Ci risiamo: otto zone vietate alla balneazione a Rimini

Ci risiamo: otto zone vietate alla balneazione a Rimini

Secondo il sindaco Gnassi il tema ambiente è «risolto», eppure in poco più di due mesi gli «episodi occasionali» e conseguenti divieti sono già arrivati a quota ventisette.

Il sindaco di Rimini ha dichiarato, l’1 luglio scorso: «ci possiamo presentare al mondo con un’opera complessiva che ha messo al centro e risolto i temi dell’ambiente, del benessere, della salute come l’ondata mondiale della pandemia sta richiedendo», «una Rimini sostenibile, una Rimini vicino alla natura, più bella e amante dell’arte». [fonte].
«Risolto»?
Non pare che il problema della balneazione sia già stato risolto. Basta vedere la cartina di oggi dell’Arpae, nella quale Rimini segna tristemente il più gran numero di bandiere rosse dell’intera riviera adriatica regionale.
Elenchiamo in dettaglio quali sono i punti interessati da «divieto temporaneo di balneazione. Episodio occasionale dovuto a misura di gestione preventiva», per usare il linguaggio della burocrazia.

Già sette divieti di balneazione in questo punto nell’estate 2020

Viserbella – la Turchia: siamo già al terzo episodio nel corso della stagione balneare 2020 (15 giugno, 17 luglio, 4 agosto);
Rimini – foce Marecchia nord: secondo episodio (17 luglio, 4 agosto);
Rimini – foce Marecchia sud: secondo episodio (17 luglio, 4 agosto);
Bellariva – Colonnella 1: terzo episodio (17 e 24 luglio, 4 agosto);
Bellariva – Colonnella 2: terzo episodio (17 e 24 luglio, 4 agosto);
Rivazzurra – Rodella: terzo episodio (17 e 24 luglio, 4 agosto);
Miramare – Roncasso: terzo episodio (17 e 24 luglio, 4 agosto);
Miramare – rio Asse nord: qui siamo addirittura al settimo divieto (tre divieti temporanei “per campione non conforme” l’8-9-10 giugno, più altri quattro divieti per “episodio occasionale dovuto a misura di gestione preventiva” il 16 giugno, 17 e 24 luglio, 4 agosto). In questo specchio d’acqua, i tre giorni terribili di giugno hanno fatto segnare il superamento dei limiti di legge di Escherichia coli (tutte e tre le volte), e una volta quelli degli Enterococchi intestinali.
Un altro divieto temporaneo di balneazione per “episodio occasionale dovuto a misura di gestione preventiva” si era verificato il 17 luglio nel bacino Rimini Ausa. Non comprendiamo nell’elenco dei divieti quelli derivanti da altri problemi.
Nel litorale comunale di Rimini tutte le altre zone di balneazione hanno avuto, finora, un percorso netto, senza divieti: Pedrera Grande sud, Cavallaccio e Brancona a Torre Pedrera; la Sortie e Spina-Sacramora a Viserba; Turchetta a Rivabella; porto canale sud a Rimini; Istituto Marco Polo a Marebello.
Complessivamente, mentre otto specchi acquei non hanno mai subìto alcun divieto, i rimanenti nove invece ne hanno accumulati ben ventisette in poco più di due mesi di stagione balneare.

Nel discorso alla vigilia di Capodanno, il 31 dicembre 2019, Gnassi aveva detto: «alla fine del prossimo anno saranno circa 10 i chilometri di arenile con scarichi chiusi e depurazione, che saranno liberati dal divieto di balneazione».
Negli anni scorsi si sono susseguite molte dichiarazioni di questo tenore. Ma c’è qualcosa che non va, c’è qualcosa che sfugge, quando confrontiamo le parole degli amministratori pubblici con la realtà dei fatti.
Un comunicato di palazzo Garampi del 24 aprile 2018 (ventisette mesi fa) [fonte] faceva la lista degli scarichi a mare. Vediamo.

