Intervista a Raffaella Sensoli: “Gnassi sospenda il suo capo di gabinetto”, e sulla alleanza con Bonaccini…

Intervista a Raffaella Sensoli: “Gnassi sospenda il suo capo di gabinetto”, e sulla alleanza con Bonaccini…

"Al momento non abbiamo indicazioni diverse da quelle del 'correre da soli' alle elezioni regionali del prossimo gennaio"

"Faccio i complimenti all'avvocato Biagini per avere agito in maniera assolutamente limpida e corretta". Mentre sull'atteggiamento del sindaco nei confronti del suo capo di gabinetto dice: "Ci sono delle intercettazioni che aprono qualcosa di più di un semplice dubbio". Chiede che la Regione si costituisca parte civile sulla vicenda Tecnopolo. Ma in questa conversazione la portavoce pentastellata boccia anche il progetto del museo Fellini dentro il Castello, dice la sua sui problemi del turismo, i divieti di balneazione e valuta la giunta Gnassi.

Botte da orbi per cinque anni. Da una parte il Pd col suo governatore Bonaccini e dall’altra l’artiglieria stellata. Anche a chi si fosse perso la cronaca quotidiana sarebbe sufficiente un rapido giro sul sito del movimento emiliano-romagnolo per farsene un’idea. Digitate Bonaccini: “Maltempo sulla riviera: emergenze climatiche sempre più frequenti ma Bonaccini spende soldi solo per smog e cemento”. “Cittadini stufi dell’arroganza di Bonaccini & Co.“. “Bonaccini la smetta di inventarsi fake news e si metta al lavoro dopo anni di immobilismo”. “Il Pd dimostra di avere una concezione abbastanza stravagante della democrazia“. Sui vaccini: “Bonaccini mente”. Sul piano socio-sanitario della Regione la Sensoli in aula nel 2017 sparò cannonate tali che Bonaccini replicò: “Il suo discorso scritto da Povia?”. “Elezioni regionali, Bonaccini ha paura di perdere. La data delle elezioni non si tocca”. “I nostri valori sono e restano distanti anni luce da quelli del Pd”. “Treni, pendolari lasciati a piedi 1.364 volte nel 2018. Piccinini-Zanichelli (M5S): “Flop di Bonaccini è evidente. Basta prendere in giro i cittadini”.

E poi le fotografie. E i fotomontaggi. Quello d’apertura che pubblichiamo, Bonaccini versione slot machine, è tratta dal sito internet regionale del movimento e accompagna un articolo con il seguente titolo: Azzardo, Bertani (M5S): “Ennesimo colpo di spugna sulle norme anti-slot. Bonaccini alla fine ha gettato la maschera”. C’è uno scatto che ritrae Matteo Renzi che abbraccia il presidente sormontato da un titolo che lascia pochi dubbi: “Un fallimento politico”. E’ del dicembre 2016: Referendum, il M5S: “Anche Bonaccini faccia bagno di umiltà. Ora basta con le false riforme”.

O quest’altra che potete vedere qui sotto a corredo dell’articolo “lampeggiante e paletta per le auto blu di Bonaccini. Piccinini (M5S): “Altro che viaggi in Seat. Per il nostro presidente il più classico dei privilegi”. Ma l’elenco sarebbe lunghissimo.

La politica è l’arte dell’impossibile, ma chi ce li vede i 5 stelle emiliani e romagnoli che si preparano ad allearsi con quelli che per loro sono stati il male quasi assoluto? Eppure c’è chi sostiene che dopo l’Umbria sarà l’Emilia Romagna il teatro delle nozze fra i nemici dichiarati di un tempo, ora insieme al governo centrale. Ne parliamo con Raffaella Sensoli, riminese, portavoce regionale del movimento 5 stelle. Ma partiamo dalle questioni della città di Rimini.

Sensoli, sull’inchiesta Tecnopolo-Acquarena non avete preso posizione, lei cosa ne pensa del terremoto che si è abbattuto anche sull’amministrazione comunale?
C’è una indagine in corso e il quadro non è ancora completo, ma ciò che si conosce fino a questo momento è decisamente preoccupante. Visto che ci son stati anche dei finanziamenti regionali per il Tecnopolo, il m5s ha chiesto che la Regione si costituisca parte civile. Abbiamo fatto un accesso agli atti sul tema e siamo in attesa che la Regione risponda, anche per questo non abbiamo ancora parlato ufficialmente.

Il sindaco Gnassi si difende, minaccia querele, ma sostiene che sul suo capo di gabinetto al momento non può fare nulla.
E’ preoccupante che il sindaco non sapesse che il suo capo di gabinetto si muoveva con le modalità che sarebbero state accertate dall’inchiesta. E a questo proposito faccio i complimenti all’assessore, avvocato Biagini, per avere agito in maniera assolutamente limpida e corretta. Ce ne vorrebbero di più di amministratori così, che anche solo davanti a dei movimenti sospetti avviano una denuncia alle autorità competenti come ha fato lui.

