La Uil rivela: “I sindacati chiamati ad un incontro col segretario Pd e una consigliera di maggioranza”

La Uil rivela: “I sindacati chiamati ad un incontro col segretario Pd e una consigliera di maggioranza”

La segretaria provinciale della Uil, Giuseppina Morolli, rivela una "anomala" richiesta che sarebbe pervenuta ai sindacati di Rimini: quella di sedersi ad un tavolo di confronto avendo come interlocutori sull'addizionale Irpef una consigliera comunale del Pd e il segretario dello stesso partito. Ma sulla vicenda va registrato un altro strappo istituzionale: dopo la "rottura" con prefetto e questore, palazzo Garampi si prende un brutto voto anche in relazioni sindacali.

“Lunedì 11, nel pomeriggio, ricevo una telefonata dal collega della Cgil, che era stato chiamato da una consigliera comunale di cui non voglio fare il nome, per rispetto della persona, se eravamo disponibili ad un incontro con lei e il segretario del Pd, penso di Rimini”. La segretaria provinciale della Uil, Giuseppina Morolli (nella foto), rivela una “anomala” richiesta che sarebbe pervenuta ai sindacati di Rimini, attraverso il segretario generale della Cgil. Che c’azzecca un tavolo di confronto sull’aumento dell’addizionale Irpef, alla presenza di una consigliera di maggioranza (a quanto pare del Pd) e del segretario del Pd? “Unitariamente Cgil, Cisl e Uil hanno deciso di non andare all’incontro, anche perché il problema era con l’amministrazione di Rimini ed il metodo e atteggiamento di arroganza utilizzato nei confronti delle organizzazioni sindacali”. E’ solo l’ultima puntata di quello che è già diventato un nuovo fronte di rottura aperto da palazzo Garampi, dopo quello abbastanza clamoroso che si è verificato circa un mese e mezzo fa, ovvero la feroce polemica ingaggiata dal sindaco Gnassi con prefetto e questore a seguito della visita a Rimini di due sottosegretari della Lega, Nicola Molteni (all’Interno) e Jacopo Morrone (Giustizia) arrivati in città per occuparsi di nuova questura e sede di piazzale Bornaccini.

Volano gli stracci da giorni sulla decisione del Comune di Rimini di fare cassa anche con l’Irpef. Cgil, Cisl e Uil sono stati costretti a chiedere di essere ascoltati nella commissione bilancio, perché il dialogo con l’amministrazione non è di casa. E in quella sede hanno vuotato il sacco. Nel comunicato diffuso ieri parlano di “insufficienti relazioni sindacali che da troppo tempo caratterizzano i rapporti con l’Amministrazione Comunale di Rimini. E’ soprattutto in sede di discussione di Bilancio, infatti, che si evidenzia la scarsa o nulla attenzione nei confronti delle organizzazioni sindacali che vengono invitate al tavolo solamente all’ultimo momento quando ormai tutte le decisioni sono state prese. Circostanza che si è ripetuta nell’occasione di questa importante variazione di Bilancio legata all’addizionale. Questo modello di relazioni non va bene e va cambiato“. Ma Cgil, Cisl e Uil non hanno fatto sconti nemmeno nel merito: “Il gettito dell’addizionale è per gran parte (74%) sostenuto da lavoratori dipendenti e pensionati e continuare a rastrellare risorse sempre e soltanto da questi cittadini è non solo iniquo ma anche ingiusto. Cosa sono, dicono gli amministratori, 30 o 40 euro in più? E invece sono, perché piuttosto di far pagare di più chi ha di più, si abbassa la soglia dell’esenzione toccando anche i più poveri e si aumenta così in modo facile facile la platea dei contribuenti. Manca solo che ci diano degli avari. Calcoli alla mano, sono stati portati esempi concreti. Un pensionato che percepisce 16mila999 euro lorde all’anno pari a circa 1.100 euro mensili netti, pagherebbe 83,6 euro (prima non pagava nulla perché esente). 69 euro una lavoratrice che lavora a part-time e che prende 14mila euro lorde quando anche lei finora era esente. Pagherebbe 65 euro in più un impiegato con uno stipendio lordo di 30mila euro all’anno”.
Alternative per evitare la batosta dell’addizionale Irpef ci sarebbero state: “Ad esempio l’aumento della tassa di soggiorno che è tra le più basse se si considerano i Comuni capoluogo dove viene applicata. E anche la necessità di trovare urgenti risorse per finanziarie il bando periferie, chi assicura che non sia un alibi per coprire dei disavanzi di bilancio?” E non è mancato un riferimento ad “azioni” che proseguiranno nei prossimi giorni “con altre iniziative di protesta con l’intento di scongiurare questo ulteriore prelievo forzoso dalle tasche di lavoratori dipendenti e pensionati”. Non è escluso che i sindacati possano dar vita ad un presidio proprio sotto al Comune.

