Novaport (esclusa dal “Fellini”) dirotta 22 mln sull’aeroporto di Ancona

Novaport (esclusa dal “Fellini”) dirotta 22 mln sull’aeroporto di Ancona

Esclusi dalla gestione del "Fellini", nonostante un piano industriale che prevedeva anche una iniezione di denaro molto consistente, i russi di Novapo

Esclusi dalla gestione del “Fellini”, nonostante un piano industriale che prevedeva anche una iniezione di denaro molto consistente, i russi di Novaport hanno deciso di dirottare le loro risorse sullo scalo concorrente di Ancona.
Il “Raffaello Sanzio” ha messo in vendita la maggioranza delle azioni di Aerodorica (con una situazione di partenza che vede la Regione detenere l’82% delle quote ma incamminata a cedere la maggioranza) e, anche se manca ancora l’ufficialità, ad aggiudicarsela con un’offerta da leccarsi i baffi (la gara si è chiusa ieri) è stata Novaport Russian Airport di Roman Trotsenko. Ha messo sul piatto 22 milioni di euro, opzionando il 53% delle azioni. L’uomo di Novaport, come nel caso di Rimini, è Andrea Del Vecchio, che nel caso delle Marche ha portato in porto l’operazione potendo contare anche sui rapporti di Mario Formica in territorio marchigiano, a partire dall’amicizia di lunga data col governatore uscente Gian Mario Spacca, col quale si è candidato anche alle elezioni regionali (dove però la lista civica con l’appoggio di Forza Italia non ha sfondato). Questo non significa che l’affare sia concluso (manca il vaglio dell’assemblea dei soci di Aerodorica, della Regione e del ministero dei Trasporti) ma gran parte del lavoro è fatto.
Con 17 aeroporti nel mondo (sette dei quali fra Europa e Russia), 443 milioni di dollari di fatturato e 6 mila dipendenti, Novaport (satellite della holding Aeon) nella gara per il dopo Aeradria aveva avanzato una proposta non meno allettante di quella che poi ha trasferito nelle Marche: un piano di investimento da 40,5 milioni di euro (capitale proprio, non delle banche) nell’infrastruttura aeroportuale per portare il “Fellini” entro 5 anni a 1,5 milioni di passeggeri e, entro i 30 anni della concessione, a 3 milioni. Novaport aveva offerto (caso unico nella gara Enac) anche 3 milioni di euro per gli investimenti realizzati e non ammortizzati da Aeradria. Fra i progetti che Novaport aveva annunciato per Rimini, l’ampliamento dei piazzali di sosta dei velivoli (12 mila mq in più), una galleria commerciale più grande di 10 mila mq puntando sui prodotti locali e il made in Italy e altro. Ma il bando Enac finì come tutti sanno e fra i quattro contendenti in lizza Enac assegnò l’aeroporto di Miramare ad Airiminum.
Il “Raffaello Sanzio”, non è un mistero, ha messo in campo strategie aggressive per erodere voli e passeggeri a Rimini (fino alle polemiche esplose fra marzo e aprile). Con questo investimento la competizione è destinata ad accentuarsi e non certo a vantaggio di Rimini.