Visione generale: «il programma di ristrutturazione e revisione del sistema fognario messo a punto dal Comune di Rimini, Hera e Romagna Acque e che prevede entro il 2020 il superamento dei dodici scarichi di acque miste e dell’Ausa presenti sul tratto di costa riminese, consentendo di non dare più luogo a divieti di balneazione».
Zona nord: «dopo le fosse ‘Spina-Sacramora’, ‘Turchetta’ e ‘Pedrera Grande’, a giorni anche il Matrice, sfioratore presente tra Rivabella e San Giuliano e a cui fanno riferimento le acque di balneazione a nord e a sud della foce del Marecchia, sarà indicato come sfioratore per “sole acque meteoriche e di drenaggio”: la sua apertura comporterà il riversamento in mare di sole acque bianche, garantendo dunque la balneabilità dei tratti adiacenti. Stessa sorte anche per la fossa Sortie, nella zona del porticciolo di Viserba, che tra la fine di giugno e l’inizio di luglio diventerà solo sfogo per acque meteoriche. Il prossimo step invece interesserà gli ultimi due sfioratori presenti a nord, il Brancona e il Viserbella, i cui lavori per la separazione delle reti inizieranno nel 2019, in sincronia con i lavori di riqualificazione urbana e ambientale finanziati attraverso il “bando periferie». Come confermano i dati odierni, tutto ok per Spina-Sacramora, Turchetta, Pedrera Grande e Brancona; invece Viserbella (la Turchia) non è a posto (tre divieti in due mesi); ancora problemi anche a nord e sud della foce Marecchia, malgrado i lavori allo sfioratore Matrice, “la balneabilità dei tratti adiacenti” non è ancora garantita al contrario di quanto affermato dal Comune più di due anni fa.
Proseguiamo l’analisi del comunicato a riguardo della zona sud: «Operazione che adesso, alla luce degli interventi strutturali portati a termine, si sposta anche nella zona sud di Rimini: a inizio aprile infatti è stata pubblicata la prima ordinanza per la regolarizzazione degli allacci che interessa 400 fabbricati di 29 vie di Miramare. L’intervento consentirà di superare il divieto di balneazione nelle acque circostanti lo sfioratore Roncasso». Promessa non mantenuta, perché a due anni di distanza il Roncasso continua ad essere un buco nero per la balneazione riminese (tre divieti in due mesi).

Ed ecco, sempre dal comunicato del 2018, la dichiarazione dell’assessore all’ambiente Anna Montini: «Passo dopo passo stiamo ridisegnando la cartina della costa della città. Siamo praticamente a metà del percorso che porterà Rimini a essere la prima città costiera a risolvere in maniera definitiva il problema degli scarichi a mare, consentendo la balneabilità anche dopo precipitazioni intense. Un Piano che consentirà un progresso sotto il profilo ambientale, della qualità della vita e che riposiziona il mare al centro dello sviluppo e della crescita del nostro territorio. Nella zona nord, dove si è partiti già dal 2014 grazie alla presenza di una parte di rete fognaria già separata, siamo allo scatto finale, ‘cancellando’ i divieti di balneazione temporanei su gran parte del tratto costiero: su sette sfioratori presenti, ai tre già da tempo riclassificati, se ne aggiungeranno altri due a breve, Matrice e Sortie. All’appello quindi ne mancano solo due, quelli che fanno riferimento alle fosse Brancona e Viserbella (la Turchia), i cui lavori inizieranno nel 2019. Ora, inoltre, il piano tocca anche la zona più a sud». Ma più di due anni dopo le entusiastiche parole della Montini, di “definitivo” non si vede ancora nulla, né a nord, né tantomeno a sud. Una cosa invece è certa: la spesa di 160 milioni di euro che sta gravando, e graverà ancora per molti anni, sulle tasche dei cittadini per i lavori fognari.