Poi però nel Pd Biagini è un ex assessore.
A pensar male si fa peccato ma…

Quindi lei giudica insufficiente la reazione di Gnassi?
Nei panni del sindaco avrei quanto meno sospeso il capo di gabinetto, è vero che siamo tutti innocenti fino a prova contraria però ci sono delle intercettazioni che aprono qualcosa di più di un semplice dubbio, e dunque per correttezza istituzionale io, ripeto, l’avrei sospeso. La reazione di Gnassi mi è sembrata fredda, troppo sottotono, avrebbe dovuto essere ben più forte e immediata.

Come ha rivelato lo stesso Biagini, dalle intercettazioni risulterebbero anche dialoghi dal tono sessista fra il capo di gabinetto e una assessora regionale della giunta Bonaccini, fra l’altro ai danni di una consigliera regionale del Pd.
Confidenziale quanto si vuole, perché si tratterebbe di un dialogo a due, ma parlare di una donna nei termini che stanno emergendo, non è sicuramente degno né di un capo di gabinetto e né di un uomo. Politicamente si può avere disistima o addirittura disprezzo per qualcuno, ma i commenti sessisti non vanno mai bene.

Passiamo ad altro: l’estate 2019 è stata segnata dalla “pubblicità” negativa dei divieti di balneazione per la riviera. Un danno d’immagine notevole.
Il punto centrale è che il sistema di rilevamento per accertare la qualità delle acque di balneazione attualmente può creare questi problemi: il calendario dei prelievi viene deciso con largo anticipo, e nel caso una data prescelta cada di venerdì e la notte prima si sia verificato un temporale con la conseguente apertura degli sfioratori, le analisi vengono svolte il venerdì ma i risultati si conoscono il lunedì e il divieto di balneazione rimane fino a quel giorno. Con la conseguenza che non si tutela la salute nel momento in cui andrebbe fatto, nell’immediatezza, e però si crea un allarme…

Quindi tempi troppo lunghi di reazione, ma la Regione dovrà pur fare qualcosa?
Certamente sì, e quanto meno si dovrebbe evitare di ricadere nel meccanismo descritto. La Regione si vanta spesso di avere un peso nei confronti del governo, se ce l’ha davvero farebbe bene ad usarlo su temi come questi, vitali per l’economia dei territori. Poi voglio anche aggiungere che l’eco mediatica è stata esagerata, tanto da sembrare un accanimento nei confronti della riviera romagnola, mentre oggettivamente rispetto agli anni passati la situazione delle acque di balneazione non credo sia, nell’insieme, peggiorata.

C’è anche un paradosso: Rimini che da tempo ormai sbandiera il cosiddetto piano della balneazione ottimizzato, tanto che agli occhi dell’opinione pubblica pare quasi abbia già definitivamente risolto la questione degli scarichi in mare, è la città che forse ha avuto le ripercussioni più pesanti in termini di bandiere rosse.
Evidentemente è stato sbandierato più di quello che è stato fatto, ciò che si racconta è un po’ gonfiato rispetto all’efficacia del sistema che è stato messo in atto.

Il museo Fellini dentro Castelsismondo ha fatto stendere un progetto che prevede anche una modifica irreversibile nelle mura della creatura di Brunelleschi. 
Questa è davvero una ferita, quando leggo certe cose mi sanguina il cuore. Anzitutto Castelsismondo non era la sede adatta al museo Fellini, un bene rinascimentale di quel valore va rivalutato secondo un’ottica che non lo snaturi. Non che non andasse fatto il museo Fellini ma andava trovata un’altra sede. Addirittura aprire un varco nel muro a scarpa del palazzo interno in funzione di un museo che non si sa nemmeno quanto durerà, mi sembra incredibile. E se il museo dovesse rivelarsi non attrattivo? Magari dopo qualche anno potrebbe porsi l’esigenza di interrompere quella esperienza, e dunque come si può pensare di deturpare un’opera di Brunelleschi per un progetto dall’esito incerto? Ma quello che a me fa piuttosto arrabbiare è l’atteggiamento della Soprintendenza: per quale motivo consente certe “castrazioni” ai danni dei beni monumentali di Rimini e poi si accanisce contro le categorie commerciali per delle minuzie…

Del tipo?
Si permette di abbattere una porzione di mura del 400 e poi ci si accanisce contro i dehors, mettendo in ginocchio gli esercenti del centro che negli ultimi anni sono già stati abbastanza martoriati. Lo giudico un comportamento irrazionale da parte della Soprintendenza.

