Prezzi stracciati in hotel: i problemi sotto la superficie

Prezzi stracciati in hotel: i problemi sotto la superficie

Il trend del settore turistico alberghiero nella provincia di Rimini, per cominciare a capire cosa c'è dietro alla "politica" delle camere svendute.

Sui quotidiani locali appaiono allarmanti appelli ai ribassi non economici, fuori da qualunque criterio aziendale, fuorvianti per l’intera categoria e di dubbia, molto dubbia “regolarità”, di certe attività alberghiere:

16/03/2013
29/11/2017
21/04/2020
23/05/2020
19/06/2020

I richiami sono plausibili, eccessivi e forieri delle solite lamentele di categoria o problema vero?

Il trend del settore turistico alberghiero nella provincia di Rimini
Se prendiamo come dato di partenza lo studio su 500 alberghi effettuato nel biennio 2014/2015, si osserva un preoccupante ROS pari solo al 3,1%.
Tale dato indica che il campione di hotel esaminato mostra mediamente una redditività in grado di ripagare il costo del debito, ma assai esigua in rapporto alle vendite.

Ancor più significativo il ROI medio pari al 7,01%, indicatore di quanto rende il capitale investito rispetto ai ricavi netti senza ammortamenti, ovvero la redditività del capitale investito a qualunque titolo, mentre il ROE, quanto rendano attrezzature e licenza acquistate rispetto al risultato netto, ovvero la redditività del capitale proprio. presenta segno negativo: -0,85%.

Troppi debiti
Tutte le realtà nel campione considerato risultano essere molto indebitate, con un totale che supera il fatturato.

Tale situazione può essere considerata relativamente “normale” nel settore turistico-alberghiero, ma è al contempo preoccupante: in media gli hotel considerati hanno debiti pari al 128% delle loro vendite, tipico caso che descrive la fattispecie di sovra-investimento e sovra-indebitamento.

Il rapporto tra il totale dei debiti finanziari esistenti alla data di chiusura del bilancio e l’Ebitda, rapporto che indica il numero di anni necessari a ripagare il solo capitale preso a prestito (trascurando quindi di ripagare altri creditori, imposte e interessi passivi) nella migliore prassi degli analisti nazionali e internazionali non dovrebbe superare la cifra di 5, nel caso degli hotel del campione esaminato è pari a 4,43.
Questi dati indicano che se vi fosse un calo delle vendite, se si dovessero predisporre delle migliorie sostanziali accedendo ad ammortamenti e se aumentasse il costo del denaro, la remunerazione del capitale, già negativo, diverrebbe insostenibile.

Prospettive temporali
Un patrimonio edile di 75 anni, riammodernato con tecniche obsolete se non antitetiche rispetto ai nuovi crismi “green” dell’Europa prossima ventura, un prodotto turistico basato sul “mucchio selvaggio” ovvero “produttore di emozioni e sentimenti sociali”, abbandonato dagli itinerari più glamour e dal turismo più trend, impossibilitato a cambiare pelle e senza capitali freschi per poter invertire il processo inesorabile di morte industriale, cerca di galleggiare, come già capitato a civiltà e città famose, e di arrabattarsi con maquillage pubblici che nella variante riminese significa spremere dalle casse pubbliche risorse impossibili da onorare, demotivare l’impegno imprenditoriale, creare sacche economiche prive di vero mordente e soprattutto il “si salvi chi può”.

Figli & Figliastri
E’ talmente evidente la cura maniacale nel porre tutte le risorse intellettive, economiche ed amministrative a favore dei somministratori di bevande ed alimenti che il paragone con tutte le altre attività economiche è imbarazzante.
A riprova basterebbe enumerare quanti alberghi stanno cambiando proprietà gettando nella disperazione più cupa gli associati di AIA, quanti negozi estivi stanno chiudendo, oltre la strage ormai decennale del centro storico, con un calo netto di 110 attività nel 2019, tralasciando di contare quanti locali abbandonano “regalando” decenni di attività a stranieri privi di ogni cultura balneare riminese.
Si assiste sempre più ad una trasformazione fisica di negozi sempre più identici, privi di specializzazione con un appiattimento al ribasso che in un vortice “cane che morde la coda” si assiste al suicidio commerciale (1 e 2) sincrono di strutture ricettive (- 64) ed un incremento di pubblici esercizi (+52).
Interi quartieri sono stati svuotati dagli storici esercenti (borgo San Giuliano) a favore di attività legate al bere e mangiare (in soli 10 anni si è passati da 10 a 20 e praticamente nessun vecchio gestore è lo stesso).
Questa Weltanschauung attira pochi turisti e molti locali entro un raggio di 35/40 km, dimostrando che tutte le attività sul mare, quelle turistiche, sono a rischio.

Conclusioni
Il generale estate non consente distrazioni ma al tirare la riga a fine stagione ne vedremo di tutti i colori!