Cerchi luminosi in piazza Malatesta: conto da 232mila euro più 10mila all’anno di spese fisse

Cerchi luminosi in piazza Malatesta: conto da 232mila euro più 10mila all’anno di spese fisse

Quattrocento faretti incassati nella nuova pavimentazione che ricoprirà la "piazza dei sogni" a tema circense. Ma ci sono anche altri tre incarichi per quel sito.

Si chiamano «cerchi luminosi» e fanno parte del museo felliniano di piazza Malatesta. Il cerchio, ovvero la simbologia della pista circolare del circo. Il progetto contempla una spesa di 232.367,23 euro per realizzare l’intervento, alla quale va aggiunto un costo fisso annuo previsto in 5mila euro per utenze elettriche e altri 5mila di manutenzione ordinaria a partire dal 2021 (nonostante l’impiego di «apparecchi di illuminazione cablati con sorgenti elettroniche led di elevata qualità e con ottiche appositamente costruite per avere il massimo risparmio energetico ed un’agevole manutenzione»). Verranno posizionati 400 faretti led «incassati nella pavimentazione» e in una tavola progettuale si legge che «i pozzetti sono stati collocati evitando interferenze con i muri archeologici». E anche che «l’intervento è concepito per essere attuato attraverso tecnologie non invasive, nel rispetto del principio di salvaguardia del patrimonio storico documentale del centro storico».

Ma ci sono anche altre spese da conteggiare. La prima voce fa riferimento all’«affidamento di un incarico professionale di supporto al RUP per progettazione definitiva-esecutiva degli allestimenti e delle installazioni di Piazza Malatesta e dell’outdoor del nuovo polo museale comunale e revisione del progetto “Piazza Malatesta. La Piazza dei Sogni. Installazioni e Allestimenti”».
Praticamente l’amministrazione comunale spiega che «stante la complessità degli interventi da realizzare e considerato anche l’elevato numero di professionalità coinvolte nella realizzazione del processo di riqualificazione dell’area, si intende individuare un professionista che si occupi della progettazione definitiva/esecutiva architettonica dei nuovi allestimenti e delle nuove installazioni di tutta l’area di Piazza Malatesta, coordinandosi con i vari professionisti coinvolti nelle ulteriori fasi progettuali del processo di riqualificazione e che, contestualmente, apporti le dovute revisioni ed integrazioni al progetto già approvato con D.G. 83/2020, integrazioni che si renderanno necessarie per garantire omogeneità agli interventi, anche in relazione ai ritrovamenti archeologici emersi». Ci si preoccupa di «ricorrere alla consulenza di un tecnico esperto di indubbio valore» perché si va ad «intervenire su un’area, vincolata dalla Soprintendenza competente, di alto valore storico e di grande importanza per la città di Rimini». Ma se è vincolata, come si concilia, ad esempio, con lo scavo necessario a ricavare la «casetta» in zona archeologica, connessa al funzionamento della fontana, dove secondo l’ex magistrato Giovanni Losavio insistono «due vincoli insuperabili», tanto che Italia Nostra ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica?
Il professionista in questione è l’architetto Filippo Boschi, dal 2011 consulente per l’attuazione del Piano Strategico di Rimini. A lui andranno 10mila euro (che con contributo al 4% e Iva diventano 12.680).

Non è tutto. «Nell’ambito delle attività di riqualificazione di Piazza Malatesta rientra un intervento sul verde urbano, con la piantumazione di alcuni alberi e l’inserimento di specie erbacee e arbustive tra Teatro Galli e via Poletti, che restituirà alla città storica una “prima campagna” e che richiamerà il set delle scene rurali di Amarcord», si legge in un atto del dirigente settore facility management Ing. Chiara Fravisini. E «all’interno di questo nuovo “triangolo” verde sarà accolta un’installazione dedicata al poeta e sceneggiatore Tonino Guerra, amico e collaboratore di Federico Fellini, di cui agli atti è depositato il progetto artistico». Costo dell’incarico circa 5mila euro.
Per «trasformare questo progetto artistico in un progetto tecnico esecutivo (…) al fine di sottoporlo al parere della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Ravenna Forlì-Cesena e Rimini», e acquisirne l’autorizzazione c’è un’altra spesuccia, l’incarico ad un ingegnere per circa 2.700 euro.

Il comunicato stampa del Comune di Rimini uscito successivamente alla pubblicazione del nostro articolo