Rimini si è fatta soffiare il bilaterale Italo-Serbo dalle Marche

Rimini si è fatta soffiare il bilaterale Italo-Serbo dalle Marche

E’ pur vero che in questi tempi i rappresentanti delle maggiori istituzioni riminesi sono stati in altre faccende affaccendati, ma il bilaterale Italo

E’ pur vero che in questi tempi i rappresentanti delle maggiori istituzioni riminesi sono stati in altre faccende affaccendati, ma il bilaterale Italo-Serbo svoltosi ieri ad Ancona è come un secchiata di acqua gelida in pieno volto alla capitale dell’ospitalità per antonomasia.
Non c’è preoccupazione per la gestione di Aeradria che tenga, non c’è giustificazione credibile che possa alleviare lo smacco (un altro!) per chi avrebbe dovuto attivarsi da tempo a candidare Rimini per questo bilaterale breve ma di grande impatto politico e di notevole visibilità internazionale più che nazionale.
Soprattutto perché rivolto ad un Paese che fa da sponda al “lago” di casa nostra, il mare Adriatico.
Il nuovo palazzo dei congressi di Rimini sarebbe stato il luogo ideale per un evento di questo tipo che, invece, si è tenuto in una sede della Regione Marche, in Comune di Ancona.
Le numerose sale, l’atrio di ingresso sfarzoso, ampio, luminoso e di grande effetto, sarebbero state la degna cornice di un’attività diplomatica e politica che raramente evade dalla Capitale romana.
Ma anche il palazzo dei congressi di Riccione, oppure il quartiere fieristico di Rimini erano location di ottima fattura in grado di ospitare quel tipo di vertice politico.
Dunque, che dire?
Un presidente del Consiglio dei Ministri che era tornato a Rimini in agosto in occasione del Meeting e che tuttora conta in zona numerosi amici di vecchia data, non è bastato a far da contrappeso ad una classe politica locale logorata al suo interno dal lungo potere, che stenta a mettere il naso fuori dalla porta di casa, figuriamoci a farsi parte diligente nel candidare il nostro territorio come sede ideale di eventi, meeting e riunioni internazionali come quello che si è tenuto ad Ancona.
Non occorre essere critici, è sufficiente constatare con amarezza che stiamo perdendo occasioni importanti per il nostro territorio, quote di mercato turistico, appeal e forza attrattiva, oltre che capacità di rappresentanza nei sistemi economici e nei contesti politici della contemporaneità.

Massimo Riserbo

COMMENTI

DISQUS: 0