Il santuario delle Grazie chiuso («a tempo indeterminato») per Covid

Il santuario delle Grazie chiuso («a tempo indeterminato») per Covid

Un volantino affisso nella cancellata d’ingresso avvisa i fedeli che la chiesa resterà off limits perché i frati sono in quarantena.

Anche la chiesa della Madonna delle Grazie sul colle di Covignano da ieri ha dovuto chiudere i battenti a causa dell’isolamento imposto cautelativamente perché il virus è arrivato nella piccola comunità dei frati francescani che reggono lo storico santuario molto caro alla devozione dei riminesi. Un volantino affisso nella cancellata d’ingresso avvisa i fedeli che la chiesa resterà chiusa a tempo indeterminato poiché i frati, che si dispiacciono per l’accaduto, sono in quarantena e conseguente isolamento fiduciario.

Altre chiese riminesi in questo periodo di lockdown sono state costrette alla chiusura perché i sacerdoti contagiati hanno dovuto mettersi in isolamento. Per esempio a Rivabella e a Viserbella. In altri casi le chiese sono rimaste aperte e i parroci colpiti dal virus sono stati sostituiti da sacerdoti delle parrocchie vicine.
Purtroppo non è il caso delle Grazie, una chiesa che pur non essendo parrocchia viene frequentata da tanti riminesi e che nella parte più antica risale al XII secolo. All’interno si possono ammirare affreschi e dipinti pregevoli oltre al soffitto ligneo. L’immagine sull’altare antico rappresenta l’Annunciazione, opera di Ottaviano Nelli. Alle pareti ci sono affreschi del XVII secolo mentre il crocifisso sopra l’altare della navata laterale è opera della scuola riminese giottesca del ‘300. A sinistra dell’ingresso centrale dell’edificio c’è un quadro che raffigura san Francesco, opera di Americo Mazzotta, un pittore scomparso recentemente che aveva diversi legami con Rimini e alcuni amici artisti riminesi. Ma di rilievo sono le formelle che contornano la figura di san Francesco che raffigurano i fioretti e che sono state realizzate dalla riminese Paola Ceccarelli.
Oltre alle messe celebrate quotidianamente e nei festivi dalla piccola comunità di frati, di cui fanno parte oltre al rettore padre Bruno e a padre Donato, un altro frate più anziano e un diacono, nella domenica e nei festivi celebra la messa anche don Carlo Rusconi, un sacerdote diocesano molto apprezzato per i suoi studi biblici e di linguista, al quale Rimini 2.0 ha dato voce più volte pubblicando le sue omelie.