Comune che oggi risponde ai sindacati e alla parlamentare della Lega Elena Raffaelli, che aveva pestato i calli a Gnassi: “I riminesi meritano senza dubbio un’amministrazione diversa, più attenta e capace nella gestione delle risorse pubbliche e nella programmazione”. Bollando la motivazione che sta alla base dell’aumento dell’addizionale Irpef, cioè la necessità di finanziare il progetto di Rimini nord legato al bando periferie, come “tentativo, per altro fallito, di scaricare le proprie responsabilità sul Governo come alibi per la propria inadeguatezza”. E indicando il modello Riccione, che l’Irpef l’ha cancellata. “Ad agosto plaude alla cancellazione dei 18 milioni di euro a Rimini. A marzo attacca Rimini perché cerca di mettere una pezza al vergognoso pastrocchio sui fondi per le periferie combinato da lei e dal suo Governo. Il mandato parlamentare a 12mila euro al mese di Raffaelli, sinora, viene ricordato esclusivamente per queste due intemerate contro Rimini”, replica la giunta Gnassi alla deputata riccionese. Che a stretto giro torna alla carica: “Prima di pensare alla coerenza degli altri ‘attori’, il sindaco Gnassi pensi alla propria e soprattutto utilizzi la sua lunga esperienza politica per capire quando è necessario fermare la macchina degli insulti e far partire quella dell’ascolto e delle scuse per gli errori fatti”.

Ai sindacati la nota del Comune di Rimini replica che “il 28 febbraio alle ore 10.55 la segreteria dell’assessorato al Bilancio inviava a Uil, Cisl e Cgil l’invito a un incontro preventivo, ricevendo risposta da Cgil (incontrata il 5 marzo), Cisl (incontrata il 6 marzo) e nessuna da Uil. Evidentemente più che leggere mail, la sua segretaria era impegnata a partecipare ai convegni, a Rimini e fuori Rimini, di una forza d’opposizione che dichiaratamente si oppone al centrosinistra”. Ma si può immaginare che il 28 febbraio l’orientamento del Comune a favore del nuovo salasso fosse già in avanzata fase di definizione, se è vero che la materia è andata in commissione ieri. I sindacati vengono convocati a giochi fatti? Giuseppina Morolli oggi ribadisce di non avere ricevuto nessun invito: “Io non ho ricevuto mai la lettera di convocazione da parte dell’amministrazione, ma il giorno 4 marzo mentre mi avviavo a Bologna per il Consiglio solenne per le donne, ricevevo una telefonata dalla segretaria dell’assessore al bilancio, per chiedermi se avevo ricevuto l’Email. Ho risposto che non avevo visto nessuna convocazione, anzi la segretaria mi diceva che c’erano dei problemi perché la Cgil poteva il 5 e la Cisl poteva il 6 o viceversa, ora non ricordo; allora io ho chiesto di inviarmi nuovamente l’email che non ho mai ricevuto. Poi la UIL è venuta conoscenza che solo la Cgil era andata all’incontro e non ho mai ricevuto nessuna telefonata da parte di nessuno dell’amministrazione comunale, ma questo non ha importanza, poiché per quanto mi riguarda sono poco importanti”.

Sostiene l’amministrazione comunale che “è palese che se il Governo gialloverde non avesse prima revocato, quindi contorto ad arte, l’iniziativa del Bando Periferie oggi staremmo qui a fare tutt’altri discorsi. Cancellazione del 20 per cento di acconto iniziale sul totale erogato di 18 milioni di euro, rimborsi ricavati dalle economie derivate dai primi 24 progetti finanziati, una tempistica capestro da cui non si può derogare neanche nel caso in cui uno dei partecipanti alle gare avanzasse ricorso…”. Ma era stato l’assessore Brasini a spiegare in che modo verrebbero utilizzati i 4milioni e 800mila euro ricavati dall’aumento dell’Irpef: “per la maggior parte da impiegarsi nel finanziamento del bando periferie a causa dell’incerto rientro di denaro ad opera dello Stato. Dunque, 3milioni e 700mila per aprire i cantieri in periferia, 500mila per il comparto scuola, 600mila ripartiti tra TPL (130mila), fondo riserve (260mila), stagione lirica del Galli (160mila) e fondo TARI (50mila)”, come ha chiarito il comunicato dei sindacati. L’entrata aggiuntiva, dunque, per 1 milione e 100mila euro serve a coprire altri “buchi”, compresi trasporto pubblico locale, programmazione del teatro e scuola.

Giuseppina Morolli, Uil, si dice allibita per il comportamento antisindacale del Comune di Rimini: “Faccio sindacato da 14 anni è mai era successa una cosa del genere con nessuna amministrazione. Io vado da chiunque mi invita ma entro nel merito delle questioni e giudico le amministrazioni da ciò che fanno, non ho né padroni né padrini, ma soprattutto non mi possono imbavagliare, anche se sicuramente a qualcuno potrebbe fare molto piacere”. E conclude: “Non accetteremo intimidazioni da parte di nessuno, lo ripeto siccome più volte hanno provato ad intimidirci, ma non abbiamo paura perché siamo seri, chiari e trasparenti. Soprattutto rispettosi nei confronti di chi ci rispetta, verso coloro che non lo sono adotteremo gli stessi atteggiamenti”.