Torte in faccia a chi non sa risolvere il problema della mobilità a Rimini

Torte in faccia a chi non sa risolvere il problema della mobilità a Rimini

Città bloccata questa mattina dalla statale al mare. Ingorghi da paura. Ore in fila. Una storia che si ripete tutti gli anni per il salone dedicato al mondo del gelato artigianale e della pasticceria. Non è ora di studiare e attuare soluzioni vere anziché "fila dritto" fasulli?

Una città paralizzata. Dalla statale al mare questa mattina Rimini è andata in tilt. Si è toccato il fondo. Ma è un fondo che si tocca ogni anno in coincidenza col Sigep (ma non solo), la fiera che porta in città molti visitatori. Lunghe file ovunque e per ore chi ha avuto necessità di spostarsi si è trovato bloccato nel traffico.
L’amministrazione comunale il 17 gennaio assicurava di avere trovato la soluzione per “fluidificare le correnti di traffico“.

Il giorno dopo spiegava che il “volume di traffico non ha sorpreso anche grazie al piano straordinario predisposto per agevolare l’arrivo in Fiera e lo spostamento sul territorio dei visitatori mettendo a punto le migliori opportunità per collegare il quartiere con aeroporti, stazioni ferroviarie e alberghi”. Oggi se la cava con un “traffico molto intenso” e definisce “complessa la circolazione lungo via Coletti”, che in realtà ha visto un ingorgo senza fine con le auto che per qualche ora si sono mosse a passo d’uomo. Ma è stata un po’ tutta la città a registrare un traffico al collasso, nonostante la presenza di agenti impegnati in vari snodi.
Le parole sono finite, le imprecazioni no. Sono anni che il tema di una mobilità immobile è sul tavolo dei decisori, che però non decidono niente di nuovo. Se, grazie a Dio, a Rimini esiste una Fiera che funziona, attrattiva per grandi eventi, anche a palazzo Garampi dovrebbero saperlo e mettersi d’impegno per trovare soluzioni al traffico. Si studiano Pim, Pums, Pams, che però ci lasciano sempre al punto di partenza. Si spendono montagne di soldi per una cartellonistica che vorrebbe tranquillizzarci a filare dritto, invece di mettere in campo modifiche vere in grado di far cambiare passo alla mobilità. Per ora, torte in faccia a chi non sa risolvere questo vulnus.