Un giudizio sulla amministrazione Gnassi?
Sotto alcuni punti di vista ha il merito di avere riportato l’attenzione sul turismo, questione che i sindaci precedenti hanno abbandonato a se stesso. Il grande errore fatto è stato quello di trasformare quello che negli anni 80 era ancora un “paesone” in una città, un’operazione che ha snaturato Rimini ,che in questo modo ha perso la propria identità. Il turismo deve essere il cuore pulsante di Rimini e l’amministrazione Gnassi ha riportato un’attenzione su questo.
Però la stessa giunta Gnassi ha concentrato le proprie attenzioni solo su alcune zone per cui si è creata una città divisa in due, una di serie A e una che non definirei nemmeno di serie B, ma forse di serie C. Io fra l’altro abito a Rimini sud e lo so bene: partendo da Marina centro e percorrendo il lungomare, via via si vede che il degrado aumenta, fino ad arrivare in un contesto nel quale se una ragazza si trova da sola alla fermata del Tram alle 18 può fare esperienze poco piacevoli. Poi ci sono le prostitute in strada alle tre del pomeriggio, l’abusivismo… Il turismo balneare si è impoverito, ma non è solo questione di prezzi bassi, che è un po’ un cane che si morde la coda: come faccio ad aumentare i prezzi nel momento in cui i miei clienti dalla finestra dell’hotel vedono le prostitute in strada, i venditori abusivi, negozi-suk, le colonie trasformate in ricettacolo di spaccio e delinquenza? Inoltre se albergatori e stabilimenti non investono per riqualificare le loro strutture dipende dal fatto che non ci sono più margini, o quanto meno si sono ridotti troppo, il che si ripercuote anche sui dipendenti sottopagati, il lavoro nero e così via. Se non si decide di investire come si deve sul territorio nell’ottica di una riqualificazione complessiva, non se ne esce, anche perché gli operatori da soli non possono farcela.

Facciamo il gioco del chi l’ha detto: “Penso che faremmo bene a chiedere al M5S di riflettere se non sia il caso di provare a dialogare sui programmi. Secondo me su molte cose siamo molto più vicini di quello che pensiamo”. “Se è stato possibile a Roma perché non in qualche altro territorio?”
Parole di Bonaccini…

Esatto. Parole più che zuccherose.
Allora, noi al momento non abbiamo indicazioni diverse da quelle del ‘correre da soli’ al voto del prossimo gennaio. Sicuramente c’è in ballo l’Umbria che però ha una storia diversa e per la quale è stata trovata una soluzione ugualmente diversa rispetto all’Emilia Romagna, dove un civico ad oggi sembrerebbe improbabile.

Nel senso che Bonaccini non ne vuole sapere di farsi da parte? Eppure ha detto…
Fa dichiarazioni contrastanti, prima aveva dichiarato di essere disposto a mettere il suo “nome sul piatto” per favorire un accordo e poi ha smentito di avere fatto questa affermazione, quindi è difficile tenere come riferimento le parole di Bonaccini. Sicuramente contro la figura di questo presidente si sono concentrate molte critiche da parte dei cittadini.

E anche le vostre, basta scorrere il sito regionale del movimento….
Su una cosa devo dare ragione a Bonaccini, sperando poi che sia davvero il suo pensiero e non una semplice boutade: quando dice che l’importante è concentrarsi sui programmi. Noi in questi cinque anni non abbiamo mai avuto un atteggiamento di opposizione a tutti i costi, davanti a provvedimenti condivisibili li abbiamo sostenuti, così come tantissime volte abbiamo votato contro, o qualche volta a favore di provvedimenti della Lega. Questo è stato il nostro atteggiamento in Regione. Ma ad oggi il nostro statuto prevede solo alleanze con liste civiche.

Un principio che però apre autostrade verso l’abbraccio col Pd, come dimostra il caso dell’Umbria, e se poi il risultato elettorale in quella regione fosse positivo non potrebbe accadere che anche in Emilia Romagna si finisca per andare nella stessa direzione?
Quella dell’Umbria è stata una strada diversa. In Emilia Romagna al momento il candidato ufficiale del Pd è Bonaccini, quindi il discorso alleanza col Pd ad oggi non esiste. Cosa succederà in futuro non glielo so dire.

Nelle vostre battaglie di questi anni sono state più le divergenze col Pd sui temi decisivi che non le unità di vedute, questo lo ammetterà. Vaccini, trasporti, Trc, sanità e via di seguito.
Infatti ci sono numerosi temi che ci vedono molto lontani dal Pd, come quelli ambientali, la gestione dei rifiuti, gli inceneritori, i trasporti ferroviari: su tutto questo abbiamo fatto numerose critiche. C’è stato anche un esempio contrario, emblematico perché molto caro alla Lega, ovvero la legge sulle aree per i Rom, che noi abbiamo votato insieme al Pd. Ci sono alcuni temi sociali che ci uniscono e altri che ci vedono fortemente lontani. L’abolizione del superticket è stata una mia risoluzione di due anni fa e oggi “se la vende” Bonaccini. La riduzione delle rette dei nidi è un tema che noi abbiamo portato avanti negli anni e poi la Regione ha deciso di abbassarle…

Siamo anche a un tiro di schioppo dalle elezioni e queste decisioni risentono parecchio dell’avvicinarsi del voto.
Non c’è dubbio, ma magari quei soldi li avrebbero messi altrove se non ci fosse stata continuamente la nostra azione di pungolo, e l’opposizione serve anche a questo, non solo a criticare.

Lei pensa di ricandidarsi per il secondo mandato?
Sì…

Così magari si ritrova in giunta con Bonaccini.
Che belloooooo! (ride, ndr) Casse di Maalox….

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