Nonostante sia un edificio pubblico e ben visibile dal Comune, il tricolore versa in condizioni vergognose da tempo, come possono vedere anche i turisti
La bandiera italiana simbolo di un Paese, di un’unità nazionale che ancora a distanza di oltre 150 anni stenta a realizzarsi per problemi insoluti per quali i nostri Padri, nella loro estrema saggezza e comprensione pur di idee contrapposte, avrebbero risolto senza pretestuose ideologie fuori tempo poiché animati dai veri valori. Altrove, all’estero, la bandiera nazionale sventola – spesso – anche negli edifici privati e, addirittura, in Grecia nelle chiese a fianco di quella della Religione Ortodossa.
Fatto questo breve preambolo, di cui mi scuseranno i lettori, torniamo all’argomento. Nel pennone del Teatro Galli, edificio pubblico, staziona la nostra bandiera italiana che mostra condizioni, a voler essere clementi, vergognose. Lacera, sdrucita abbandonata. Non si tratta di una conseguenza dell’ultimo nubifragio, ma di una situazione che si protrae da tempo. Per l’appunto erano settimane che la povera bandiera palesa quelle condizioni, sotto la totale indifferenza di chi sarebbe dovuto accorgerne e soprattutto provvedere. Non è un caso di poca importanza e neppure da sottovalutare, perché si inquadra nel contesto di degrado e declino che interessa Rimini e specialmente il suo Centro Storico.

Evidentemente chi amministra, impegnato più che altro a diffondere magnificenze su presunti teorici mirabolanti progetti di radiosi futuri, non si occupa o si rende conto della situazione che vige nel presente; ma neppure si affaccia da palazzo Garampi o si guarda intorno allorquando vi accede.
Noto spesso che i turisti che visitano il Centro, dopo – immagino – avere constatatone lo stato e i molti negozi vuoti, si recano in Piazza Cavour per fotografare la facciata del nostro meraviglioso Teatro Galli; ed è questo il ricordo che recano con loro.
Non si tratta di becero nazionalismo, ma di rispetto per il nostro simbolo come pure la città che l’ostenta. Il sentimento è trasversale e non appartiene ad alcuno schieramento politico, ma in questo caso ci fa capire cosa sia in realtà Rimini.
La rinascita o il continuo necessario rinnovamento di una città, passa da cose apparentemente piccole ma significanti. È facile narrare meraviglie future quando non si sa gestire neppure l’ordinarietà. Si realizzano opere che poi si abbandonano a sé stesse, senza nessuna verifica, utilizzazione intelligente e manutenzione nel tempo, come pure allo stesso modo si piantano bandiere.


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