Permettono l’islamizzazione e se la prendono con chi si oppone. Ma si sono preoccupati di capire chi hanno portato in casa?

Permettono l’islamizzazione e se la prendono con chi si oppone. Ma si sono preoccupati di capire chi hanno portato in casa?

In provincia abbiamo 12 centri islamici, nel Borgo Marina viene aperta una moschea molto più grande di quella storica che dovrebbe essere sostituita. La moschea delle Celle per gli investigatori è il ritrovo dei salafiti (estremisti) dell’intera regione. Sorge un dubbio. Ma a quale associazione/comunità islamica fanno riferimento i centri islamici presenti a Rimini? Non saranno mica dell’UCOII?

È passata una decina di giorni da quando è esploso il dibattito politico a Rimini tra maggioranza e opposizione sulla nuova moschea del centro islamico Al Tawhid nel Borgo Marina, ormai consolidato come vero e proprio ghetto afroasiatico sempre più islamico, vale a dire un paese che si origina dentro a un altro paese. Considerando la presenza di ben 12 centri islamici all’interno della provincia, tra cui la moschea delle Celle sulla quale Digos e guardia di finanza monitoravano da tempo e che a detta degli investigatori sarebbe stato un punto di riferimento dei salafiti dell’intera regione (non a caso la Procura di Bologna ha iscritto dei sospetti nel registro degli indagati per “associazione con finalità di terrorismo”), ora occorre fare un passo successivo, non solo importante, ma necessario, indispensabile. L’amministrazione comunale, ergo il Partito Democratico di Gnassi, preferisce attaccare il centrodestra, colpevole di preoccuparsi della diffusa moschea-mania. Si sa, oggi con qualche slogan qua e là e bollando l’avversario come “allarmista islamofobo” te la cavi ancora davanti a certa opinione pubblica addomesticata dal buonismo e poco informata sulla realtà islamica, ma tutti i nodi prima o poi vengono al pettine.

Impossibile che a nessuno sorga un dubbio. Questa sinistra che permette la continua islamizzazione che sta subendo Rimini e ama contrastare chi ha il coraggio di denunciarla ed opporsi politicamente, è perfettamente a conoscenza di chi si è portata in casa? Ha svolto approfondimenti dettagliati sulle realtà islamiche presenti nel nostro territorio? Soprattutto, si è informata su quali comunità/organizzazioni islamiche fanno riferimento le moschee e i centri islamici che risiedono nel Comune di Rimini? Perché le sigle delle comunità islamiche in Italia sono variegate e sarebbe opportuno trattare la questione senza la superficialità lassista di chi difende a spada tratta l’Islam come religione mascotte (anche se non capisco il nesso che ci possa essere tra la sinistra progressista e la sharia islamica, ma questo fa parte del loro cortocircuito multiculturale).

In Italia abbiamo conosciuto tante sigle di associazioni islamiche: la COREIS (Comunità Religiosa Islamica Italiana) dell’Imam Yahya Pallavicini, la Lega musulmana mondiale, l’Unione dei musulmani d’Italia fondata da Adel Smith che divenne famoso per le sue battaglie contro la presenza del crocifisso nei luoghi pubblici (una volta addirittura lo lanciò fuori dalla finestra di un ospedale) e tante altre, anche minoritarie come le confraternite sufi e la comunità ismailita italiana (sciiti). Ma la sigla che predomina indubbiamente su tutte quelle citate e non, è quella sunnita dell’UCOII (Unione delle Comunità e delle Organizzazioni islamiche in Italia). Si tratta della più diffusa e radicata associazione islamica italiana, fondata nel 1990 e costituita da 153 singole associazioni sia territoriali che di settore. Dai dati del 2009 risulta che questa organizzazione gestiva già circa 80 moschee e 300 moschee/luoghi di culto non ufficiali in Italia. Chi non ha seguito la storia di queste associazioni si starà chiedendo: “Bene, che differenza c’è?” Ci arriviamo presto.

