,53 milioni) e la ristrutturazione del Museo etnografico (1,34 milioni); a Bellaria il recupero della Vecchia Fornace (5 milioni)». E commenta: «Per i Comuni oltre i 100.000 abitanti il tetto massimo previsto era di 20 milioni di euro e il comune di Rimini ha scelto di puntare tutto su un unico progetto, il parco del mare sud, a differenza di quanto fatto da molti comuni capoluoghi. Il Comune di Ravenna (7 progetti) e il comune di Forlì (12 progetti) ad esempio hanno compiuto scelte diverse, raggiungendo questo tetto con più progetti diffusi sul territorio. Dunque Rimini scommette tutto sul lungomare; speriamo si riveli la scelta giusta e che si trovino comunque le risorse per finanziare altri progetti di rigenerazione che servono al territorio, anche nel forese, dove da tempo i cittadini reclamano maggiore attenzione».
Vengono in mente le parole di Jamil Sadegholvaad quando a ottobre presentò la nuova giunta: «questa giunta lavorerà per tutta Rimini, compresa quella a monte della Statale 16. Quindi grande attenzione alle periferie». Ma l’attenzione si pesa con il denaro investito, non con le chiacchiere.
Alle città menzionate da Croatti si potrebbe aggiungere Bologna: i 20 milioni che entrano nel salvadanaio di Matteo Lepore (su 53 riservati alla città metropolitana) prenderanno tre strade: 6 milioni per Villa Aldini, 5 per il Teatro comunale e 9 per l’ex parcheggio Giuriolo.
Per Rimini il Pnrr non avrebbe dovuto essere l’opportunità, forse unica e irripetibile, per trasferire il Ceis e riportare al suo antico splendore l’anfiteatro romano? E’ solo un tassello, fra i tanti, che si potrebbero elencare.
Ci sono amministrazioni di sinistra, come Bologna, che già in ottobre hanno dato gambe da correre ad una cabina di regia sui fondi del Pnrr. Oltre agli assessori comunali, rappresentanti dei sindaci della città metropolitana ed altre figure amministrative, coinvolge l’Università, i sindacati, le associazioni di categoria e del partenariato economico sociale.
Il Comune di Rimini si è coinvolto come capofila del progetto “Romagna Next“, e va benissimo, ma con quale credibilità ci si può candidare ad un percorso di partecipazione su scala romagnola una volta che si è persa l’occasione, nella stessa ottica, del Pnrr in casa propria?

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