Uno dei fondatori dell’UCOII è Hamza Roberto Piccardo, che ricoprì la carica di segretario nazionale. Stiamo parlando dell’uomo che l’anno scorso ha chiesto la legalizzazione della poligamia islamica in Italia, in quanto secondo lui si tratterebbe di un “diritto civile” e che oggi è impegnato nel progetto “Costituente Islamica”, l’assemblea costituente che si propone come strumento tendente a dare ai musulmani una rappresentanza eletta. Altri due personaggi hanno contribuito a fondare l’UCOII e a segnarne decisamente la storia: Ali Abu Shwaima e Nour Dachan. Il primo è l’Imam della moschea di Segrate a Milano, l’altro colui che assunse la presidenza dell’UCOII (oggi presidente emerito, perché il presidente attuale è il palestinese Izzedin Elzir). Entrambi avrebbero qualcosa in comune. Infatti, basta fare un giro perfino su Wikipedia per leggere che Nour Dachan molti anni fa sarebbe stato leader della componente siriana dei Fratelli Musulmani, Ali Abu Shwaima, invece, della componente palestinese. Non a caso anche Piccardo ci ha tenuto a sottolineare: “Precisiamo che con i Fratelli Musulmani ho una vicinanza amichevole”. Il gioco è fatto. Due più due fa quattro. L’UCOII, come tanti analisti affermano, è vicina alla Fratellanza Musulmana che la influenza palesemente. Magdi Cristiano Allam, non solo oggi, ma diversi anni fa, prima della sua conversione al cattolicesimo, quando era ancora musulmano, aveva messo in guardia l’Italia dall’UCOII, definita da lui stesso come “emanazione ideologica della Fratellanza Musulmana in Italia” ed “estremisti islamici”. Ma cosa sarebbe questa “Fratellanza Musulmana”?

Si tratta di un movimento radicale islamista fondato in Egitto nel 1928 da Hasan Al-Banna, qualche anno dopo la caduta dell’Impero Ottomano. Questa organizzazione è stata dichiarata fuorilegge, in quanto considerata terroristica da Russia, Egitto, Siria e altri paesi arabi (in passato anche da Stati Uniti e Europa). Vuole conquistare il potere radicandosi sul territorio, infiltrandosi all’interno delle istituzioni e assumendo il controllo di scuole coraniche e moschee. Il suo motto è: “Allah è il nostro obiettivo. Il Profeta è il nostro capo. Il Corano è la nostra legge. Il Jihad (guerra santa) è la nostra via. Morire nella via di Allah è la nostra suprema speranza”. La branca palestinese dei Fratelli Musulmani è il movimento terroristico islamico Hamas, caratterizzato dall’odio verso gli ebrei. L’ideologo dei Fratelli Musulmani fu Sayyid Qutb, l’uomo che influenzò anche Osama Bin Laden. Mentre in Italia crediamo che i Fratelli Musulmani rappresentino il fantomatico “Islam moderato”, loro perseguono una strategia graduale per giungere al medesimo obiettivo: creare un mondo islamico, un califfato. Purtroppo si tende a dimenticare gli atroci crimini che hanno commesso in Egitto, un paese che è stato martoriato dal loro terrorismo. Andrebbero ascoltate le parole del portavoce della Chiesa Cattolica egiziana, Padre Rafic Greiche che quattro anni fa ci disse: “I loro atti e i loro comportamenti sono propri dei movimenti terroristi. Ogni giorno vi è un attacco. I Fratelli Musulmani si sono ormai alleati con i gruppi terroristici legati ad Al Qaeda”.

Insomma, a Rimini ci sono centri islamici che fanno riferimento all’UCOII e che ne sono in qualche modo affiliati? Nell’ultimo documento prodotto dalla regione Emilia Romagna, riferito alla mappatura dei centri islamici, tra le associazioni islamiche presenti in regione figura anche l’UCOII. Vorrei capire cosa ne pensa il Partito Democratico riminese, dato che quello nazionale, al Governo, porta avanti accordi proprio con l’UCOII: il “Patto nazionale per un Islam italiano” risale a febbraio di quest’anno. Mi sembra alquanto imbarazzante. Quindi, subito fuori i nomi delle comunità islamiche di riferimento di tutti i centri islamici presenti nel nostro comune.

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